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Esperimento Sox. Rischi e captazione dell’acqua? Semplicemente omessi

Se le criticità non vengono valutate tutto diventa “sicuro”. ECCO TUTTE LE CARTE

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Esperimento Sox. Rischi e captazione dell’acqua? Semplicemente omessi

La certificazione di sicurezza in Cirillico non tradotta

 

 

 

ABRUZZO. Intere categorie di rischi neanche valutati. Non si dice, dunque, non c’è. E così tutto diventa autorizzabile e tutto diventa “sicuro”.

E’ la storia dell’esperimento Sox che inizierà nel 2018 nei Laboratori del Gran Sasso e che prevede anche sorgenti radioattive.
E’ la storia di autorizzazioni tenute segrete persino ai vertici politici della Regione e a molti enti che dovevano essere messi a conoscenza e rilasciare pareri (invece si è preferito avvertire il Comune de L’Aquila….).

E’ la storia di come anche i ministeri hanno sempre rilasciato autorizzazioni in passato senza troppa attenzione nè partecipazione pubblica nè controllo degno di questo nome.

E forse non si deve sottovalutare il fatto che tutte le carte che PrimaDaNoi.it pubblica integralmente, in grande parte sono state elaborate prima che l’attenzione si focalizzasse sulle tantissime criticità dei Laboratori.

Molti documenti, infatti, sono precedenti a dicembre 2016 cioè da quando PrimaDaNoi.it ha iniziato a pubblicare una serie di articoli e inchieste sulla sicurezza della captazione dell’acqua del Gran Sasso e tutte le omissioni degli ultimi 10 anni facendo esplodere lo scandalo mai chiarito di un rischio per la salute pubblica fatto sopportare agli abruzzesi a loro insaputa.

Forse nessuno si aspettava tutta questa attenzione oggi, esattamente come è accaduto nei 30 anni trascorsi quando altri esperimenti con sorgenti radioattive sono stati fatti (e confermati solo 20 anni dopo).

   Oggi la Mobilitazione per l’acqua del Gran Sasso -con un tour per la regione- ha tenuto l’ennesima conferenza stampa sull’argomento divulgando tutti i documenti dei ministeri dell’Ambiente e del Ministero per lo Sviluppo Economico.

 

CAPTAZIONI IDROPOTABILI SEMPLICEMENTE OMESSE

Nelle carte emerge che l'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare omise di dire ai ministeri e all'ISPRA che esistono le captazioni idropotabili che avrebbero reso incompatibile l'esperimento sulla base dei divieti dell'art.94 del Testo Unico dell'Ambiente. Altro che approfondita valutazione dei rischi dell'esperimento SOX, è' uno degli aspetti sottolineato dalla Mobilitazione per l'Acqua del Gran Sasso.

L’Altroieri l'INFN aveva diffuso comunicati con imprecisioni rilevanti, come, a mero titolo di esempio, quantità diverse («40 grammi di Cerio144 rispetto ai 50 grammi indicati nelle carte inviate agli enti, una differenza enorme di 1/5, pari a circa 1,2 Petabecquerel, dieci volte la radioattività della nube di Rutenio106 che sta facendo parlare tutta Europa») oppure la totale assenza di radiazione per i lavoratori («basta leggere le relazioni depositate per accertarsi che non è così, anche se le dosi per i singoli lavoratori sono abbastanza limitate essendo stimate in alcune centinaia di microsievert»).


 

LE OMISSIONI

Dalla lettura delle carte in sintesi emerge una deficitaria analisi del contesto e una totale assenza di quella dei vincoli omettendo di dichiarare che:

1)sono presenti grandissime captazioni idropotabili che riforniscono centinaia di migliaia di persone, con conseguente impossibilità per gli enti di far valere il divieto di stoccaggio di sostanze radioattive attorno ai punti di prelievo come dettato dall'Art.94 del Testo Unico dell'Ambiente (anche se la Regione Abruzzo nel suo parere avrebbe dovuto sollevare la questione conoscendo la situazione meglio dei ministeri);

2)l'area è un Parco Nazionale;

3)l'area è Sito di Interesse Comunitario e Zona di Protezione Speciale ed è quindi indispensabile una Valutazione di Incidenza Ambientale ex D.P.R.357/1997, tenendo conto che sono previsti anche possibili scarichi di liquido;

4)i laboratori sono classificati quale Impianto a Rischio di Incidente Rilevante, soggetto a piani di sicurezza stringenti.


