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Asl Chieti: niente concorsi, meglio maxi appalto da 10 milioni per agenzia interinale

Usb: «sperpero di denaro, serve concorso pubblico»

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Nas: irregolarità al laboratorio analisi dell’ospedale di Chieti

 

CHIETI. Istituire subito un concorso pubblico per Operatori Socio Sanitari ed Ausiliari Ospedalieri all’Asl di Chieti Lanciano Vasto e dare priorità di assunzione ai lavoratori che hanno queste qualifiche e che sono impiegati nelle cooperative ed aziende in appalto da anni.

La richiesta arriva dalla Usb Abruzzo, peccato però che l’Asl non è orientata in questo modo ma ha deciso di mettere sul tavolo ben 10 milioni di euro e affidarsi ad una agenzia interinale privata.

Perché l’emergenza è reale: i documenti ufficiali della Azienda Sanitaria Locale certificano che c’è carenza di organico strutturato per gli Operatori Socio Sanitari ed Ausiliari Ospedalieri.

Risulterebbe logico, dicono a questo punto dall’Unione sindacale di base, istituire un concorso pubblico che riconosca a questi lavoratori la possibilità, dopo anni di lavoro nell’ospedale, di diventare lavoratori stabili del pubblico impiego all’interno dell’azienda sanitaria, migliorando la qualità ed il controllo del lavoro e di conseguenza la qualità dei servizi di cura, indispensabili per ogni cittadino.

Ma non andrà così.

Il primo segnale è arrivato dopo ferragosto con la delibera del 28 agosto 2017 con la quale la Asl ha assunto certamente a tempo indeterminato 18 O.S.S. (con parere favorevole assente del direttore amministrativo Tiziana Petrella), ma che hanno svolto il concorso pubblico presso la ASL di Teramo. Dunque approfittare di una graduatoria già esiste.

La motivazione?

La Asl ha considerato «i tempi necessari per l’espletamento di un concorso pubblico, anche in considerazione del presumibile elevato numero di domande di partecipazione».

«È assurdo che si “importino” lavoratori di un’altra ASL, non aprendo un concorso all’interno di ASL02», dice il sindacato che però parla anche di sperpero di denaro pubblico perpetuato dall’azienda sanitaria.

 

UNA NUOVA GARA D’APPALTO

In realtà una nuova gara d’appalto è in corso, come si evince dalla  delibera del 5 settembre 2017, con la quale si dichiara aperta la procedura per l’individuazione di un unico operatore del servizio di somministrazione del lavoro a tempo determinato: 10 milioni di euro stanziati in 4 anni a chi si aggiudicherà l’appalto, che permetteranno l’ingresso di lavoratori a tempo parziale proprio a coprire la mancanza di oss, ausiliari, personale infermieristico e tecnico.

C’è tempo per presentare le domande fino al 17 ottobre  alle ore 12 e il 19 ottobre, alle 9.30 saranno aperte le buste.

 

Oltre all’importante spesa il sindacato sottolinea le paradossali condizioni dai lavoratori della sanità assunti però da privati: «sono impiegati negli ospedali pubblici, ma al contrario dei loro colleghi strutturati ASL non hanno le stesse garanzie contrattuali, percepiscono salari bassi e l’organizzazione del lavoro attuata dalle aziende e cooperative che hanno in appalto i servizi esternalizzati è pessima».

Questa situazione costringe questi lavoratori ad una situazione di costante insicurezza e precarietà, dato che, ad esempio, le turnazioni mensili del lavoro vengono comunicate all’ultimo momento, viene negata la possibilità di avere un piano ferie organizzato con largo anticipo, i carichi di lavoro risultano notevolmente esagerati, e la lista continua, è ancora lunga e di certo non si ferma qui.

 

SPESE PER IL FUTURO E IL PASSATO: LA MENSA

La procedura pubblica ormai si è incardinata e mentre si aspetta di conoscere l’esito l’Asl ha dovuto affrontare un’altra importante uscita, come si evince dalla deliberazione del 28 settembre 2017 con la quale si assegnano ulteriori fondi, 1,3 milione di euro, alle aziende che precedentemente si erano aggiudicate l’appalto del servizio di mensa e consegna del vitto.

Dalla cifra con la quale queste aziende e cooperative private si sono aggiudicate l’appalto i costi sono lievitati tantissimo, fino a toccare la cifra di 32,7 milioni, solo 600 mila euro al di sotto della base d’asta con cui la ASL 02 aveva aperto l’appalto.

«Un fiume di denaro pubblico», denuncia il sindacato, «che arriva nelle casse dei privati, che sostanzialmente pareggia quella che sarebbe stata la spesa pubblica in caso di servizi gestiti direttamente dal pubblico. Tutto ciò avviene senza che la ASL risponda alle numerose sollecitazioni provenienti dal nostro sindacato. Pec, e-mail e comunicazioni che non hanno mai ricevuto risposta».

 

PULIZIA SENZA STRUMENTI ADEGUATI

Tutto questo mentre sullo sfondo ci sono le grosse difficoltà dei lavoratori che mantengono in piedi il servizio pubblico. Lavoratori che hanno, come nel presidio di Chieti, contratti da 11 e 14 ore settimanali, o che operano nel servizio di pulizia come nel presidio di Gissi e Ortona senza i macchinari adeguati come invece viene stabilito dal capitolato dell’appalto, oppure che sono costretti a svolgere il servizio di consegna pasti nei reparti passando per il sottopassaggio dell’ospedale di Lanciano considerato attraversabile solo previa autorizzazione dalla stessa ASL per rischio amianto, ma che diventa passaggio abituale dei lavoratori delle aziende in appalto poiché un percorso alternativo non c’è.

 

LO SCIOPERO

Usb proclama lo sciopero dei lavoratori dei servizi sanitari in appalto da ASL 02 per il 10 novembre 2017, - in concomitanza dello sciopero generale nazionale proclamato da USB ed altri sindacati di base - per far conoscere la condizione  dei lavoratori invisibili, per chiedere l’immediata apertura di un tavolo regionale che coinvolga l’assessorato alla sanità, l’ASL 02 e la Provincia di Chieti per l’apertura di un concorso pubblico, continuando la lotta per l’internalizzazione dei servizi in appalto dato l’evidente sperpero per le casse pubbliche che procede con l’esternalizzazione dei servizi e la privatizzazione.