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Gli errori della Regione. Dea secondo livello: ecco la lettera del ministero

Infuria la burrasca: agli schieramenti politici prevalgono quelli territoriali

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OSPEDALE DI CHIETI

L'ospedale di Chieti

 

 

ABRUZZO. Non c’è parere favorevole alla delibera di giunta 271 del 2017.

Un errore da matita rossa, molto grave per chi da poco più di un anno è uscito dal commissariamento (e sta per ritornarci…) perchè dimostra di non aver imparato dalle (brutte) esperienze.

La delibera è quella che cercava di modificare (ancora una volta) il decreto Lorenzin che stabilisce criteri precisi per l’individuazione del Dea di secondo livello (cioè il nosocomio con le discipline più importanti). D’Alfonso e Paolucci, invece, hanno detto: “facciamo che tra Pescara e Chieti non scegliamo nessuno dei due ma tutti e due”.

Il ministero della Sanità con la lettera anticipata ieri da PrimaDaNoi.it ha bocciato ogni teoria sulla “integrazione funzionale” dei servizi e dei reparti tra i due ospedali. Nessun super ospedale, nessun 118 all’aeroporto, nessun salomonico progetto per non scontentare nessuno.

Bisogna individuare un solo ospedale e fare anche in fretta perchè il ritardo accumulato è già di oltre 12 mesi. 
 

«Il Piano, che individua unicamente il ruolo delle strutture nell'ambito delle reti politrauma/trauma maggiore, per le emergenze cardiologiche e per lo stroke», si legge verso la fine della missiva, «risulta carente di analisi e indicazioni operative necessarie ad attivare una reale integrazione funzionale tra i due presidi, avviare il percorso di definizione del presidio sede di DEA di II livello anche attraverso la eliminazione delle discipline duplicate (es. cardiologia interventistica con emodinamica) e finalizzare la programmazione al recupero dell'appropriatezza delle prestazioni di ricovero, all'efficienza produttiva, nonché al rispetto degli standard di volumi ed esiti».

Come dire: vi siete inventati l’integrazione funzionale ma comunque dalle vostre carte emerge solo fuffa e aria fritta. Di concreto c’è poco: e a dirlo non è un “oppositore politico” o un giornalista “antipatico” ma un dirigente del ministero della sanità.

 L’inizio della fine è nella delibera di giunta 762/2016, relativa alla costituzione di una Commissione per l’integrazione funzionale dei Presidi Ospedalieri di Pescara e Chieti per le competenze di DEA di II livello. Tale Commissione è costituita a titolo non oneroso, ove si eccettuino i rimborsi di spese correnti, ed è composta da Tecnici di elevata professionalità ed esperienza nel settore.

Nelle premesse del provvedimento si richiama il piano di riordino della rete ospedaliera abruzzese che, in merito all’individuazione dei DEA di II livello (attualmente mancanti), dichiara: «…verrà concluso uno studio di fattibilità che terrà conto del rispetto dei bacini di utenza e della conformazione delle aree omogenee e baricentriche di Chieti-Pescara e L’Aquila-Teramo. La struttura del DEA di II livello viene comunque individuata nella struttura con maggior numero di funzioni hub nelle Reti tempo dipendenti».

Inoltre, nello stesso documento si legge che «…in questa fase programmatoria, per il raggiungimento degli obiettivi di riordino della rete, le funzioni previste per un DEA di II livello possono essere assicurate dai Presidi di Chieti e Pescara con una efficace integrazione funzionale».

Insomma, forse, in una fase breve e transitoria ma organizzata meglio l’integrazione poteva pure reggere ma solo per giungere poi ad una definizione finale di uno dei due nosocomi.

 Ora se il Dea venisse scelto in base al numero di «hub delle reti tempo dipendenti»  dovrebbe ricadere su Pescara che ha maggiori  specialità complesse rispetto a Chieti e su Teramo che ha già tutte le specialità rispetto a L'Aquila che per esempio non ha la cardiochirurgia.

Queste le scelte più logiche e razionali ma siccome poi intervengono ulteriori fattori “esogeni” rispetto alla sanità e la sua razionalizzazione, bisognerà tener conto dei bacini di voti delle diverse forze in campo, il che significa che gli steccati di partito (che praticamente sempre impediscono confronti aperti e sani) questa volta saranno superati a beneficio della vittoria di un territorio rispetto ad un altro.

Si tratterebbe di fare scelte politiche di ampio respiro e tener conto di tutta una serie di parametri e fattori che già pesano sui cittadini di molte zone di questa regione, oggettivamente meno dotati di servizi e con meno possibilità. Persino di curarsi. 

Dunque tra un fiume di chiacchiere si è perso molto tempo per riorganizzare i servizi ed ora se ne perderà ancora molto perchè tutto il lavoro fatto dall’assessorato alla sanità da Paolucci, a Muraglia in giù andrà rifatto.