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La riforma Madia taglia, la Regione crea: anche la Fira diventa “in house”

Il consiglio regionale ha deciso. Tra gli obblighi ci sono maggiore trasparenza e controllo...

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La riforma Madia taglia, la Regione crea: anche la Fira diventa “in house”

La Fira

 

 

ABRUZZO. Con la recente riforma Madia il Governo ha imposto la tagliola alle migliaia di società partecipate pubbliche che negli anni hanno contribuito allo sfacelo del debito pubblico.

Obiettivo: tagliare le società occupate militarmente dalla politica e spolpate dai debiti per rimettere i sesto i conti pubblici.

In Abruzzo invece si va dalla parte opposta, trasformando addirittura le partecipate (cioè con una quota pubblica) in totale partecipazione pubblica (cioè con capitale pubblico al 100%).

Ieri il consiglio regionale ha approvato a maggioranza il provvedimento che disciplina la gestione "in house" della finanziaria regionale (Fira) spa, nella quale la regione detiene la maggioranza delle azioni.

Con il provvedimento la Giunta regionale è autorizzata ad acquisire quote di capitale della Fira fino al raggiungimento dell'intero capitale sociale (spesa massima prevista di 1,3mln di euro).

Il progetto di legge è stato approvato dalla commissione bilancio nel pomeriggio ed inserito fuori sacco all'ordine del consiglio.

Molto critici gli esponenti del Movimento Cinque Stelle.

 La società è amministrata da un consiglio di amministrazione composto da tre membri, di cui uno con funzioni di presidente e amministratore delegato, a cui spetta la rappresentanza legale della società.

La funzione di controllo è esercitata da un collegio di revisori legali, costituito da tre membri; mentre la revisione legale dei conti è esercitata da una società di revisione.

 I componenti del Consiglio di amministrazione e del collegio dei revisori durano in carica tre anni e sono nominati dalla Regione in qualità di socio unico della FI.R.A. S.p.A..

 

I VANTAGGI? AE IL PRECEDENTE

I vantaggi della scelta abruzzese sono apprezzatissimi dalla politica e sono per esempio la possibilità di affidamento diretti degli appalti da parte della Regione Abruzzo e l’aumento di poltrone da spartirsi, ripiombando nella logica che forse era alla base del decreto Madia.

Ci sarebbero poi anche delle incombenze inderogabili come il controllo analogo delle società in House o la trasparenza totale ma per queste cose  c’è sempre tempo.

Lo si è visto con la Saga che ha subìto la stessa logica di acquisizione quote da parte della Regione tranne per 3 simpatiche azioni lasciate in capo ad una società di pulizia la Future Consulting srl impedendo così per un soffio di diventare società in house sulla carta ma essendolo di fatto per i benefici ma non per gli obblighi. Infatti la Saga è rimasta ugualmente fortino inespugnato ed incontrollato che non conosce trasparenza (non si trovano documenti on line).

Ma passano gli anni e dalla Regione continuano a non accorgersi di queste cose e va tutto bene così.

 Stesso discorso per Abruzzo Engineering pure divenuta società in house dopo che la Regione ha acquistato quote dalla Selex Sema con un accordo rimasto per lo più segreto.

Anche in questo caso la trasparenza si è vista poco.

Ora arriva la Fira che dopo il consiglio regionale di ieri diventerà società in House della Regione la quale potrà girare direttamente la gestione dei milioni dei fondi europei non cambiando poi di molto la sostanza ed avendo alle spalle un cospicuo curriculum di opacità degli ultimi 10 anni nonostante gli scandali e le vergogne giudiziarie.

Anche in questo caso la Fira dovrà adattarsi alle regole del controllo analogo e della trasparenza… per chi ci crede.

 LE BUONE INTENZIONI

Intanto le buone intenzioni per il futuro ci sono tutte.

 Tra le cose che si vorrà far fare alla Fira spa ci sarà anche la possibilità di diventare «intermediario finanziario  attraverso l’iscrizione al nuovo Albo Unico ex art. 106 TUB presso Banca d’Italia e quindi poter gestire sia fondi di terzi (concessione di finanziamenti al pubblico attraverso la gestione di leggi regionali e misure legate alla programmazione comunitaria) che fondi propri (creazione di un Fondo destinato alle garanzie, co-garanzie e controgaranzie finalizzato a migliorare le condizioni di accesso al credito delle PMI abruzzesi)».

 

La Fira dovrà occuparsi pure di creare una «Banca regionale in grado di riorganizzare e mettere a sistema tutti gli strumenti finanziari di cui la Regione dispone a favore delle imprese del territorio; dotare la Regione Abruzzo di un operatore finanziario qualificato per l’impiego e l’accelerazione della spesa pubblica a livello territoriale; Dotare la Regione Abruzzo di un operatore in grado di gestire direttamente attività di programmazione, attuazione e gestione dei programmi di spesa comunitari (organismo intermedio), o almeno di parte di quei programmi di spesa comunitari a sostegno del sistema produttivo e del welfare, al fine di garantire un più efficiente ed efficace utilizzo degli stessi».

 

Grazie poi ad un emendamento di Luciano Monticelli (Pd) la Fira si occuperà anche di gestire e distribuire i fondi per la cultura.

 

Non resta che fare tantissimi auguri alla Fira in house, casa loro.