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Regione Abruzzo «danno erariale ingente»: bloccata indennità di rischio a guardie mediche

«Restituiscano quanto preso illegittimamente in 10 anni»

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Regione Abruzzo «danno erariale ingente»: bloccata indennità di rischio a guardie mediche

ABRUZZO. Una nuova brutta, bruttissima gatta da pelare per la Regione Abruzzo che nei giorni scorsi ha scoperto che la Corte dei Conti si sta muovendo per un presunto danno erariale da migliaia e migliaia di euro. Ancora peggio per i medici delle guardie mediche che avranno dai mesi prossimi una busta paga più leggera e rischiano di dover restituire quanto la Regione stessa gli ha dato. Si tratta di cifre ingenti. Milioni.

Al centro della questione c’è una indennità aggiuntiva concessa alle guardie mediche dal 2006 ad oggi, praticamente 11 anni di soldi sborsati indebitamente e che la magistratura contabile oggi ritiene illegittimi.

Si parla di 4 euro in più per ogni ora di lavoro: una cifra che va ad aggiungersi ai 22 euro l’ora stabiliti dal contratto nazionale del lavoro (rideterminato nel 2008, nel 2005 erano 20,84 euro).

Dunque ora che si fa?

La Regione ha praticamente deciso che dal prossimo 1° agosto questa retribuzione aggiuntiva dovrà essere eliminata. Ma non solo: bisogna attivarsi per recuperare tutte le somme fin qui illegittimamente elargite. E già si intravedono barricate dei sindacati e vertenze per difendere un diritto acquisito...

Insomma: un lavoro mastodontico e un bel problema per i medici che non solo da agosto dovranno rinunciare a 4 euro all’ora ma che saranno chiamati a restituire  quanto preso indebitamente.

 


REGIONE SULL’ATTENTI

Negli uffici della Regione negli ultimi giorni di giugno la notizia è piombata come un fulmine a ciel sereno: la procura regionale ha inviato un decreto di richiesta di documenti e informazioni. Si sta indagando per un presunto danno erariale a carico del bilancio regionale.

I magistrati contabili parlano di un «elevato pregiudizio alle pubbliche finanze» proprio a causa dell’erogazione in favori delle Guardie mediche abruzzesi che svolgono assistenza h24 da parte delle Asl dell’indennità «per i rischi legati alla tipologia dell’incarico».

I 4 euro all’ora in più vennero previsti in un accordo integrativo regionale tra medici e Sistema Nazionale approvato dalla giunta Del Turco ad agosto del 2006.

Una indennità che però viene ritenuta illegittima perché in contrasto con l’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti con i medici che prevede dal 1° gennaio 2004 (e dunque da prima della delibera di giunta regionale) un onorario omnicomprensivo  che ingloba tutte le voci  di costo.

Insomma, tutto compreso.

Non c’è bisogno di altro.

Di sicuro i medici non la prenderanno bene anche perché in oltre 10 anni avranno maturato migliaia di euro ‘non dovuti’ che adesso dovranno restituire.

Non è escluso che nascano contenziosi ma per il momento la Regione dovrà fornire chiarimenti alla procura contabile spiegando anche che intenzioni ha e come vuole muoversi.

In realtà negli uffici sembrano avere già le idee chiare. Prima di tutto la prima cosa sarà sospendere, già dal 1° agosto, l’indennità ma soprattutto si è deciso di dare mandato ai manager delle 4 Asl di muoversi per le procedure di recupero e di informare i medici di questa grossa novità che li riguarda (anche per non far scattare la prescrizione).

Bisogna avvertire proprio tutti, anche quelli che non ricoprono più l’incarico ma che in passato hanno percepito il compenso illegittimo.

Dunque medici, occhio alla casella di posta e mano al portafoglio. In alternativa: pronti alla guerra.



Alessandra Lotti