OLTRE I LIMITI

D’Alfonso è veramente il presidente veloce: 63 multe in 3 anni

Il numero sale ad 87 calcolando anche quelle dei suoi assessori

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D’Alfonso è veramente il presidente veloce: 63 multe in 3 anni

D'Alfonso

 

ABRUZZO. 63 multe per una cifra che oscilla tra i 6.500 e i 10.400 euro (a seconda dei tempi di pagamento scelti).

Sono le multe che il presidente D’Alfonso ha collezionato dal settembre del 2014, anno della sua elezione, fino al 31 luglio 2017. Il numero sale ad 87 se si calcolano anche quelle degli assessori.

Impossibile al momento dire con certezza quanto sia effettivamente uscito dalle casse pubbliche per pagare i verbali delle contravvenzioni alle auto blu.

PrimaDaNoi.it nelle scorse settimane ha richiesto un consuntivo analitico delle contravvenzioni elevate dal 2014 ad oggi a carico delle auto di rappresentanza della Regione Abruzzo e le risposte sono arrivate, seppure incomplete proprio dei dati più rilevante e cioè quanto è stato pagato e che tipo di violazioni siano state contestate (divieto di sosta, superamento limite velocità,  ecc).


Che le auto sulle quali viaggia il presidente abbiano un problema con il rispetto delle norme stradali non è una novità.

Era il 2015 quando si scoprì che venivano stilati verbali ‘a manetta’ alle auto troppo veloci del presidente veloce e lo stesso D’Alfonso (parlando di 12 multe già elevate, ma erano in quel momento almeno 30) disse pubblicamente: «Mi impegno formalmente a non farlo accadere mai più ma non so quanto questo possa essere significativo».

Parlando di un caso specifico di una multa per eccesso di velocità ammise pure pubblicamente di aver sbagliato e di voler pagare persino gli «11 minuti che hanno impegnato l’avvocatura della Regione per redigere il ricorso al prefetto e poi al giudice di Pace».

Effettivamente dopo quel discorso pubblico le multe non sono più state contestate (stando al report della Regione) tranne che in un caso.

Prima, invece, di ricorsi ne sono stati presentati almeno 16 per altrettanti verbali «per tutelare la condizione giuridica di chi mi conduceva a Roma con la vettura della Regione» venne spiegato.



Perché ovviamente a guidare non è il presidente in persona ma gli autisti di fiducia che premono sull’acceleratore quando il governatore deve incastrare i troppi impegni tra l’Abruzzo e Roma.

Comunque D’Alfonso ha detto sempre pubblicamente di non aver «mai chiesto all'autista di spingere il piede sull'acceleratore anche perchè, quando viaggio, cerco di utilizzare il poco tempo a disposizione per studiare i dossier e preparare le riunioni di lavoro».

Insomma iniziativa di chi stava al volante, autisti con «peculiari caratteristiche personali e psicofisiche», come recitava un celebre ‘annuncio’ del 2014.

Quanto sia stato effettivamente pagato resta un mistero perché nei documenti ottenuti da PrimaDaNoi.it le voci ‘data pagamento’ o ‘importo pagato’ sono stati lasciati clamorosamente sempre in bianco, a differenza delle multe di alcuni assessori per i quali è stato annotato l’avvenuto pagamento.

Di certo sono stati contestati 16 verbali ma la cosa è andata sempre male e la cifra è spesso più che raddoppiata.

 


2014: L’ARRIVO IN REGIONE… A TUTTO GAS

Nel 2014 le multe riferite alle vetture su cui viaggiava il presidente D’Alfonso sono state  ben  30. Settembre mese nerissimo: verbali il 4-5 e 6. Doppietta qualche giorno dopo: 24 e 25 settembre.

Addirittura ci sono giorni in cui ha preso più di una multa: il 25 settembre ne ha prese due, una riconducibile alla "Bmw Q5" e l’altra alla "Bmw Q6" (in realtà si tratterebbe di una sola auto per di più Audi erroneamente indicata nel report ufficiale).

Il 17 settembre tutte e due per la "Bmw Q5" una da 70 euro e l’altra da 551 euro (come detto non è specificata l’infrazione).

Ad agosto 2014 verbale record da 714 euro.

I ricorsi presentati sono stati tutti bocciati.  

Che vuol dire?

Che se D’Alfonso avesse pagato subito, entro 5 giorni, le sue infrazioni sarebbero costate poco più di mille euro.

Se avesse pagato entro 60 giorni se la sarebbe cavata con 1.500 euro, facendo ricorso la cifra è lievitata fino a 3.500 euro.

In alcuni casi nel file della Regione è annotata la dicitura ‘richiesta audizione alla Prefettura di Roma. Appuntamento per il 09/10/2015’ ma cosa sia accaduto dopo non si sa.


