SANITA'

Pasticcio indennità revocate. I consiglieri regionali sfiduciano Paolucci e D’Alfonso

Agitazione, astensione dai servizi e una serie di conseguenze negative dopo la delibera di giugno

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1937

Pasticcio indennità revocate. I consiglieri regionali sfiduciano Paolucci e D’Alfonso

ABRUZZO. Approvata all’unanimità in commissione Sanità la risoluzione del 01.08.2017 proposta dal consigliere regionale Mauro Febbo  e dal gruppo di Forza Italia e sottoscritta da altri consiglieri inerente il grave problema circa specifiche indennità di rischio tagliate dal Governo regionale ai dottori in servizio presso le Guardie mediche.

Lo comunica lo stesso Febbo che si dice soddisfatto per il voto unanime e del parere favorevole  anche da parte dei commissari del Partito democratico «che di fatto sfiduciano l’operato dell’assessore Paolucci e di questo esecutivo regionale che continua a fare solo pasticci».


«Da subito - spiega Febbo – abbiamo denunciato e chiesto che venisse rivista e bloccata gli effetti della la DGR n. 398/2017 al fine di verificare la sua legittima dall'Avvocatura regionale e, soprattutto, credo che sia assurdo richiedere ai medici le indennità di rischio percepite fino ad oggi. Ci sono Regioni, vedasi la Calabria, Basilicata, Lazio ecc... , che hanno approvato provvedimenti per congelare la sola indennità. Adesso con tale risoluzione approvata spero la Giunta Regionale torni sui propri passi e trovi una soluzione prima che gli effetti della DGR appena approvata si trasformino nell'ennesimo pasticcio creato da questo esecutivo regionale, così da determinare l'annullamento da parte dei medici dello stato di agitazione creando disservizi soprattutto nelle aree interne».

Le conseguenze della DGR 398/2017 andrebbero a cancellare, in modo unilaterale e senza alcuna motivazione una parte normativa ed economica del contratto, ledendo i diritti acquisiti dei professionisti medici.

Dal 1 agosto i medici non percepiscono i 4 euro in più per ogni ora di lavoro, una cifra che va ad aggiungersi ai 22 euro l'ora stabiliti dal contratto nazionale e al contempo chiede alle singole ASL di attivarsi per recuperare tutte le somme fin qui illegittimamente elargite che ammontano a 60 mila euro circa a dottore.

Tra le altre cose  i medici hanno già pagato le imposte in questi 10 anni ma soprattutto la indennità è il pagamento di un servizio reso senza che le stesse Asl non forniscono alcun supporto neanche di vigilanza.

Nel frattempo da settimane i medici sono in agitazione e hanno cominciato uno sciopero “soft” che prevede l’astensione dai servizi non più pagati dalla indennità revocata.

A parte la gigantesca questione messa su dalla giunta probabilmente allettata da facili entrate su un bilancio disastrato, il rischio maggiore (oltre i problemi arrecati a 400 medici) sono le spese di contenziosi e risarcimenti danni che potrebbero trovare accoglienza proprio facendo leva sul principio dell’affidamento e di un diritto acquisito legittimamente anche in considerazione che quella delibera del 2006 non è mai stata impugnata nè cancellata da alcun Tar.

Di certo qualcuno ha sbagliato innescando l’ennesimo pasticcio di cui si sarebbe fatto volentieri a meno.

Risoluzione _DGR 398_2017 Sospensione Indennità AIR by PrimaDaNoi.it on Scribd