DOPO IL GESTO

Morte Guido Conti, dimissioni dalla Total e due lettere per i familiari

Lunedì i funerali ma la notizia sta creando sconcerto, dolore e dubbi

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Morte Guido Conti, dimissioni dalla Total e due lettere per i familiari

Guido Conti (Foto: Valerio Simeone)

 

 

PACENTRO. Un colpo sparato nella tranquillità della campagna, la pistola lì vicino, la Smart più in là, dentro due lettere. La strada chiusa da anni per una frana. Il Morrone ancora con i segni delle ferite di questa estate.

Passano le ore e, al dolore per la morte improvvisa di Guido Conti, si affiancano le domande senza risposte che non riescono a giustificare il gesto estremo di un uomo che ne ha passate tante nella vita ed ha combattuto le sue guerre con coraggio e pagandone il prezzo.

Qualche dettaglio in più inizia a trapelare e si mettono in fila i dettagli. Oggi l’anatomopatologo Guido Polidori, incaricato dalla procura di Sulmona, diretta dal procuratore Giuseppe Bellelli, ha effettuato l’autopsia e poi il corpo sarà restituito ai familiari per poi tenere i funerali lunedì.

Tutto farebbe convergere verso l’ipotesi della prima ora e, cioè, il suicidio. Senza dubbio, Ne è convinta anche la procura. Ma le cause rimangono ad oggi sfumate e incerte e forse non del tutto slegate dal suo ruolo pubblico.

 

LE DIMISSIONI DALLA TOTAL

E’ certo, infatti, che qualcosa non era andato come aveva immaginato per la sua seconda vita da “responsabile per l’ambiente e la sicurezza“ della Total Erg, la multinazionale impegnata in Basilicata nei pozzi petroliferi di Tempa Rossa, noti anche per le cronache giudiziarie. Diverse testimonianze convergono sul fatto che sia stato lui a lasciare l’incarico e dare le dimissioni.

Quando?

C’è chi dice nei primi giorni di novembre (il primo novembre era il giorno per l’inizio del nuovo incarico) e c’è chi dice invece che le dimissioni erano state formalizzate mercoledì’ scorso.

Due giorni prima della morte.

L’azienda di sabato non risponde.  

Cosa è andato storto? Cosa ha potuto determinare l’ex generale dei carabinieri forestali una decisione così netta in meno di 10 giorni di servizio, nemmeno continuativo?

Un mese fa, quando l’annuncio del congedo per il nuovo incarico è stato confermato, Conti aveva parlato di un corso di aggiornamento che avrebbe dovuto tenere a Parigi prima di prendere possesso del nuovo ufficio in Basilicata.

A quel corso sembra non sia mai andato.

Eppure i contatti con la multinazionali erano risalenti almeno all'inizio del 2017, («mi hanno cercato loro», aveva detto, «ma io ho dovuto portare a termine deleghe importanti»). Errori di valutazione, delusione e la consapevolezza di non avere più una divisa forse sono stati un peso eccessivo?

Resta la sua decisione netta di chiudersi quelle porte alle spalle, prima i carabinieri e poi la Total  e rinunciare a quella opportunità che gli avrebbe dato grosse soddisfazioni economiche. Ma lui non avrebbe rinunciato ad essere quello che era e lo aveva più volte ribadito.

 

 

IL GIALLO DI FACEBOOK

Secondo una delle tante ricostruzione (poi finita anche su un giornale) nei giorni scorsi Conti sul social network avrebbe ribadito la sua linea anche nell’incarico privato: intransigenza, legalità, tutela massima per l’ambiente. Una risposta che forse era stata anche sollecitata da quanti hanno espresso grosse perplessità per la scelta dell’uomo, non compresa da tutti.

Un messaggio chiaro: “non sono affatto cambiato, sono sempre lo stesso”.

Il commento di Conti nella conversazione Facebook sulla Total è poi stato cancellato e poco dopo è sparito anche il profilo ed ogni traccia connessa.

Quel messaggio era stato letto anche da molti altri che, magari, non hanno gradito?

 

LE DUE LETTERE

Viene confermato da più fonti anche il ritrovamento di due lettere forse a casa, forse in auto con messaggi di saluto per i familiari. In una ci sarebbe anche un accenno a Rigopiano ma non è chiaro a quale riguardo.

Quando nel 2007 l’hotel (poi abbattuto dalla valanga il 18 gennaio 2017)  è stato ristrutturato, tra le varie autorizzazioni e pareri c’erano anche quelle richieste alla Forestale ed in quel periodo Conti guidava il comando pescaraese. Questa è l'unica connessione che viene in mente tra Conti e Rigopiano.

 

Le due lettere avvalorano la tesi di una decisione maturata  con premeditazione ma da quanto tempo non si sa. I colleghi che meglio lo conoscevano hanno sempre avvertito un disagio nell'aver  dovuto dire addio con al forza alla famiglia della Forestale alla quale era legato (il padre era forestale).    

Restano poi molte altre cose da capire come per esempio cosa abbia fatto l’uomo dopo essere uscito di casa e a quando risalga la morte.

Da alcune informazioni -che potrebbero essere precisate meglio dopo la ricognizione cadaverica di oggi- il colpo di pistola sarebbe stato sparato poche ore prima del ritrovamento (intorno alle 21) ma sono in molti a pensare che tutto si possa essersi compiuto intorno alle 12.

 

Proprio verso quell’ora i familiari hanno iniziato ad allarmarsi. Alle 13 quando l’ex generale non è tornato a casa per pranzo (non faceva mai ritardo) la tensione è salita. La moglie e la sorella che guida la Polizia Stradale hanno lanciato l’allarme poco dopo. Dalle 16 le ricerche erano già in atto. Decine gli uomini sul campo, molti dei quali oltre che compaesani anche suoi ex colleghi, alcuni anche storici che lo conoscevano bene. Sembra che qualcuno abbia avuto l’intuizione di cercare lungo la strada che da Sulmona porta a Pacentro verso il Morrone, la sua montagna di cui parlava sempre, una intuizione esatta.