DIETRO LE QUINTE

Maltempo, il sindaco Pd che si ribellò a D’Alfonso: «avete rotto i c…. non capite una mazza»

Giudizi negativi anche sull’operato della prefetta di Teramo

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Maltempo, il sindaco Pd che si ribellò a D’Alfonso: «avete rotto i c…. non capite una mazza»

 

 

 

ABRUZZO. «Avete rotto i coglioni, non ci state a capire una mazza, hanno sottovalutato tutto».

A bocciare tutta la gestione dell’emergenza maltempo di gennaio scorso, quando l’Abruzzo era sotto metri di neve, senza luce e con la tragedia dell’hotel Rigopiano che doveva ancora esplodere, è stato Gabriele Minosse, sindaco di Cortino, segretario provinciale del Partito Democratico di Teramo.

Non proprio quello che si può definire un nemico politico del governo regionale, sebbene il primo cittadino sia interno alla corrente che fa capo al deputato Tommaso Ginoble, storico nemico del presidente D’Alfonso, contrasti tutti interni al Pd.

Minosse vomitò tutta la sua rabbia e la sua frustrazione per l’emergenza gestita male in una telefonata (intercettata) con Sandro Mariani, capogruppo del Pd alla Regione.

Si tratta di atti che si trovano nei faldoni dell’inchiesta sulla valanga di Rigopiano che possono contribuire ad avere una visione di scenario di quei giorni difficili per tutti.

Il Teramano era al collasso, tantissime abitazioni isolate senza energia elettrica.

Il sindaco Minosse disse che avrebbe addirittura chiamato la stampa nazionale per lamentarsi di D'Alfonso e poi raccontò:  «stamattina non l'ho fatto parlare per niente Luciano perchè è da ieri mattina che mi prende per il culo, poi la cosa grave lo sai dove sta, Sandro? La cosa gravissima è che Luciano D'Alfonso delega Ruffini per le turbine, Ruffini mi dice io ho chiamato Monica Di Mattia... Monica Di Mattia mi dice si ma mo' non so dove sta.. la richiamo e non mi risponde più a telefono.. Sandro, mi ha richiamato lui Luciano D'Alfonso e gli ho detto presidè non parlare, mo parlo io un minuto.. avete rotto i coglioni, non ci state a capire una mazza.... oh Sandro hanno sottovalutato tutto. Adesso penso che possa bastare a giocare, qua ci sta la pelle delle gente... adesso basta, non mi può dire "ho delegato Ruffini" non me lo può dire, e Ruffini non mi risponde a telefono, tra parentesi.. »

Sfoghi  privati fatti nel bel mezzo del caos che mostrano forse solo un piccolo spaccato di quel momento ed una visione soggettiva.

 

 

IL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI TERAMO PROTESTA

E in quelle ore di emergenza intensissima, quando lo spostamento dei mezzi era in mano al segretario di D’Alfonso, Claudio Ruffini, Minosse non fu l’unico a lamentarsi.

Anche i carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Pescara, nelle carte confluite nell’indagine sulla valanga di Rigopiano, sottolineano come sia stato tutto molto disorganizzato tanto che ci fu  “esubero” di mezzi in attività ad Atri il giorno 17 (rispetto ad altri centri della stessa provincia).

Infastidito di questo anche il presidente della Provincia di Teramo Di Sabatino, impossibilitato ad intervenire per “correggere” la distribuzione dei mezzi stessi («non ci si sta capendo niente»). Il presidente Di Sabatino chiese l’intervento dell’esercito anche perché «la prefetta non è in grado di gestire la situazione».

Il riferimento è al prefetto Graziella Palma Maria arrivata a maggio del 2016. Oggi però Di Sabatino ringrazia pubblicamente il prefetto e chiede di non «decontestualizzare» con «l’accetta» le intercettazioni. 

Giudizio negativo anche di Ruffini verso la prefetta giudicata non adatta al ruolo e «completamente assente».

 

D’ALFONSO VUOLE CACCIARE MARASCO

«Marasco  si è rivenduto come un buon risultato la turbina di Celano...io domani lo faccio cacciare Marasco...per i traffici che stabilisce sul piano relazionale, lui non deve parlare con nessuno.. mo' ti faccio vedere che gli faccio… chiamalo sto coglione e vedi dove sta la turbina».

Così il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, si rivolge in una telefonata a Claudio Ruffini, all'epoca dei fatti suo segretario, in una delle concitate fasi dell'emergenza neve e maltempo, citando il capo compartimento Anas Abruzzo, Antonio Marasco.

Sono le 21,25 del 18 gennaio. La notizia della valanga sull'hotel Rigopiano era già rimbalzata sulla stampa.

«Adesso basta… toglietevi da mezzo, dillo anche al Presidente, perché io mi sono stancato di queste pagliacciate», dice Marasco a Ruffini negli stessi minuti, «arrabbiato - si legge nell'informativa dei Carabinieri del Noe di Pescara datata 7 febbraio - perché dice che ha fatto perdere tempo all'operatore perché arrivato a Celano ha constatato che non si tratta di un mezzo completo».

Sia D'Alfonso che Ruffini non sono indagati ma solo citati nella sequenza delle trascrizioni.

In un altro passaggio dell'informativa, dove vengono ricostruiti minuto per minuto tutte le fasi per la ricerca da parte della Regione di turbine e frese e la dislocazione degli stessi mezzi.

C’è da decidere dove mandare i mezzi necessari per aprire varchi sulle strade bloccate ma non tutti sono d’accordo sulle scelte e si creano conflitti e diatribe.

Per esempio alle 23,31 sempre del 18 gennaio Ruffini chiama Sandro Sellecchia di Anas e dice che il mezzo «deve andare nella Valfino, lo decide D'Alfonso e nessun altro».

E Sellecchia risponde: «Abbiamo avuto un'emergenza, c'è gente sotto a una slavina (il riferimento è a quella di Ortolano, frazione di Campotosto nell'Aquilano, ndr.)».

E Ruffini: «Non se ne frega niente D'Alfonso, queste sono le disposizioni. È un problema di D'Alfonso, non è un problema vostro...».

Sellecchia dice che ha avuto disposizioni da Marasco. Ruffini risponde: «D'Alfonso domani va a Roma e trasferisce Marasco».

Sellecchia comunica poi che delle due frese attese da Campobasso ne è stata mandata solo una e ribadisce che a Ortolano c'era una slavina con persone sotto e stavano andando a liberare la strada lì.

Ruffini riprende la parola: «Io non ne voglio sapere perché adesso D'Alfonso darà di matto».

Sellecchia dice che sono stati inviati dal prefetto, Ruffini dice che D'Alfonso conta più del prefetto e poi: «Credo che la situazione si farà difficile per Marasco».

 

 

a.l.