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Cinema,  la Regione stanzia fondo da 200mila euro ma il flop è dietro l’angolo

Si finanzieranno opere girate in Abruzzo per un massimo di 30mila euro

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Cinema,  la Regione stanzia fondo da 200mila euro ma il flop è dietro l’angolo

  

 

ABRUZZO. Valorizzare il patrimonio artistico, storico e culturale dell'Abruzzo, anche a fini turistici, favorire lo sviluppo dell'occupazione e promuovere le risorse del territorio.

Sono questi alcuni degli obiettivi che hanno animato il progetto della Regione Abruzzo di sostenere il settore cinema attraverso la concessione di contributi da destinare alle opere audiovisive o cinematografiche legate al territorio abruzzese con certezza di distribuzione. Ne ha dato notizia, ieri mattina, a Pescara, in Regione, nel corso di una conferenza stampa, il consigliere regionale delegato alla Cultura, Luciano Monticelli che, nel presentare il bando, già pubblicato sulla pagina cultura della Regione al link e con scadenza al 14 novembre prossimo, ha parlato di «un progetto che fornirà nuova linfa alle produzioni cinematografiche che fanno riferimento all'Abruzzo sotto il profilo storico e culturale».

A parte la presentazione trionfale, salta all’occhio l’esiguità della cifra che, divisa per decine di produzioni, sarà un apporto purtroppo minimo e -in determinati casi- irrilevante visto che le produzioni cinematografiche medie hanno budget di molto superiori all’importo totale della cifra stanziata dalla Regione.

Bersaglio del contributo saranno le attività svolte sul territorio regionale nei settori della produzione di film e audiovisivi. Il prodotto cinematografico dovrà avere un legame storico e artistico culturale con l'Abruzzo e dovrà prevedere uno sviluppo sul territorio regionale di almeno i due terzi dei giorni di lavorazione del film.

Lo scopo, è quello di promuovere la realizzazione di progetti cinematografici di spessore, puntando sulla qualità dell'offerta culturale con la finalità di investire risorse economiche per valorizzare tanto i territori regionali nei quali saranno effettuate le riprese quanto l'immagine dell'Abruzzo, da veicolare attraverso i contenuti artistici storici e culturali presenti nelle opere cinematografiche in questione.

Per il bando è stata stanziata una somma pari a 200 mila euro e si prevede la concessione fino al 50% delle spese ritenute ammissibili per ognuno dei progetti finanziabili fino a un importo massimo di 30mila euro.

Un finanziamento di tale importo difficilmente potrà produrre effetti rilevanti e rilevabili, mentre è molto probabile che il bando non sposterà molto; le grandi produzioni continueranno ad ignorare l’Abruzzo mentre, invece, ci sarà la carica dei piccolissimi produttori che, in quanto piccoli, allo stesso modo non potranno concorrere al raggiungimento degli obiettivi prefissati dalla Regione.

«Si tratta di un'idea ferma da alcuni anni, - ha proseguito Monticelli - che siamo riusciti a portare avanti e che ora potrà concretizzarsi grazie a una dotazione finanziaria che, seppur non ragguardevole, sosterrà piccole produzioni di spot, video clip, docu-film e corti».

«Jean Jacques Annaud, il regista del celeberrimo film "Il nome della rosa", parlando dell'Abruzzo, dove furono ambientate numerose scene del film del 1986, - ha ricordato Giancarlo Zappacosta, direttore del Dipartimento regionale Cultura, Turismo e Paesaggio - disse che il nostro territorio aveva tutto per diventare una location ideale per produzioni cinematografiche su horror e fantasy. Ecco perchè - ha aggiunto - questo bando, considerando le enormi potenzialità dell'Abruzzo, rappresenta un atto prodromico alla possibilità di attingere ad ulteriori e più ingenti risorse attraverso l'utilizzo di fondi strutturali per la promozione del territorio come hanno già fatto altre Regioni". Monticelli e Zappacosta hanno, inoltre, confermato che, contestualmente, in Commissione consiliare Cultura, è in lettura la stesura finale della legge istitutiva di una nuova Film Commission Abruzzo che, anche facendo tesoro degli errori commessi dalle altre Film Commission regionali e dopo una gestazione di circa due anni e mezzo, potrebbe vedere la luce tra non molto tempo». Zappacosta ha, per di più, reso noto che il Ministero dei Beni culturali sta lavorando ad una revisione delle linee guida sulle attività svolte dalle Film Commission e che è prevedibile un intervento finanziario particolarmente corposo per sostenere la cinematografia attraverso tali strumenti.