PROCREAZIONE DESISTITA

Procreazione assistita, spese ancora elevate nonostante l’inserimento tra i Lea

Il diritto ad avere un figlio legato al portafoglio

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Procreazione assistita, spese ancora elevate nonostante l’inserimento tra i Lea

 

ABRUZZO. La fecondazione assistita a carico del sistema sanitario nazione, anche in Abruzzo? Certo, finalmente. La notizia è stata data in pompa magna come al solito dai vari livelli governativi e c’è chi pensava che avere un figlio (per chi non ne può avere naturalmente) fosse finalmente alla portata di tutti. Alcuni avevano capito che fosse quasi gratis pagando solo il ticket.

A gennaio scorso quando la notizia è diventata realtà grazie al decreto del governo Gentiloni in molti hanno sperato, anche in Abruzzo, di poter intraprendere il costoso e faticoso cammino non spendendo praticamente nulla, o meglio sobbarcandosi solo il costo di un ticket, come annunciato.

In realtà la situazione è un po’ diversa e alla fine ci si ritrova comunque a pagare cifre importanti e nella nostra regione il decreto sembra praticamente annientato.

Si continua a pagare quasi come prima, cifre considerevoli per chi non ha una stabilità economica o la certezza di un posto fisso ma vuole comunque provare a fare un figlio.  

La storia ce la racconta un nostro lettore che ormai da alcuni mesi ha intrapreso il faticoso percorso della fecondazione assistita e si è accorto che i proclami della politica sono acqua fresca.

«Io ho uno stipendio che supera di poco i mille euro, la mia compagna ha un lavoro precario e sebbene la fecondazione assistita rientri nei nuovi Lea la Regione ci obbliga a pagare comunque la somma di 1250 euro», racconta il nostro lettore. «E tutto questo per un esame che come sappiamo non ha alcuna sicurezza di riuscita».

Ora la coppia si sta muovendo per un altro tentativo: «in attesa la mia compagna si sta sottoponendo ad un ciclo terapeutico con due fiale da 600 euro, ovviamente a carico nostro. Ma siamo sicuri che dovesse andare proprio così?».

A questo cifra, poi, bisogna aggiungere i 600 euro versati al Cup per il ticket e altri 600 per analisi varie.

Il nostro lettore ha chiesto informazioni in Regione: «mi sono sentito rispondere che se la Regione applicasse davvero tutti i Lea saremmo in grandi problemi finanziari».

Che pure già non mancano.

In sostanza la coppia ha la certezza che nonostante ci sia il decreto sui Lea loro stanno pagando «tutto a prezzo pieno».

Che vuol dire?

«Basta andare a vedere i prezzi pubblicati sulla Asl di Chieti, dove ci sono le disposizioni del direttore generale del 2014, tre anni prima del decreto: 1.150 euro per una Fivet. Praticamente quanto è stato richiesto a noi».

Stando al report della Commissione parlamentare d'inchiesta sugli errori e i disavanzi sanitari la cifra da sborsare in Italia per una inseminazione in Italia poteva arrivare fino a 10 mesi fa ad un massimo di 4 mila euro, cifra che lievitava anche fino ai 15 mila euro nel caso della Lombardia dovendo aggiungere le spese per la gravidanza, le visite, le ecografie, gli esami, i relativi eventuali ricoveri.

Insomma dopo una lunga battaglia culturale per chi ha problemi ad avere un figlio c’è sempre la fecondazione assistita ma prima bisogna farsi due conti e decidere se rischiare di indebitarsi senza avere nemmeno la certezza.