L'INCHIESTA

Concorsi truccati, ecco chi sono i due docenti abruzzesi indagati  

L’inchiesta di Firenze ha scosso ieri il mondo universitario e messo in luce dinamiche e interessi

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Concorsi truccati, ecco chi sono i due docenti abruzzesi indagati  

Del Federico e Basilavecchia

 

TERAMO. Il merito? Neanche a parlarne. Quello che conta nei concorsi pubblici per i docenti universitari sono gli amici, gli schieramenti, le squadre.   A tavolino sarebbero decisi i nomi di chi passa e chi si ferma, magari per un solo turno, a seconda del peso politico di ogni squadra.

A volte capita che alcuni prof sponsorizzati debbano superare chi ha più titoli e agli altri viene chiesto di ritirarsi.

E’ capitato però che uno dei prof che riteneva di avere i titoli ha rifiutato di ritirarsi ed ha denunciato tutti, portando con sè le registrazioni dei colloqui intrattenuti. Il resto lo ha fatto la Finanza di Firenze arrestando 7 professori mentre su altri 22 pende la richiesta di misura cautelare sulla quale il gip deciderà solo dopo l’interrogatorio.


Tra i 22 prof indagati in attesa di interrogatorio ci sono anche due professionisti abruzzesi  Massimo Basilavecchia e Lorenzo Del Federico, entrambi avvocati pescaresi, docenti di Diritto Tributario.



CHI E’ BASILAVECCHIA

Basilavecchia è laureato in Giurisprudenza e dottore di ricerca in diritto tributario, è professore ordinario di diritto tributario nell'Università di Teramo dal 2001 e avvocato in Pescara.

Presso l'Università di Teramo è coordinatore del Master interateneo in Diritto tributario e del Corso di perfezionamento in procedure e processo tributario.

Tiene il corso di diritto tributario progredito presso la LUISS Guido Carli in Roma.

Coordinatore del modulo accertamento nel Master tributario organizzato da IPSOA in Milano.

E’ coordinatore di unità di ricerca nell'ambito del PRIN 2009 "La fiscalità delle aree colpite da calamità naturali" e relatore in numerosi convegni nazionali.

Collaborava con la Commissione studi tributari del Consiglio nazionale del Notariato.

Collaboratore e consulente dei Ministri delle Finanze Gallo (1993), Fantozzi (1994/5), Visco (1996/99 e 2006-8) e Del Turco (2000).

Ha partecipato da ultimo (2007/8) alla Commissione presso il Ministero dell'Economia e delle finanze presieduta dal prof. Rey per la revisione metodologica degli studi di settore. Già componente nel 2007 del Comitato per l'applicazione della norma antielusiva.

 

Iscritto alla Camera arbitrale per i lavori pubblici, con diverse esperienze di Presidente di collegi arbitrali e di commissioni di collaudo.

Dal 1988 al 2001 magistrato amministrativo presso i Tar, dal 1981 al 1988 funzionario presso il Ministero delle Finanze.

Ha pubblicato un manuale di lezioni sul processo tributario (prima edizione 2009, seconda edizione 2013) , due monografie, sei voci di enciclopedia, circa duecento saggi, diversi articoli sulla stampa quotidiana. Fa parte del comitato di direzione della rivista Diritto e pratica tributaria, Rassegna tributaria e Rivista trimestrale di diritto tributario del comitato scientifico delle riviste Rivista di diritto tributario, Corriere tributario, Giustizia tributaria, Rivista del diritto della navigazione, PQM.



CHI E’ DEL FEDERICO

Del Federico è professore all'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti-Pescara, Dipartimento di Scienze Giuridiche, nato a Pescara il 5/8/1959, si è laureato in giurisprudenza nel 1983 presso l'Università di Bologna, discutendo la tesi di laurea "Le deroghe fiscali al segreto bancario e gli strumenti di tutela", con il professore Furio Bosello; la laurea gli è stata conferita con lode. Nei primi anni di lavoro ha operato presso l'ASSONIME- Roma, occupandosi in modo specifico di imposizione indiretta, in collaborazione con l’avvocato Luigi Cecamore; sotto la guida del Professor Antonio Berliri, ha lavorato  nella redazione della rivista Giurisprudenza delle Imposte. Negli anni seguenti: ha svolto le funzioni di magistrato tributario presso la Commissione Tributaria di II grado di Pescara; ha partecipato a molteplici ricerche promosse da enti pubblici e privati, in vari settori;  ha pubblicato oltre 200 articoli, saggi, commenti e note a sentenza su riviste giuridiche nazionali ed internazionali, commentari e trattati; ha pubblicato tre monografie.


 

Attualmente riveste la qualifica di Professore Ordinario di Diritto Tributario: nel Dipartimento di Scienze Giuridiche e Sociali, Università di Chieti - Pescara (ove è in ruolo); nel Dottorato di ricerca Business, Institutions and Market, Università di Chieti-Pescara; nel Dottorato di ricerca in Diritto degli affari e diritto tributario dell'impresa, Università LUISS - Roma.

