IL SISTEMA

Amministratori di condomini “furbi” e Aca “impacciata”: occhio alla truffa delle bollette dell’acqua

Un sistema che favorisce i furbi e danneggia più volte la povera gente

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Amministratori di condomini “furbi” e Aca “impacciata”: occhio alla truffa delle bollette dell’acqua

PESCARA. Avvertenze: questa è una storia non adatta alle persone deboli di stomaco o che credono nella bontà delle istituzioni e della politica. Si consiglia vivamente di cambiare lettura.

Per tutti gli altri bisognerà fare uno sforzo non da poco per sopportare e digerire la vicenda che potrebbe essere molto utile per capire se si è vittima di una truffa e di amministratori di condominio “poco trasparenti” (per non dire altro).

Se si gravita nell’area di competenza Aca e si vive in un condominio, ci sono probabilità abbastanza alte che si sia finiti inconsapevolmente in un “sistema” fino ad oggi oscuro e impunito.

Partiamo da pochi dati certi che riguardano le cifre che l’Aca deve riscuotere per bollette di acqua non pagate.

La prima cifra da tenere a mente: 57,6 milioni che l’Aca dovrebbe riscuotere -ma non lo ha ancora fatto- per il servizio idrico e depurativo reso.

Significa che tantissime persone e moltissime aziende in oltre un decennio non hanno pagato l’acqua anche per cifre importantissime (una azienda o una attività alberghiera, per esempio, potrebbe aver accumulato morosità per 500mila euro...).

Si tratta di cifre che sarebbero in teoria dovute e che in pratica invece non sono mai state richieste o ad oggi non è possibile più riscuotere, contribuendo a formare quel famoso buco di oltre 120 mln di euro che ha determinato il dissesto della società pubblica Aca. I soldi non sono entrati nelle casse pubbliche e sono rimaste in quelle di chi ha utilizzato acqua gratis.

In pratica l’ennesima conseguenza diretta di un carrozzone politico e amministrato composto da sindaci distratti che troppo spesso si sono ritrovati ad essere lo strumento per perpetuare gestioni fallimentari e qualche volta corrotte (e sono passati 13 anni da quando si è iniziato a parlare del “partito dell’acqua”...).

Una tra le storie più eclatanti fu l’inchiesta finita nel nulla degli “storni selvaggi”: la procura di Pescara aveva ipotizzato che l’Aca, di proposito, scontasse cifre ingenti per decine di milioni a “vip”, amici degli amici e moltissimi imprenditori vicino al Pd, facendo risultare sulla carta problemi ai contatori.

Formalmente risultavano perdite alle tubature o contatori malfunzionanti che per alcune utenze hanno generato sconti per oltre mezzo milione di euro. Un evento singolare ma anche molto strano che avrebbe dovuto da solo provare l’inerzia dell’Aca per molti anni e che invece non ha portato conseguenze solo perchè i contatori “guasti” sono stati distrutti.

E’ chiaro a tutti che per generare una perdita di acqua di mezzo milione di euro il contatore che si è supposto malfunzionante deve essere stato dimenticato per molti anni… nessuno che controlli, nessuno che si accorga di nulla e soprattutto nessuno che paghi le bollette almeno una volta all’anno.

Improbabile ma non abbastanza rilevante per la giustizia….



CONDOMìNI MOROSI PER 17 MLN DI EURO

Tra i 57 milioni tuttavia (è la seconda cifra da tenere a mente) quasi 17 milioni di euro sono imputabili a morosità di interi condomìni.

Alt fermi tutti.

Significa che centinaia di condomìni nei 64 comuni serviti da Aca non hanno pagato l’acqua.

Come è possibile che questo sia avvenuto?

Forse i motivi non sono tanti, di certo per generare una morosità deve essere emesso il ruolo e dunque notificate le bollette.

A questo punto potrebbero verificarsi due eventualità: la prima è che i condòmini non paghino, la seconda è che l’amministratore del condominio non paghi pur avendo incassato i soldi.

Nel primo caso sarebbe interessante capire come possa un intero condominio non pagare le bollette e come un amministratore possa permettere che questo avvenga per anni.

Per la seconda ipotesi siamo pienamente nel campo poco onorevole di una azione truffaldina o maldestra degli amministratori condominiali che incassano le somme dei condomìni ma non le versano all’Aca (generando la morosità per i condòmini).

Ed è questo il tipo di truffa dal quale bisogna guardarsi tutelandosi in un solo modo possibile: visionare le ricevute di pagamento e gli estratti conto con beneficiario l’Aca.

Si consideri che dai 17 mln circa, 7 mln è la cifra che dovrebbe rientrare grazie a specifici piani di rientro rinegoziati. Significa che condomìni hanno deciso di pagare accollandosi multe e oneri accessori dovuti alla riscossione tardiva.

Ora potrebbe -in ipotesi- accadere persino che dopo che gli amministratori di condomìnio abbiano gestito le cifre incassate per fare altro, possano aver sottoscritto un piano di rientro con l’Aca persino senza dire nulla agli stessi inquilini per non far scoprire la truffa o la gestione maldestra del denaro.

In questo caso si pagheranno cifre ingenti aggiuntive per morosità senza nemmeno saperlo e pagando il danno creato dall’amministratore.

Si tratta di eventualità possibile perchè un monte morosità così alto per i condomìni avrebbe dovuto indurre a qualche riflessione in più da parte di Aca e magari di una magistratura attenta e curiosa.

Senza contare che una buona fetta di queste morosità sono inerenti i condomìni popolari gestiti da Ater e Comune di Pescara che in teoria potrebbero essere parti offese ma pare che non lo sappiano o non gli interessi l’argomento che dovrebbero conoscere bene.



LE RESPONSABILITA’ DELL’ACA

E qui arriviamo ai risvolti pubblici del carrozzone politico e “impacciato” come l’Aca è ancora oggi.

Bisogna evidenziare come le morosità e le eventuali truffe siano possibili solo grazie alla inerzia della società pubblica, alla sua imperizia, e alla sua sciatteria nel gestire un servizio pubblico così importante.

Se, infatti, il settore riscossione Aca funzionasse davvero sarebbe matematicamente impossibile generare morosità riferibile a 5,6, o addirittura 7 anni di mancati pagamenti che significa che per questo periodo nessuno ha controllato o preteso il pagamento.

Un comportamento che di certo ha generato un danno erariale più che rilevante che potrebbe essere pari a quei crediti non più esigibili.

Ma anche su questo fronte non sembra che la cosa interessi molto a chi dovrebbe controllare o avrebbe dovuto farlo.

Anzi grazie al sistema giudiziario l’Aca è stata salvata ed ammessa al concordato preventivo il che significa che tutti i danni provocati dalla gestione del partito dell’acqua sarà pagata dagli imprenditori che con Aca hanno lavorato e che incasseranno se va bene il 60% di quello che gli spettava.

Qualunque impresa privata che operasse in questo modo sarebbe destinata a morire dopo una settimana ma trattandosi di società pubblica di cui la politica si serve, a tamponare le falle degli amministratori sono da sempre i cittadini con le loro tasse ed oggi sospettiamo anche ignari condòmini che hanno avuto la sventura di imbattersi nell’Aca e in amministratori poco corretti.

Un consiglio spassionato: se abitate in un condomìnio richiedete oggi stesso al vostro amministratore la prova degli avvenuti pagamenti negli anni all’Aca (e magari anche delle altre utenze condominiali).

Visto che su questo “sistema” non c’è copyright meglio controllare tutto.

Non si sa mai...

a.b.

(...continua....)