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E’ ufficiale: i fanghi del porto di Ortona saranno sversati in mare tra Pescara e Silvi

342.000 metri cubi in mare: lo ha deciso il Comitato V.I.A.

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E’ ufficiale: i fanghi del porto di Ortona saranno sversati in mare tra Pescara e Silvi

 

ABRUZZO. Ora resta un'ulteriore autorizzazione per l'area di immersione prescelta. Ma pe ril resto il progetto è stato approvato ed è stato escluso da ulteriori approfondimenti.

 

Il Comitato V.I.A. nella seduta di ieri ha dato il proprio OK al progetto di dragaggio con immersione in mare di 342.000 metri cubi di fanghi che saranno dragati nel porto di Ortona nel mare antistante Pescara, Montesilvano, Città S. Angelo e Silvi, escludendo dalla più approfondita procedura di V.I.A. l'intervento.

Insomma il Mare Adriatico può essere usato come fosse una discarica nonostante sia in una condizione di fortissimo stress ambientale come riconosciuto dall'Agenzia Europea per l'Ambiente ed evidenziato dagli stessi dati del proponente.

 

«L'Area Marina Protetta del Cerrano si deve accontentare di pannicelli caldi», spiega Augusto De Sanctis della Stazione Ornitologica Abruzzese, «non viene neanche concessa la procedura di Valutazione di Incidenza Ambientale e deve accettare la seguente prescrizione: i fanghi non dovranno essere buttati quando i venti e il moto ondoso "di rilevante entità" (non precisata!) vanno nella direzione dell'area marina protetta. Chissà quali sono considerati di "modesta entità"...»  

 

Il Comitato VIA ammette, quindi, l'esistenza di una potenziale incidenza derivante dall'immersione per i fondali dell'Area Marina Protetta.

Tali impatti invece possono essere sopportati dalle spiagge di Pescara, Montesilvano, Città S. Angelo e Silvi esterne all'Area Marina Protetta e dal mare antistante, visto che il moto ondoso e i venti «di rilevante entità» a quel punto potranno prendere la direzione verso quei territori.

Più semplicemente si ammette per certi versi una qualche conseguenza per le spiagge dell’area marina protetta ma non ci si preoccupa delle altre attigue dove pure i residui dei fanghi potrebbero arrivare.

 

A nostro avviso il Comitato VIA ha fatto un grave errore. Inoltre non pare aver approfondito neanche le osservazioni depositate che evidenziavano l'esistenza di criticità ambientali proprio nell'area di immersione.

 

«Non resta che seguire l'iter dell'ultima autorizzazione ambientale che resta, relativa proprio all'area di immersione, che dovrà essere concessa sempre dalla Regione Abruzzo in base all'art.109 del D.lgs.152/2006. Facciamo notare che il Comitato VIA ha rilasciato il suo parere prima che il Comune di Ortona abbia ottenuto la disponibilità effettiva del sito di immersione. Altra stranezza», conclude De Sanctis.

Dopo decenni di sversamenti di fogna in mare i fanghi del dragaggio devono essere sembrati poca cosa.

 



CALPESTATE LE PERPLESSITA’ DELLA VIGILIA

Appena due giorni fa il presidente dell’area marina protetta del Cerrano, Cantarini, aveva detto: «Va valutato con la dovuta calma se le sabbie di escavo possano essere trattate  perchè, allora, invece di gettare via oltre 300mila metri cubi di materiali in fondo al mare trasportandola da Ortona a Montesilvano sarebbe certamente più utile usare la sabbia pulita il loco per i ripascimenti e mandare in appositi siti di recupero il materiale di rifiuto. Una cosa vera, comunque, i documenti del comune di Ortona lo dicono: l’AMP ha iniziato ad occuparsi del problema solo dopo il 2015, smentendo chi vorrebbe apparire salvatore della Patria senza esserlo».

 

 

 

Il sottosegretario Mario Mazzocca invece aveva detto: «In attesa della effettuazione dei necessari approfondimenti (tuttora in corso) da parte mia ritengo doveroso sottolineare che il progetto sembrerebbe essere carente nella formulazione del documento di VInCA (Valutazione di Incidenza Ambientale). Appare ormai acclarato, sia tecnicamente che giuridicamente, come il tema delle opere progettuali relative alla "vasca di colmata" costituiscano intervento di competenza del Comitato Via Nazionale; ciò in base al recente Decreto che il Governo ha promulgato sull'argomento, atto per altro eccepito dalla Regione Abruzzo tramite la produzione di idoneo ricorso in sede amministrativa.  In forza di tali considerazioni e, ribadisco, in attesa della conclusione degli ulteriori approfondimenti in corso, ritengo altamente improbabile che il progetto in questione possa essere approvato nel corso della odierna seduta del Comitato Via Regionale».