A CARO PREZZO

A24 e A25, via libera ai rincari. Pressing di D’Alfonso su Boschi per non fermare cantieri

Ramadori: «a rischio sicurezza e 700 posti di lavoro»

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  A24 e A25, via libera ai rincari. Pressing di D’Alfonso su Boschi per non fermare cantieri

L'AQUILA.  Strada dei Parchi vince anche al Consiglio di Stato:  via libera all’aumento dei pedaggi per recuperare il blocco giudicato illegittimo imposto dal Ministero dei Trasporti nel 2014, all'epoca del ministro Lupi.

Significa principalmente aumenti che possono arrivare anche oltre il 10% nelle tratte che riguardano le autostrade abruzzesi. Significa anche che il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio è stato praticamente commissariato.

La vicenda è iniziata due anni fa con Strada dei Parchi che avrebbe voluto aumentare le tratte autostradali abruzzesi del 9,06% e se non lo fece fu solo ‘merito’ del Ministero dei Trasporti che impose un tetto massimo dell’1,5%.

Contro il tetto fece ricorso il gruppo Toto che già nel 2016 vinse al Tar ma la sentenza non è stata mai eseguita e per questo c’è stato bisogno di quello che si definisce “giudizio di ottemperanza”, pure vinto dal privato a luglio del 2017.

Già all’epoca la società aveva chiesto persino di commissariare Delrio. Cosa potrebbe cambiare a questo punto? Pure aumenti del 10%.

Dunque se al momento la tratta Roma-Pescara costa 20,20 euro potrebbe salire anche oltre i 22 euro mentre potrebbe arrivare a costare anche 20 euro la tratta Roma-Teramo che oggi invece costa 17,50.

E se la concessionaria delle autostrade A24 e A25 può festeggiare su questo fronte,  sta continuando ad alzare la voce  sul caso dei lavori di messa in sicurezza. 

Qualche giorno fa è tornata a minacciare lo stop ai lavori in caso del mancato sblocco di 57 milioni di euro mancanti dal complessivo finanziamento di 110 per la messa in sicurezza delle due tratte, che collegano il Lazio e l'Abruzzo.

I fondi europei previsti saranno disponibili solo dal 2021 e l'anticipazione delle somme garantita dal ministero delle Infrastrutture (sempre quello del commissariato Delrio) tramite Cassa depositi e prestiti, a causa di un intoppo burocratico, è stata però improvvisamente bloccata.

Le necessità di interventi tempestivi sull'infrastruttura sono noti, i cantieri avviati, 700 lavoratori impiegati.

 E i sindacati insorgono. Domenico Fontana (Filt-Cgil), Angelo Saulo (Fit-Cisl), Giuseppe Madonia (Sla-Cisal) e Nicola D'Ortona (Ugl-At) parlano di un «paradosso» per il quale «una necessità ovvia» come la messa in sicurezza delle autostrade «per effetto di procedimenti burocratici incomprensibili e inaccettabili» viene «esposta a ritardi o blocco dei cantieri dovuti non a carenza di risorse» ma «al mancato sblocco o messa a disposizione delle stesse».

Per le sigle in caso di impasse totale i primi a pagare sarebbero i lavoratori impiegati nei cantieri, vittime dei ritardi burocratici, che pagherebbero un prezzo salatissimo due concetti basilari e irrinunciabili. Ma a rischio c’è anche la sicurezza collettiva e il destino di quei territori attraversati l'infrastruttura, dalla quale come drammaticamente già dimostrato dipendono.

E l’allarme è alto anche a causa della scossa di due giorni fa ad Amatrice, nel reatino, di magnitudo 4.0.

Poi la notte successiva una nuova scossa nell'aquilano, di magnitudo 2.9.

«Quante nuove scosse dovremo aspettare per capire che questa zona è ad alto rischio e che i lavori di messa in sicurezza delle principali arterie autostradali non sono più rinviabili?», domanda Cesare Ramadori, amministratore delegato di Strada dei Parchi.

A suo dire è inammissibile che i cantieri si debbano fermare tra qualche giorno, stop ai lavori paventato dalla stessa società di gestione.

«La messa in sicurezza di A24 e A25 si sta bloccando: i cantieri già previsti e attivati per i lavori saranno costretti a chiudere uno dopo l'altro e i lavoratori, oltre 700, andranno a breve a casa - dichiara Ramadori - Con le nuove scosse non ci sono stati ulteriori danni, anche grazie all'accelerazione dei lavori in atto, ma è evidente che questa zona non ha bisogno di tentennamenti».

Ramadori spera che la svolta possa arrivare dagli imminenti passaggi parlamentari della legge di stabilità in discussione in questi giorni alla Camera.

E su questo fronte sta lavorando anche il presidente della regione, Luciano D’Alfonso che due giorni fa ha parlato con Maria Elena Boschi «affinché l'emendamento possa passare, perché abbiamo bisogno che quel cantiere continui i suoi lavori fino a compiutezza».

D’Alfonso ha spiegato che, superato questo problema, bisognerà comunque fare una riflessione sull' insieme dell'infrastruttura, «che è datata. Adesso è stato fatto un intervento di manutenzione straordinaria per evitare i pericoli, ma poi servirà una riflessione».

La riflessione potrebbe in realtà essere quel maxi progetto di 'raddrizzamento' dell'autostrada già bocciato più volte dal Ministero perchè ritenuto eccessivo.

Il governatore ha poi ricordato: «Siamo intervenuti, ho avuto una condotta rigorosa, sono intervenuto nelle sedi istituzionali e sono intervenuto in modo che tutti sapessero che quella era la priorità. In altra stagione avrebbero detto che io stavo facendo un favore al gestore di Strada dei Parchi. Invece, oggi c'è un patrimonio di consapevolezza della necessità di questi interventi che noi abbiamo autorizzato per tempo nel rispetto delle procedure».

 In campo è scesa anche la senatrice Pd, Stefania Pezzopane, che ha presentato emendamenti sia al decreto fiscale che alla legge di bilancio. Emendamenti, però, che non sono passati in Senato.

«Doveva arrivare un testo riformulato del mio emendamento ma non e' arrivato. La burocrazia ed i cavilli, lo strapotere di Anas sulle burocrazie ministeriali, bloccano un'iniziativa assolutamente scontata», dice Pezzopane. «Realisticamente la legge di bilancio sarà l'ultimo intervento economico di rilievo prima della scadenza della legislatura. Va trovata una soluzione alla Camera, il mio e' un appello al governo, non va ignorato lo stato di quelle autostrade che da 9 anni subiscono eventi sismici, di cui anche in questi giorni abbiamo sentito la portata e la gravità».