GUERRA SANTA

Santa Croce, ripresa aziendale e assunzioni? «Inaccettabile demagogia di Colella»

Gli avvocati Braghini e Lancia replicano all’imprenditore molisano

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CANISTRO. Dopo la recente sentenza del TAR dell’Aquila del 23 novembre, l’imprenditore Camillo Colella promette di tornare ad imbottigliare acqua minerale dalla fonte  “Santa Croce-Fiuggino” situata in Località Cotardo del Comune di Canistro, e addirittura di riassumere i lavoratori

 

Ma secondo gli avvocati Salvatore Braghini e Renzo Lancia, che si sono costituiti per il Comune in vista del merito della causa le affermazioni dell’imprenditore molisano sarebbero «a dir poco deliranti».

I due legali precisano che si tratta di «demagogia allo stato puro», «che non meriterebbe neanche una risposta se non ci si trovasse difronte ad una mistificazione volta a disorientare l’opinione pubblica e ad illudere i lavoratori, in quanto nessun emungimento e imbottigliamento dalla fonte Fiuggino potrà esserci e nessun lavoratore potrà essere riassunto a tal fine».

Per i due avvocati l’imprenditore strumentalizza un’ordinanza del TAR che ha sì sospeso l’efficacia della determina dirigenziale del Servizio regionale Attività Estrattive del 21 agosto 2017 con cui è stata sancita la decadenza dalla concessione “Santa Croce-Fiuggino”, ma che ciò ha disposto ai soli fini di “un riesame da parte dell’Amministrazione” con riferimento alla motivazione della determina, per meglio chiarire le prescrizioni non ottemperate dalla società Santa Croce come previste dal Decreto di Rinnovo della Concessione rilasciato dalla Provincia dell’Aquila nel 2007.

 «In buona sostanza», spiegano i due, «il dirigente regionale dovrà articolare in modo più esaustivo ed articolato le motivazioni della decadenza, ma ciò, con tutta evidenza, non vuol dire affatto autorizzare Colella ad imbottigliare, anche perché dalla sorgente in parola non fuoriesce acqua a sufficienza. Ma vi è di più».

La Regione ha evidenziato che la società Santa Croce ha agito in netto contrasto con la normativa di settore e del provvedimento di rinnovo alla luce della scoperta di una tubazione “occulta” che, partendo dalla vicina conduttura idrica proveniente dalla sorgente di acque minerali “S. Antonio – Sponga”, andava ad accrescere illegittimamente le esigue portate dalla Fonte Fiuggino. Tale “commistione” di acque, in particolare, è stata accertata durante il sopralluogo del giorno 06/12/2016 e segnalata agli Enti interessati, tra i quali la Procura della Repubblica e il Ministero della Salute, che ha prontamente revocato il riconoscimento di acqua minerale.

Inoltre, in data 06/12/2016 e 28/02/2017 sono state effettuate delle prove di portata speditive da parte del Servizio Gestione del Territorio e Attività Estrattive  congiuntamente al Servizio Genio Civile dell’Aquila che evidenziano una portata di circa 0,2÷0,25 litri al secondo, ossia volumi molto al di sotto della portata di Concessione (1 l/s).

«Del resto», aggiungono Braghini e Lancia, «nessun’altra misurazione è stata effettuata  richiesta, talché, la condotta alimentata dalla Fiuggino  risulta ancora funzionante solo per ragioni di sicurezza e per l’approvvigionamento idro-potabile di un nucleo abitato del Comune di Canistro, posto a valle di Località Capranica. Dunque, l’acqua proveniente dalla Sorgente Fiuggino risulta in pressione soltanto se connessa con la Fonte “S. Antonio – Sponga” e senza artifizi illeciti non ha una portata sufficiente.         Ciò che sorprende non poco è che quando fonte Fiuggino era ancora produttiva la società che oggi ricorre contro la decadenza non ha utilizzato la concessione, con tutte le conseguenze in ordine ai mancato introito dei canoni per Regione e Comune e alle pesanti ricadute occupazionali. Basta allora con la propaganda, non è moralmente accettabile illudere i lavoratori».