IL SISTEMA

Così l’amministratore di condominio si è comprato casa con i soldi delle bollette Aca

Rinviato a giudizio dopo una denuncia ha restituito la cifra e rischia ben poco

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TRIBUNALE DI PESCARA

Tribunale di Pescara



ABRUZZO. Con i soldi che incassava per pagare le bollette dell’Aca ha fatto grandi acquisti per anni, persino immobili, girando semplicemente i soldi dal conto del condominio a quello personale. Un gioco da ragazzi scoperto solo grazie ad una denuncia di un condomino e sottoscritta da due avvocati che non hanno lasciato correre ed hanno cercato giustizia.

Il sistema era semplicissimo: i soldi si accumulavano sul conto corrente del condominio perchè l’amministratore non li ha mai utilizzati per pagare il consumo di acqua, per oltre 5 anni. Solo dopo alcuni anni, quando  l’Aca ha minacciato di tagliare la fornitura, sono iniziati a sorgere dubbi tra i residenti ma è stato solo l’inizio di un braccio di ferro con l’amministratore che  ha continuato a rassicurare fino all’ultimo, senza mai mostrare nemmeno una ricevuta dei pagamenti.

Per quasi 5 anni.

Alla fine della storia, solo quando non aveva altra scelta, l’amministratore ha restituito la somma mentre  l’Aca è il convitato di pietra concausa del danno causato agli utenti per la sua strutturale inefficienza al controllo e alla riscossione.

Una storia molto simile ad una truffa ma non per la procura di Pescara.

A doversi difendere al processo è Ferdinando Roio, noto amministratore di condomini nella provincia di Pescara,  accusato di appropriazione indebita dopo che la guardia di Finanza di Pescara ha approfondito e verificato quanto riportato nella denuncia degli avvocati Matteo Castelli e Vincenzo Brunetti  che difendono l’unica condòmina che ha denunciato, Marianna De Berardinis, ed è stata riconosciuta parte offesa.

Da giugno 2010 al 3 agosto 2015, il condominio di via Monte Viglio si è affidato alla gestione dello  “Studio Amministrazione e Condomini Roio Mario e Ferdinando” di Pescara che ha aperto e gestito un conto corrente presso la Carichieti dove i vari condomìni versavano di volta in volta le quote delle bollette (l’Aca per ragioni diverse preferisce stipulare un unico contratto con il condominio invece che con i vari occupanti).

Durante l’intero periodo i residenti  hanno pagato regolarmente le rispettive quote relative ai consumi di acqua.

Nel 2013 il palazzo viene scosso da un ultimatum dell’Aca che minaccia di staccare la fornitura per morosità.

In varie occasioni i residenti hanno chiesto spiegazioni a Roio che ha sempre tranquillizzato e addossato colpe alla stessa Aca e spiegato che comunque le cose si sarebbero risolte a breve.

L’allarme rientra fino a giugno 2015 quando la signora De Berardinis scopre per caso che bisognava pagare arretrati per 9mila euro, cifra che comprendeva anche gli oneri per morosità.

Siccome tutti avevano pagato regolarmente e nelle scadenze, il clima si surriscalda e l’amministratore viene assediato intimandogli di esibire le pezze d’appoggio e la prova del suo corretto operato, cioè dei pagamenti effettuati all’Aca.

Roio resiste, accampa scuse, rimanda, rassicura e tergiversa ma le carte non le mostra. Nemmeno l’arrivo della polizia dopo un burrascoso incontro  riesce a sbrogliare le carte.

I condòmini allora cercano di “espugnare” l’Aca dalla quale vengono rimbalzati senza speranza di dialogo o comprensione  ma ottengono comunque diverse informazioni utili come la certezza del mancato pagamento, la stipula di un piano di rientro di cui non sapevano nulla, il fatto che a l’Aca conoscessero molto bene Ferdinando Roio e la moglie con i quali intrattenevano rapporti frequenti, che all’Aca non interessava affatto che i condòmini avessero pagato l’amministratore e che si poteva configurare una ipotesi di truffa.

All’Aca interessavano solo i soldi (e si è visto quanto sono solitamente "spietati" e "capaci" a incassarli). 

La storia finisce solo un mese dopo l’ultima diffida dei residenti disattesa,  quando Roio finalmente consegna tutta la documentazione contabile ma ormai non è già più l’amministratore del condominio di via Monte Viglio perchè l’assemblea  gli aveva revocato l’incarico.

