TERREMOTO

Scuole e terremoto, ora c’è un vademecum per i sindaci

Resi noti nuovi indici di vulnerabilità

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Terremoto Abruzzo, scuole abruzzesi ancora chiuse per verifiche. Ecco la lista

ABRUZZO. Il Commissario straordinario del Governo ai fini della ricostruzione nei territori delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria interessati dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, Paola De Micheli, ha emanato il "Vademecum dei Comuni" con il quale fornire ai sindaci dei comuni ricadenti nei crateri sismici, tutti gli elementi normativi utili ai fini della ricostruzione pubblica e privata dei loro territori.

Scopo del Vademecum è quello di fornire ai sindaci una utile trattazione, a norme vigenti, degli adempimenti che i comuni sono chiamati a svolgere al fine di contribuire in maniera attiva e il più rapidamente possibile, alla ricostruzione.

Il documento si articola in tre grandi categorie: - Produzione di strumenti urbanistici ad-hoc per la ricostruzione; - adempimenti edilizio-urbanistici per la ricostruzione privata; - interventi per la ricostruzione pubblica e per le scuole.

Nel vademecum viene riservato un apposita sezione agli interventi edilizi di 'immediata esecuzione'.


 Nel testo, infatti, viene rimarcato che, da stime effettuate, risulta che circa un terzo degli edifici danneggiati abbia subito un 'danno lieve' e che pertanto possa essere riparato rapidamente tramite interventi di immediata esecuzione, permettendo ai cittadini di rientrare nelle loro case in tempi brevi.

Uno degli scopi primari del documento, infatti, è quello di favorire la ripresa delle attività produttive favorendo il ritorno rapido nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro che hanno subito danni lievi.

Per questa ragione, nel Vademecum viene rimarcato che questo tipo di ricostruzione veloce, trova una trattazione separata dagli altri interventi.

Grande attenzione, il vademecum pone sugli interventi edilizi di "Ripristino con miglioramento sismico o ricostruzione" che riguardano, presumibilmente, il 70% degli interventi edilizi necessari.

Nel documento vengono forniti ai sindaci tutti gli elementi normativi utili per la veloce riapertura degli edifici pubblici e in particolare delle scuole, citando le relative ordinanze emanate nel tempo: n. 14 del 2016 e nn. 33 e 37 del 2017.

In caso costruzione di nuovo edificio scolastico al posto di quello esistente, i sindaci dovranno individuare l'area dove realizzare il nuovo edificio, ("pena lo stralcio dell'opera dalla lista degli interventi finanziati") e attestare la fattibilità dell'intervento stesso.

Per consentire la ricostruzione dei centri storici, infine, il vademecum dà mandato ai sindaci di perimetrare i loro centri storici, disponendo perentoriamente interventi unitari su porzioni di aggregati strutturali, oppure di delocalizzare obbligatoriamente edifici che si trovano su aree a grave instabilità dinamica.

 



I DATI DI TERAMO

Intanto ad oltre un anno dalle scosse sismiche del 2016 che hanno devastato il centro Italia, e da oltre un mese dalla riapertura dell'anno scolastico, il Comune di Teramo rende noti anche i due indici di vulnerabilità sismica che mancavano rispetto alle scuole.

Riguardano l'istituto Michelessi, dove l'indice risulta pari 0,284, e la Noè Lucidi, dove l'incide risulta pari a 0,617.

«A questo punto, completato il quadro, si può continuare nell'attività di programmazione degli interventi sulle scuole finalizzati agli adeguamenti sismici, così come previsto dal Commissario straordinario Errani» scrive il Comune in una nota assicurando, nel contempo, che la questione relativa alle scuole e alla loro sicurezza sarà messa all'ordine del giorno della visita a Teramo, annunciata per giovedì prossimo ma non ancora confermata, del neo commissario Paola De Micheli.

 Riguardo al dato della Noé Lucidi il Comune di Teramo scrive: «In questo secondo caso, il dato era sostanzialmente già noto, ma si è ritenuto doverlo verificare nuovamente, dopo i recenti interventi condotti nell'immobile».

«Per quanto riguarda la Michelessi, invece - aggiunge l'amministrazione comunale nella nota diffusa - il ritardo è stato causato dal ritiro per motivi personali del tecnico inizialmente incaricato, situazione che ha determinato lo slittamento dei tempi».