Svolge costantemente attività di docenza presso: la Scuola Superiore dell'Economia e delle Finanze); - Scuola sottufficiali della Guardia di Finanza;  Master e corsi di perfezionamento nelle più prestigiose Università Italiane ed Europee.


Sin dal 1987 svolge una intensa attività professionale. Ha fondato e promosso lo Studio Legale Tributario del Federico & Associati, con sedi in Bologna, Pescara e Roma. E' avvocato, con patrocinio dinanzi alla Corte di Cassazione; iscritto all'Ordine degli Avvocati di Pescara. E' revisore contabile, iscritto all'Istituto Nazionale dei Revisori.

Nello Studio Del Federico c’è anche l’attuale asessore al Comune di Pescara, Stefano Civitarese.



ARRESTI DOMICILIARI

Nell’inchiesta toscana ai domiciliari sono finiti Fabrizio Amatucci, docente alla Federico II di Napoli, Giuseppe Maria Cipolla (Università di Cassino), Adriano di Pietro (Università di Bologna), Alessandro Giovannini (Università di Siena), Valerio Ficari (Università di Roma 2), Giuseppe Zizzo (Università Carlo Cattaneo di Castellanza, Varese), Guglielmo Fransoni (Università di Foggia).



I 22 PROFESSORI SOSPESI DALLE UNIVERSITA’

Il gip di Firenze Angelo Antonio Pezzuti, oltre ai sette professori arrestati, ha stabilito nell'ordinanza 22 interdizioni per altrettanti indagati stabilendo la sospensione dalle «funzioni di professore universitario e di quelle connesse ad ogni altro incarico comunque assegnato in ambito accademico per la durata di 12 mesi».

Il provvedimento riguarda i seguenti indagati, a vario titolo: Massimo Basilavecchia, Mauro Beghin, Pietro Boria, Andrea Carinci, Andrea Colli Vignarelli, Roberto Cordeiro Guerra, Giangiacomo D'Angelo, Lorenzo Del Federico, Eugenio Della Valle, Valerio Ficari, Maria Cecilia Fregni, Marco Greggi, Giuseppe Marino, Daniela Mazzagreco, Francesco Padovani, Maria Concetta Parlato, Paolo Puri, Livia Salvini, Salvatore Sammartino, Pietro Selicato, Thomas Tassani, Loris Tosi, Francesco Tundo.



LE REAZIONI

La procura attendeva da quasi un anno il via libera del gip. E dal Governo ha detto la ministra Valeria Fedeli: "Voglio andare fino in fondo", aggiungendo che presto arriverà un codice di comportamento sull'università sul quale il Miur sta lavorando con l'Anac.

Come una goccia d'olio l'indagine della Guardia di Finanza, coordinata dai pm Luca Turco e Paolo Barlucchi, è partita dalla singola denuncia di un ricercatore, l'avvocato professore Philip Laroma Jezzi di Firenze, 'escluso' dai 'cartelli' professionali dal concorso per l'abilitazione.

E poi si è estesa da Firenze al resto d'Italia.

Laroma, che aveva titoli superiori ai candidati proposti da un cartello fiorentino costituito da due celebri studi legali tributari, denunciò tutti alle Fiamme Gialle dopo che gli fu detto: "Non sei nella lista, ritirati dal concorso".

La lista, illegale, è quella concordata tra gruppi di pressione per spartirsi i posti. E veniva segnalata ai commissari.

Materia ostica il diritto tributario, ma notoriamente molto remunerativa nonché fonte di prestigio per gli studi legali che annoverano un collega prof. Le accuse sono, a vario titolo, di corruzione, induzione indebita e turbativa del procedimento amministrativo.

Non contava il merito, né i titoli, ma l'appartenenza 'giusta' per venire abilitati. Il gip Angelo Antonio Pezzuti ha riconosciuto fondate le accuse della procura di Firenze secondo cui accordi corruttivi influenzavano le valutazioni dei candidati da parte dei membri delle commissioni giudicatrici nominate dal Ministero dell'Università (Miur).



IL PREZZO DELLA PRESUNTA CORRUZIONE

Accordi, sempre secondo l'accusa, frutto di precedenti patti raggiunti da emeriti tributaristi che così 'piazzavano' propri allievi o "protetti".

Il prezzo della corruzione era nello stesso scambio di 'abilitazioni' tra i gruppi di professionisti: oggi a me, domani a te. Oggi passa un mio 'allievo', ma domani tocca a uno tuo. Chi non aveva appoggi, veniva scartato in partenza. Superato lo scoglio dell'abilitazione, si trattava poi di aspettare l'assegnazione di una cattedra da parte di qualche ateneo.

Attive in questo senso - rivela sempre l'inchiesta - due società scientifiche di studiosi del diritto tributario, la Ssdt e l'Aipdt. Ma lo stesso gip evidenzia "il totale spregio del rispetto del diritto proprio da professori che sarebbero deputati ad insegnare il valore di esso".

L'inchiesta ha sciolto fili intrecciati nei rapporti di affermati prof coi membri della commissione.