INFORMATICA DI SAN PATRIZIO

Progetto Cadra come il fantasma Dedalus: in Consiglio regionale è bagarre

Decenni di misteri, errori e fuffa. Dubbi sui pagamenti della Regione

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Progetto Cadra come il fantasma Dedalus: in Consiglio regionale è bagarre

Luciano D'Alfonso

 

 

 

 

ABRUZZO. Il Consiglio regionale, convocato per la mattina di ieri è iniziato solo nel pomeriggio per problemi legati al numero legale e alle assenze, eccellenti e pesanti nella maggioranza.

 

 

Il centrodestra non l’ha presa bene e continua a denunciare l’inesistenza dei numeri che consenta alla governo regionale di restare in piedi.

I consiglieri regionali di Forza Italia, Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri, parlano di una ennesima giornata «infruttuosa e inutile. Praticamente un Consiglio improduttivo».

Il Presidente D'Alfonso si è presentato in aula solo per annunciare eventuali e probabili fondi FSC per il raddoppio della rete ferroviaria in alcuni aree come L'Aquila, Manoppello, Chieti e Pescara.

«Fondi ancora inesistenti», denuncia però Forza Italia.

E non è mancata nemmeno la bagarre in aula  nel corso della votazione per disporre una indagine conoscitiva sul progetto Cadra e trasmetterlo alla commissione con il M5S che ha denunciato «l’ennesimo esempio di politica dell’arroganza, un teatrino tra maggioranze cadenti ed “opposizioni stampella” squalificante».

In pratica, secondo i pentastellati, non c’era il numero legale per effettuare quella votazione per l’assenza del consigliere regionale Camillo D’Alessandro: «una volta accertata la mancanza del numero legale denunciata dai portavoce del M5S», riferiscono i grillini, «il presidente Paolini,  in palese imbarazzo, ha cercato di spostare  l’attenzione sulla presenza o meno in aula del consigliere D’Ignazio. Ma la presenza di D'Ignazio era ininfluente. Paolini ha fatto ripetere la votazione. L'ennesimo abuso per tentare di colmare l’inconsistenza di una maggioranza ormai a pezzi»,  aggiungono  i 5 stelle.

A tenere il gioco della maggioranza, secondo Marcozzi e gli altri, sarebbe stato proprio il consigliere di “opposizione” Giorgio D’Ignazio (NCD) che a questo punto, dicono sempre i grillini, dovrebbe lasciare la segreteria dell’Ufficio di Presidenza in quanto è stato eletto per un ruolo nelle fila dell’opposizione ma «non rappresenta più la minoranza del Consiglio, essendosi mostrato, in più di una occasione negli ultimi 3 anni, la stampella che tiene in piedi una maggioranza a pezzi del Pd».

«Non sono la stampella di nessuno partito», replica D’Ignazio, «al contrario mi ritengo la stampella dei cittadini abruzzesi. Ho avuto modo più volte di chiarire in aula la mia posizione politica, ovvero che resto all’opposizione del Governo regionale a cui ieri in aula ho detto una cosa ben chiara: se hanno i numeri per governare vadano avanti, altrimenti ne traggano le dovute conseguenze politiche, perché non ci sarà sempre un Giorgio D’Ignazio in aula. Ad ogni modo respingo al mittente le accuse di essere la stampella della maggioranza avendo in aula dimostrato, più volte, con il voto contrario la mia posizione su numerosi provvedimenti presentati dal governo regionale. Ma posso altrettanto dire che la mia storia di moderato non mi consente di condividere gli atteggiamenti dei colleghi del M5S».

 

Ma cos’è il Cadra?

Cadra è un progetto finalizzato alla realizzazione di un "Centro Servizi per l'Archiviazione Elettronica e Documentale" della Regione Abruzzo, gestito direttamente dalla Regione, con lo scopo di offrire diversi servizi per la Regione e gli Enti locali come l’archiviazione elettronica dei documenti e relativa gestione, de- materializzazione dei documenti cartacei dei vari enti ed innovazione delle modalità di lavoro.

 

Nei mesi scorsi il Consigliere regionale di maggioranza, Luciano Monticelli (PD), ha presentato una interrogazione inusuale a risposta orale al “suo” Presidente per conoscere lo stato di avanzamento delle attività relative al progetto “CADRA”.  

Una interrogazione “telefonata” visto che già in diverse occasioni è stato lo stesso presidente Luciano D’Alfonso a parlare per la prima volta di questo sconosciuto e costoso progetto, adombrando misteri e inviando messaggi criptici a presunti responsabili. Una vicenda descritta come oscura che sembra si sia persa nella nebbia e nel buio delle stanze regionali.

Sempre D’Alfonso lo ha accostato in più di una occasione proprio al Fantasma Dedalus, un’altra vicenda incredibile per come si è trascinata ma ancor di più per come è scemata… con una soluzione annunciata dai contorni mai definiti, esattamente come le responsabilità del passato.

Il mega progetto Cadra fu assegnato dopo appalto milionario alle ditte  Tecnoconsud (poi fusa in Alea Network anche nota come Anw Venture Consulting che fa capo all’architetto Giuseppe Luciani, molto vicino al centrosinistra di Del Turco a poi a D’Alfonso);  Corvallis spa (già Eds Informatica e Cultura srl. Inform srl e Infracom Italia srl spa); Euroinformatica srl di Mosciano Sant’Angelo; Cyborg srl ha viaggiato spesso in compagnia di Euroinformatica e potrebbe ben competere con quest’ultima per il numero di appalti che è riuscita ad aggiudicarsi da sola o in compagnia con l’Arit.

 

 



LE CRITICHE DELL’EX DIRETTORE ARIT

Eppure nelle ultime ore sulla pagina Facebook del presidente della Regione, Augusto Lino, ex direttore generale dell'ARIT (Agenzia Regionale per l'Informatica e la Telematica) ha fatto notare qualcosa di anomalo che a questo punto la Regione dovrà chiarire.

Lino, in pratica, leggendo il documento di Monticelli portato in aula, ha scoperto che la Direzione Generale della Regione Abruzzo ha effettuato un pagamento di quasi 50 mila euro in favore della società CISIA Progetti Srl che però non fa parte del raggruppamento temporaneo di imprese che si è aggiudicato la realizzazione del progetto Cadra. Il pagamento sarebbe stato predisposto per servizi di custodia e gestione dei documenti cartacei della regione Abruzzo.

«Sembrerebbe di capire», analizza l’ex direttore Arit, «che con i fondi per il progetto di dematerializzazione si siano pagati anche la custodia dei documenti cartacei tenuta presso terzi? Si vogliono dematerializzare i documenti o si vuole fare stoccaggio della documentazione cartacea?».

Insomma l’ennesimo pasticcio ultradecennale ingarbugliato e complicato dalla opacità che è caratteristica immancabile.