C’è spazio per un’ultima clamorosa sorpresa: tra la documentazione fornita anche una sola ricevuta di pochissime ore prima che certificava il pagamento di quasi 5mila euro fatto all’Aca per una parte delle bollette non pagate.




LE INDAGINI DELLA FINANZA CONFERMANO LA CATTIVA GESTIONE

Le indagini svolte dalla Guardia di Finanza confermano praticamente tutti i fatti riportati nella denuncia  e cioè che per tutto il periodo di amministrazione dello studio Roio  è stato rilevato il mancato pagamento delle bollette ad eccezione dell'ultimo versamento effettuato peraltro da un conto privato.  

Si è poi scoperto anche che nel 2013 l'amministratore aveva fatto richiesta di Piano di rientro per le morosità del condominio (da lui cagionate) per un importo pari a 5.449 euro relativo ai consumi non pagati dal 2010 al 2013.   

La finanza, dopo aver acquisito la documentazione dalla Carichieti  scopre che il conto aperto da Roio, dove confluivano i bonifici dei condomini, era un conto a tutti gli effetti personale.

Alla fine dei conti l’esposizione totale del condominio è stata di 9.109 euro relative a 15 fatture emesse dal 2010 al 2015.

Il controllo della Guardia di Finanza sui conti correnti è stato fin troppo facile ed è servito soprattutto per ricostruire il flusso dei soldi che forse avrebbe dovuto far sorgere qualche dubbio in più all’istituto di credito che autorizzava le operazioni.

Di fatto si movimentavano anche ingenti somme dai tanti conti intestati ai diversi condomini amministrati da Roio a conti personali o intestati allo studio.

Rimangono tracciate spese non consentite con assegni, pos o prelievo di contanti per acquistare merce in negozi, centri commerciali, ristoranti, strutture sportive o fare il pieno all’auto.

Su alcune operazioni di importo più rilevante la finanza annota i particolari e così saltano fuori una serie di giroconti provenienti da una decina di altri conti di condomìni per creare la provvista di 13.000 euro ad un assegno circolare  intestato allo “studio di amministrazione condomini Roio Mario e Ferdinando”.

«La circostanza evidenzia sicuramente una condotta poco chiara e trasparente da parte dello stesso amministratore», annota il finanziere che indaga, « il  quale attraverso tale operazione ha potuto effettuare atti di disposizione patrimoniali personali impiegando previo accreditamento sul proprio conto corrente disponibilità di conto corrente di terzi quali condomini amministrati».



CASA E MOTO

L'operazione si ripete più volte anche durante il 2014 dove altri assegni circolari dell'importo variabile tra i 18 mila e i 28 mila finiscono ad alcuni beneficiari che secondo le risultanze dell'indagine sarebbero i titolari  di alcuni immobili acquistati dell'amministratore Roio. Altri soldi delle bollette non pagate sarebbero finiti ad una concessionaria per l’acquisto di una moto Bmw da oltre 20mila euro.

«Appare inequivocabile la configurabilità in capo a Roio», conclude il finanziere nel suo rapporto, «del reato di appropriazione indebita per  per una somma complessiva pari a 5.540 euro.  E’ il caso di evidenziare altresì l'inefficienza dai competenti uffici di Aca spa in relazione ai quali, pur riconoscendo le criticità  organizzative, si rileva una carenza nella gestione delle rilevanti morosità».

Le morosità non riscosse da Aca in totale ammontano a 57mln di euro, di cui 17 mln da riscuotere da amministratori di condomini relativi a consumi anche di 10 anni fa.

Nell’attesa c’è spazio per amministratori furbi e spregiudicati.

Il processo a Roio stenta a partire.


a.b.



AGGIORNAMENTO 13 SETTEMBRE 2017

Con una diffida firmata dal legale Fabrizio Di Luigi, l’amministratore Ferdinando Roio ci intima ad una «immediata rimozione» dell’articolo «in quanto diffamatorio e lesivo dell’immagine e del lavoro del mio assistito».

Ne prendiamo atto ma come è molto chiaro si tratta di carte e documenti che sono alla base di un processo.

Carte che, del resto, lo stesso Roio conosce molto bene.  

Per questo ci è molto difficile non pensare ad una inaccettabile intimidazione irrispettosa della libertà di stampa. 

Vi terremo informati.

a.b.