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Bandi agricoltura Abruzzo, arriva la proroga firmata dal dg Rivera, bocciata da dirigente e direttore

Febbo: «situazione imbarazzante»

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Bandi agricoltura Abruzzo, arriva la proroga firmata dal dg Rivera, bocciata da dirigente e direttore

ABRUZZO. E’ stata  pubblicata una determina di proroga di 20 giorni scritta e firmata direttamente dal Direttore Generale Vincenzo Rivera bandi per i bandi di investimento del mondo agricolo (Misura 4.1 e 4.2)

«Sono stati scavalcati  la Dirigente competente del bando e lo stesso Direttore del Dipartimento Politiche agricole», denuncia il consigliere regionale di Forza Italia, mauro Febbo.

Ma secondo Febbo la cosa più «imbarazzante» è un’altra, ovvero il parere negativo proprio del Dirigente della misura e del Direttore che entrambi non riscontrano i motivi tecnici per approvare e procedere ad un deferimento dei termini per presentare le domande. I due responsabili nella specifico esprimono parere negativo.

La dirigente Di Vitantonio in una mail scrive «considerato che il Sian non ha presentato problemi e che risultano, al momento, oltre 260 domande di sostegno già rilasciate nel sistema informativo si ritiene, d‘intesa con il Direttore del Dipartimento nonché Autorità di Gestione del Programma, che non esistono le condizioni tecnico-giuridiche per accordare un differimento dei termini di scadenza dei bandi in oggetto».

«Infatti – spiega Febbo – la proroga è stata concessa in extremis solo nella tarda serata del giorno della scadenza (27.11) chiedendo direttamente l’aiuto fattivo, sia nello scrivere sia nell’approvare, del Direttore Generale Rivera che si è prestato a sostituire totalmente gli uffici della Direzione agricoltura. Come mai non si è ritenuto ascoltare le indicazioni e i pareri dei responsabili del bandi in questione del Dipartimento agricoltura? Da chi è stata ordinata tale proroga? Inoltre, cosa ancora più contraddittoria, come mai questa volta si è concessa la proroga mentre nel precedente bando non è stata accordata causando il pasticcio delle Liste di Perfezionamento arrecando un ritardo enorme nell’iniziare le istruttorie delle domande arrivate?. Sono domande che attendono una risposta esauriente e credibile».

Secondo Febbo è evidente che le sue preoccupazioni sollevate in questi mesi sono più che fondate e certificate: «oggi il mondo agricolo e gli stessi imprenditori del settore soffrono di un Programma di Sviluppo Rurale partito in ritardo e gestito malissimo».

Il consigliere regionale aveva più volte ed in più occasioni sollevato le problematiche circa la gestione delle risorse del PSR visto che per tre volte consecutive il report trimestrale della Rete Rurale Nazionale - Mipaaf (Ministero delle Politiche Agricole) ha collocato l'Abruzzo tra le ultime regioni con un sconsolante 5,62% in termini di capacità di avanzamento della spesa pubblica del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020.

Infatti adesso sono 47 milioni di euro di fondi europei destinati all’Agricoltura che rischiano concretamente di tornare indietro poiché non impiegati e spesi dalla Regione Abruzzo.

«Sono dati che certificano il fallimento del governo D'Alfonso e del suo delegato alle Politiche agricole».


RIVERA: «NESSUNA PREVARICAZIONE»

«Nessuna prevaricazione rispetto alle competenze del Direttore del Dipartimento delle politiche rurali e del Dirigente competente dei bandi a sostegno degli investimenti delle aziende agricole. La determinazione del Direttore generale è stata adottata in ragione dell'assenza del Direttore, Autorità di gestione del PSR, ed in virtù dei poteri sostitutivi e di avocazione previsti dall'ordinamento regionale e finalizzati al coordinamento dell'attività realizzativa dei direttori per l'attuazione dei programmi».

A replicare così al consigliere regionale Mauro Febbo (Fi), è il direttore generale della Regione Abruzzo, Vincenzo Rivera.

«La determinazione in argomento - sottolinea Rivera - dà ampia evidenza dei motivi di interesse pubblico sottesi alla decisione di proroga dei termini, quali: il temporaneo malfunzionamento della piattaforma informatica in uso per la compilazione delle domande - evidenziata da numerose richieste di proroga avanzate dalle organizzazioni professionali, dalle associazioni di categorie e da singoli professionisti - nonché, la necessità di assicurare la massima partecipazione alla procedura per il completo impiego delle risorse disponibili, tenuto conto anche della complessità della redazione di adeguati piano di sviluppo da parte degli interessati».

Infine, il Direttore generale ha tenuto altresì conto «della incongruità del termine per i partecipanti ai precedenti bandi della medesima misura di sostegno, le cui graduatorie sono state rese pubbliche lo scorso 10 novembre».

«Proprio in considerazione di tali ragioni, nonché della precedente esperienza legata alle cd 'Liste di Perfezionamento', stupiscono le parole del Consigliere Febbo il quale si chiede come mai questa volta sia stata concessa la proroga, mentre nel precedente bando non sia stata accordata».

«La proroga assicurata dal Direttore generale, in assenza e in disaccordo con le motivazioni inizialmente espresse dal Direttore del Dipartimento delle politiche dello sviluppo rurale - si conclude nella nota - è dunque fondata sul sostegno del prevalente interesse pubblico all'ampliamento della platea delle imprese nella partecipazione alle gare».