STRARIPANTI

Schizofrenia amministrativa, pericoloso soggiornare nei seminterrati resi abitabili

Sul sito della Protezione civile il consiglio rimane dopo legge 40

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Schizofrenia amministrativa, pericoloso soggiornare nei seminterrati resi abitabili

 

ABRUZZO. «Non dormire o soggiornare nei seminterrati», potrebbe essere fatale in caso di piogge abbondanti, dice la Protezione Civile in queste ore. Quegli stessi luoghi che con una norma approvata pochi mesi fa potranno essere resi agibili con qualche miglioria.  

Da ieri vento forte, pioggia, alberi caduti e mareggiate hanno causato danni ingenti, in particolare, agli stabilimenti balneari di Francavilla al Mare e di tutta la costa teatina.

Una situazione difficile anche perché la stagione invernale non è ancora cominciata e non si capisce come si affronteranno i prossimi lunghissimi mesi di pioggia.

Oltre duecento gli interventi dei vigili del fuoco nella provincia di Pescara e altrettanti in quella di Teramo. Una buona fetta, forse anche la maggioranza,  delle chiamate è stata fatta da persone che chiedevano aiuto perchè parte della propria casa era allagata, i garage impraticabili e gli scantinati con l’acqua al soffitto.

Non una novità: è sempre accaduto, sempre nelle stesse zone, sempre con danni ingenti per le famiglie costrette ogni volta a ricominciare.

La differenza questa volta c’è perchè sono i primi allagamenti che si verificano mentre è in vigore la nuova norma che permette di mettere in regola proprio zone degli edifici a forte rischio allagamento.

 

Il problema nasce perchè la cementificazione è stata permessa senza adeguati studi geologici interferendo con le vie d’acqua che impazziscono in caso di piogge abbondanti.

E’ quello che è accaduto ieri anche nella zona di Pescara dove l’amministrazione pubblica vuole far costruire il mega stadio.

In un video Augusto De Sanctis ha mostrato un enorme lago creatosi proprio dove l’ennesima colata di cemento dovrebbe intervenire a scombussolare l’assetto idrogeologico di quella zona già particolarmente fragile.

Rifondazione Comunista invece  è tornata a chiedere che a fronte di quanto sta accadendo in queste ore e a quanto accade sempre più spesso, «a causa di scelte urbanistiche scellerate e dei cambiamenti climatici», il Consiglio regionale cancelli la legge n.40/2017 sul recupero di scantinati e seminterrati.

 
Tra l’altro  nelle ultime ore la Protezione Civile regionale, nel bollettino di allerta meteo, pubblicato sul proprio sito, ha ricordato che…  alcuni luoghi si allagano prima di altri.

«In casa, le aree più pericolose sono le cantine, i piani seminterrati» c’è scritto sul sito della Protezione civile regionale. E ci si raccomanda anche di «non dormire nei piani seminterrati ed evitare di soggiornarvi».

La cosa incredibile è che questa pagina è sul sito istituzionale della Regione che ospita la legge 40 che rende possibile l’esatto contrario.

Una schizofrenia del genere non è la prima volta che accade nella massima assise regionale che negli ultimi tempi riesce a sfornare norme -se non incostituzionali- quantomeno irrazionali o che confliggono platealmente con il buon senso.

Non un problema meramente di logica ma strettamente amministrativo visto che è la Costituzione stessa che detta quali siano i principi inderogabili per una pubblica amministrazione. Tra questi c’è per esempio la «non contraddittorietà», cioè l’atto amministrativo non può contenere norme contrarie alle disposizioni di legge. Che dovrebbe significare che la legge non può prescrivere norme che vadano contro il buon senso.

 

 Ora la legge regionale, impugnata però dal Governo Gentiloni,  consente di rendere abitabili anche rimesse, magazzini, ripostigli, dispense, cantine, soffitte,  stalle, granai e tutto quello che rientra nella categoria delle ‘superfici accessorie’.

 

Si deve trattare però di adeguamenti che comportino  «interventi minimali» con «ampliamenti di modesta entità», dettati da esigenze di crescita del nucleo familiare ma non solo. Chi ha ideato la legge, infatti, ha pensato anche ai centri storici e alla possibilità di utilizzare superfici non sfruttate adeguatamente o utilizzate per altro.

Tutti i locali da recuperare dovranno trovarsi in edifici (già esistenti al momento della pubblicazione della legge) o collegati direttamente ad essi.

Dunque potranno essere destinati ad uso residenziale, commerciale o artigianale per favorire «uno sviluppo sostenibile e per contenere il consumo del suolo».

Nei giorni scorsi i Consigli comunali di Pescara e Giulianova hanno detto no, mentre il via libera è arrivato da Chieti e da L’Aquila, seppure con qualche modifica.

Del resto siamo già seduti comodamente in salotto con… l’acqua alla gola.