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Nuovi concorsi elettorali in Regione ma i vincitori dovranno aspettare… a tempo indeterminato

Propaganda elettorale avviata ma la strada è lunga e tortuosa

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Nuovi concorsi elettorali in Regione ma i vincitori dovranno aspettare… a tempo indeterminato

 

ABRUZZO. Via libera a nuovi concorsi in Regione: 50 posti di categoria D e 12 da dirigente per i settori Trasporti e Infrastrutture, Genio Civile, Ambiente, Rapporti con l’Europa, Bilancio, Programmazione e Gestione delle risorse umane.

Nuovi concorsi ma non nuove assunzioni. La differenza non è affatto sottile soprattutto per i fortunatissimi professionisti vincitori di selezioni «durissime» per scegliere i migliori.  

Un dettaglio che pone sotto una luce elettorale tutta l’operazione che parte del prepensionamento, al rimaneggiamento della pianta organica e i nuovi concorsi (alcuni peraltro già effettuati).

Dunque se a brevissimo scatteranno le nuove prove selettive (dopo l’ondata anomala dei 169  pensionamenti anticipati di gennaio 2017 «per snellire la macchina regionale»  e i 36 nuovi assunti della scorsa primavera) i vincitori resteranno in stand by.

Per quanto? Non si sa.

Il direttore del Dipartimento Risorse, Fabrizio Bernardini, azzarda una data e spiega: «contiamo di sottoscrivere i contratti con i vincitori entro l’estate 2018».

Ce la faranno in 9 mesi?

Solo il tempo potrà dirlo.

La particolarità di queste selezioni imminenti con ingresso ritardato (e copertura finanziaria incerta) resta leggermente sfumata negli annunci che in queste ore provengono dal capo della giunta regionale, Luciano D’Alfonso, che fino a qualche giorno fa sembrava destinato a puntare tutto su Roma e ad un futuro da ministro.

I sogni romani dicono siano svaniti se è vero, come riportato da alcuni quotidiani, che D’Alfonso starebbe meditando la marcia indietro, ovvero restare in Regione e ricandidarsi pure per un mandato bis. Questione di equilibri sottili, di potere da controllare e di lavori da portare a termine o forse anche frutto di accordi a più alti livelli e magari a medio-lungo termine.

In ogni caso concorsi e assunzioni ben si sposano con le campagne elettorali di qualsiasi genere.

Ma l’incognita delle assunzioni c’è e resta, nessuno può negarlo ma al massimo divagare sul ‘dettaglio’. E’ scritto chiaramente anche nella delibera approvata nei giorni scorsi con la quale la giunta regionale ha dato l’ok al piano dei fabbisogni di personale, per le annualità 2018-2019, e ai concorsi per le 62 unità. Una percentuale sarà riservata ai dipendenti di categoria, «per valorizzare le professionalità interne».

Dunque, nel documento si dice chiaramente che le assunzioni saranno condizionate «al rispetto dei termini di approvazione del bilancio di previsione e del conto consuntivo ai sensi del D.L. n° 113/2016»,

E non è di certo un ostacolo piccolo da superare. Dopo le mazzate dei mesi scorsi adesso, la Regione si sente obbligata a specificarlo chiaramente anche se poi non rinuncia, nelle comunicazioni pubbliche propagandistiche sempre più spesso distanti dalla realtà persino delle loro carte.


La Consulta, infatti, di recente ha bocciato il rendiconto del 2013 della Regione Abruzzo presentato con tre anni di ritardo creando una serie di conseguenze alle quali non si è ancora messo riparo.

Poco dopo la sezione controllo della Corte dei conti Abruzzo ha ulteriormente tirato il freno a mano e bloccato le assunzioni in Regione, ricordando il dettame della norma nazionale che non ammette deroghe: prima i conti in ordine e poi si assume.

Una decisione che dipende direttamente dal decreto legislativo 113 del 2016, che sancisce il divieto di «procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto».

Senza contare che solo pochi mesi fa si motivavano i prepensionamenti improvvisi con lo «snellimento della macchina regionale»  e i conseguenti risparmi alla spesa per poi cambiare nuovamente idea...

Che ci sia qualche problema di superare lo ha ammesso anche D’Alfonso in una intervista agostana al Centro nella quale ha spiegato che il direttore generale Vincenzo Rivera ha trovato però la chiave di volta per non rinunciare ai concorsi.

D’Alfonso disse: «C’è il problema di come introdurre nuovo personale nel quadro delle ristrettezze finanziarie. Ebbene, faremo partire a settembre concorsi riferiti a nuovo personale o a personale interno, ma ci fermeremo il giorno dell’immissione in servizio. Perché quel giorno dovrà coincidere con la delibera di approvazione di tutti gli atti contabili. In un’altra fase si sarebbe partiti quel giorno con i concorsi. Noi lo facciamo subito».

Più furbizia c’è al potere più attenzione alle parole bisogna porre perchè si rischia di avere più danni che benefici.