 

RISCHIO SISMICO E FAGLIE ATTIVE DEL GRAN SASSO

Per quanto riguarda i contenuti degli elaborati il Movimento ha segnalato diverse alter criticità.

«A parte una frase piuttosto infelice con cui si apre il paragrafo ("Sebbene poco probabile che un terremoto accada durante il limitato intervallo di tempo necessario")», spiega Augusto De Sanctis, «tenendo conto che di lì a poco ci sarebbero stati i terremoti di Amatrice e Vettore, le verifiche sulle eventuali conseguenze sono state limitate esclusivamente agli effetti dello scuotimento. Quelle connesse alla dislocazione sismica sono state completamente omesse come se, erroneamente, non esistesse questa eventualità (si veda lo "scalino" sulla faglia del Monte Vettore a mero titolo di esempio, che sarebbe ingestibile dal punto di vista ingegneristico). Non hanno neanche allegato uno schema geologico del Gran Sasso. Tra l'altro una dislocazione potrebbe causare anche il crollo di grandi quantità di materiali dalle volte sul coperchio del cilindro di tungsteno, danneggiare le vie di soccorso e/o fuga oltre agli impianti di spegnimento degli incendi. Insomma, nulla di tutto ciò è stato esaminato».

APERTURA DELLO SCHERMO DEL CILINDRO?

Il Cerio144 è contenuto in due contenitori di acciaio, una capsula di dimensioni 14 cm (diametro) X14 cm. Questa capsula è sigillata ma lascia passare una enorme quantità di radiazioni gamma, come è descritto nelle tabelle depositate dall'INFN.

Quindi serve l'ulteriore cilindro di tungsteno con spessore delle pareti di 19 cm. Ebbene, quest'ultimo non è sigillato ma il tappo viene tenuto in posizione con un coperchio di acciaio avvitato con n.20 viti. Pertanto è apribile.

«Ciò comporta diversi problemi di sicurezza», aggiunge De Sanctis, «la prova di resistenza dell'ormai famoso cilindro di tungsteno è stata condotta simulando una caduta dell'oggetto da 2 metri su tappetino elastico alto 11 cm. Ebbene, in uno dei (pochi) casi esaminati di traiettoria di caduta con angoli diversi, nonostante questa prova a nostro avviso piuttosto edulcorata, si ha una piccola deformazione dell'anello di acciaio che tiene il tappo del cilindro di tungsteno.  È interessante notare che in un altro punto delle relazioni si parla di una prova di caduta da condurre e che in caso di risultati non soddisfacenti della caduta sul pavimento avrebbero fatto ricorso a tappetini da stendere (a mano) sotto al cilindro sospeso durante la movimentazione. Invece c'è solo la relazione con la simulazione della caduta diretta sul tappetino e manca l'analisi delle conseguenze di una caduta sul pavimento. Come mai? Eppure la caduta potrebbe avvenire, per errore umano o per un'emergenza (ad esempio, un sisma), senza aver steso il tappetino».

 

Il problema quindi non sarebbe quello di “bucare" i 19 cm di tungsteno ma quello che i contenitore si possa aprire perchè avvitato.

CERTIFICAZIONI

Il Movimento ha poi scoperto che le certificazioni consistono in:

per la prova di tenuta della capsula sigillata una semplice auto-certificazione  prodotta dai russi di Mayak di n.8 righe senza alcun referto di test ecc.;
una certificazioni in cirillico non tradotta. Altre sempre in cirillico sono state tradotte dall'ambasciata.
 


RISCHIO INCIDENTE DA EFFETTO DOMINO

Nei laboratori ci sono molti esperimenti che non creano alcun problema rilevante dal punto di vista della sicurezza. Invece alcuni esperimenti impiegano grandi quantità di sostanze pericolose o asfissianti. Nessuna analisi è stata condotta sulle conseguenze di incidenti gravi da questi apparati, se non un brevissimo accenno auto-assolutorio.


 

RISCHIO INCIDENTE DA FATTORE UMANO

Come detto il contenitore di Tungsteno è apribile abbastanza facilmente in maniera volontaria. Questo avrebbe dovuto comportare che l'analisi di rischio comprendesse la valutazione delle conseguenze di un gesto voluto, da persone, interne o esterne, sia limitato alla mera apertura dello schermo sia all'estrazione della capsula fino ad arrivare ad una sua distruzione con conseguente dispersione della polvere di Cerio144.

 

 

 

Esperimento Sox Documenti Ministero Sviluppo Economico


Esperimento Sox Documenti Ministero Ambiente
 



Sox