NEL 2015 LA PROMESSA NON MANTENUTA

Nel 2015 non è andata molto meglio anche se nel mese di febbraio D’Alfonso annunciò l’intenzione di darsi una calmata aggiungendo «mi ero imposto di non sottrarre mai più tempo alle forze dell’ordine per mie scorrettezze. Me lo ha detto anche mia sorella da Chicago e le ho assicurato che mai più le forze dell’ordine si occuperanno del riordino della mia condotta».

Risultato?

29 verbali, praticamente uno in meno rispetto all’anno precedente per un totale di 3.424 euro ipotizzando un pagamento entro 5 giorni oppure di 4.524 per un pagamento entro 60 giorni.

Nessuna indicazione sull’effettivo pagamento avvenuto.

Si riporta che per una c’è stato un ricorso, perso, e dunque la multa è lievitata da 141 a 350 euro.

Ma vediamo nel dettaglio come è andato quell’anno per D’Alfonso che si è spostato su una Passat, su un’Alfa 159, una Mercedes e un "Bmw Q5" (probabilmente una Audi ndr): a gennaio due verbali lo stesso giorno, ovvero il 29 a bordo dell’Alfa 159, una anche il 30.

Altre doppiette il 28 marzo, il 3 luglio, il 9 luglio.

 


5 MARZO 2015: 3 MULTE

Il 5 marzo addirittura 3 di fila nella stessa giornata.

Quel giorno D’Alfonso volava a Roma non al Quirinale atteso da Sergio Mattarella per una riunione poi rinviata ma con  il Capo di Stato Maggiore della Marina Militare, Ammiraglio Giuseppe De Giorgi, alla presenza della Sen. Federica Chiavaroli, per poi incontrare alle 15 Alessandro Pedone, azionista di riferimento di GSA Gruppo Servizi Associati e l’onorevole Rocco Girlanda, consigliere del Ministro Lupi e poi spostarsi nella sede di Terna spa per due chiacchiere con l'A.D. Matteo Del Fante. Dopo tre ore di corsa verso Palazzo Chigi per incontro con Delrio e discutere di finanziamenti Cipe per poi andare a dormire in via Sistina dalle suore di Lourdes.


19 MAGGIO 2015: 4 MULTE

Ma il record porta la data del 19 maggio 2015: ben 4 multe tutte da 70.58 euro.

Evidentemente gli autovelox laziali funzionano molto bene e non lasciano scampo infatti questa è un’altra impegnativa giornata romana per il presidente atteso alle 11 da Maria Ludovica Agrò, Direttore dell’Agenzia per la Coesione territoriale; alle 13 per discutere con il Presidente di Finmeccanica, Giovanni De Gennaro, del “risolutivo” e controverso atto transattivo per l’acquisto da parte della Regione delle quote di Selex in Abruzzo Engineering.

Poi si corre a piazza della Libertà e ai musei capitolini per celebrare Ettore Troilo.



NEL 2016 E 2017 LA VERA FRENATA

Il 2016 è l’anno della redenzione: in pratica quello che l’autista di D’Alfonso riusciva a combinare in un giorno l’ha spalmato in un mese. Una multa il 12 gennaio,  un’altra il 24 e poi ancora una il 25. Un totale di ‘appena’ 270 euro ma non è specificato se la cifra sia stato pagata o no.

Nel 2017 risulta solo un verbale: 2 maggio, 70 euro.

Cosa sia successo davvero e quali soluzioni siano state adottate per evitare esborsi inutili non è dato saperlo ma è la prova che i limiti di velocità si possono rispettare così come è possibile non sostare sotto il cartello di divieto.


 

E COME SI COMPORTANO GLI ALTRI?

Anche alle vetture degli altri componenti, per dire la verità, accadono inciampi.

Il vice presidente Giovanni Lolli dal 2014 ad oggi ha collezionato ben 12 multe per un ammontare che oscilla tra i 1.300 euro e i 1.700.

In due casi ha presentato ricorso. Non c’è alcuna specifica su quanto sia stato pagato effettivamente e con quali tempi.

La più veloce a pagare, invece, è l’assessore Marinella Sclocco: 5 verbali tutti ‘sistemati’ nel giro di pochissimo per un totale di 1.005 euro.

Rapidissimo anche il pagamento dell’unica multa riconducibile alla vettura dell’assessore Dino Pepe: 28 euro pagati il giorno stesso della contestazione.

Per l’assessore Silvio Paolucci, invece, risulta un verbale da 142 euro, il relativo ricorso respinto e il conseguente aumento a 733 euro.

Non c’è indicazione sull’avvenuto pagamento.

Per Camillo D’Alessandro una multa da 70 euro.

L’assessore Andrea Gerosolimo e il sottosegretario Mario Mazzocca forse a questo punto meriterebbero un premio speciale (nel mondo dove è normale prendere multe) dal momento che le loro vetture non sono mai state pizzicate.

 

Alessandra Lotti