SCIENZA E FEDE

Laboratori Gran Sasso: già due esperimenti con materiali radioattivi  negli anni ‘90

Dopo 30 anni è così che i cittadini vengono informati dalle istituzioni

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Laboratori Gran Sasso: già due esperimenti con materiali radioattivi  negli anni ‘90

 

ABRUZZO.   Almeno altri due esperimenti con materiali radioattivi nei Laboratori di Fisica Nucleare del Gran Sasso negli anni ‘90.

La rivelazione è stata concessa dal massimo responsabile dall’esperimento Sox che i laboratori del Gran Sasso stanno portando avanti nella quasi assoluta segretezza.

In una intervista di appena un minuto Marco Pallavicini intervistato dal Tg3 Abruzzo è riuscito a condensare informazioni molto importanti che dovevano servire a tranquillizzare la «popolazione allarmata» dalle notizie (vere) che raccontano di esperimenti segreti approvati con procedure amministrative segrete e svolte in un ambiente (i laboratori appunto) assolutamente fuori norma e non in grado di garantire un grado sufficiente di sicurezza.

Laboratori che, però, secondo il presidente dell’Istituto di Fisica Nucleare ospitano materiale radioattivo talmente protetto da resistere ad una «esplosione nucleare».

Al Tg3 Pallavicini ha spiegato che a metà degli anni ‘90 sono state utilizzate due sorgenti radioattive con neutrini un pò più potenti di quelle che ora si vogliono  utilizzare ad aprile 2018.

 

Significa che nel totale segreto delle viscere della montagna, in piena Prima Repubblica, nel feudo abruzzese si sono fatti esperimenti nucleari all’interno dei laboratori ancora prima degli imponenti lavori da 85 mln di euro dell’ormai mitico commissario governativo Angelo Balducci e, dunque, con un grado di sicurezza ancora inferiore a quello di oggi.

Il tutto nel più completo silenzio delle istituzioni che hanno sempre preferito la sordina ad una informazione completa e precisa del tipo «il popolo non deve sapere perchè non capirebbe»

Difficile pensare che gli assidui frequentatori delle aule parlamentari dell’epoca, nonchè delegati del popolo, non sapessero. Del resto è fin troppo chiaro che in un laboratorio di fisica “nucleare” il minimo che ci si possa attendere sono esperimenti con materiali delicati e pericolosi. Ma da qui ad informare correttamente i cittadini ce ne corre.

 

Con buona approssimazione lo scienziato potrebbe riferirsi agli esperimenti GALLEX e GNO che si sono tenuti dal 1991 al 2003 e che tra le altre cose hanno utilzzato 30 tonnellate di Gallio.  

 

Lo stesso Pallavicini incalzato dal giornalista ha rassicurato circa il rispetto delle norme che «non sono rigide ma rigidissime» e che per effettuare l’esperimento Sox «c’è bisogno di una serie di autorizzazioni di altissimo livello» («Nulla osta di categoria A che è stato rilasciato da 5 ministeri»). E' stato ribadito che tutti gli enti sono stati interpellati due anni fa compresi quelli locali tra cui Regione, Asl, vigili del Fuoco.

Dopo trenta anni però gli scienziati continuano ad invocare la fede dei cittadini che devono fidarsi delle parole senza vedere le carte.

La verità è che gli abruzzesi dovrebbero fidarsi di procedure opache quando la legge dice che non possono essere tali, devono fidarsi di quegli enti che per decenni hanno fatto correre loro il rischio di bere acqua contaminata. Infine gli abruzzesi devono fidarsi di quegli enti che non si sono accorti che i lavori da 85 mln di euro non erano serviti a nulla e che il pericolo di contaminazione dell’acquedotto era rimasto integro senza mai dirlo, anzi rassicurando e affermando il contrario, facendo scemare l’emergenza nell’oblio.

 

Le istituzioni pubbliche sulla vicenda sono tutte concentrate sul pericolo di allarmare la popolazione che a preservare la salute pubblica e ad informare con il non trascurabile effetto collaterale di contribuire in maniera sostanziale all’allarmismo.

Posizione non molto diversa da quella assunta, per esempio, nell'immenso scandalo di Bussi dove per anni gli enti pubblici hanno preferito il silenzio e far bare acqua contaminata (ma diluita) piuttosto che informare e risolvere il problema. 

Ed è sempre più chiaro oggi (dopo le non risposte del direttore dei laboratori, del ministro, dei “segreti” della prefettura, e dei non so della Regione) che ad allarmare non sono gli articoli di giornale che riportano solo la sacrosanta verità (purtroppo spesso poco onorevole per molti) ma la gestione poco trasparente di faccende che riguardano la salute pubblica che andrebbe gestita con maggiore senno e senso delle istituzioni  in un periodo storico nel quale ci si dovrebbe attenere scrupolosamente alle regole e magari anche un pò rivedere le vecchie logiche del passato.

 

Tra un pò ci diranno che il riserbo intorno all’esperimento Sox è necessario per evitare di divulgare notizie sensibili che potrebbero interessare fantomatici gruppi terroristici e stai a vedere che ora il problema è che PrimaDaNoi.it è diventato anche un loro fiancheggiatore….
Stai a vedere che magari riusciranno ad imporre anche il “segreto di Stato” per risolvere ogni fastidio creato da una opinione pubblica non informata ma molto diversa dagli anni ‘90.

Fino ad allora l’informazione istituzionale rimane obbligatoria e, dunque, fino ad ora dai ministeri in giù permangono gravi omissioni sul punto.

Fino a quando luminari nominati, ministri e pubblici ufficiali continueranno a spararle grosse solo con l’intento di acquietare e non di informare sempre più persone avranno dubbi.