LA SOLUZIONE

Scontro Province e Regione: si fa pace cambiando la legge

Saranno riassegnate alle Province alcune funzioni che nel frattempo stavano creando problemi

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Scontro Province e Regione: si fa pace cambiando la legge

PESCARA. Il problema era serio e sembrava insuperabile: invece una risposta è stata trovata. Si torna indietro, si cambia la legge e la questione è chiusa. Almeno per il momento perché ci dovrà essere anche un passaggio in Consiglio regionale al quale spetta il sì definitivo.

Il problema è scoppiato lo scorso 30 giugno quando sono scaduti i termini entro i quali la Regione sarebbe dovuta subentrare nelle quote di partecipazione di ‘Pescara Ambiente’ dal momento che con la legge Delrio proprio la Regione è l'unico ente che ha poteri in materia di energia, comprese le funzioni di controllo degli impianti termici.

La stessa situazione si è creata anche per quanto riguarda la Provincia di Chieti e di Teramo e il servizio è svolto dalla Regione solo per la provincia dell'Aquila.

Infatti ieri nel corso della seduta del CAL, il Consiglio delle Autonomie Locali, e' stata approvata all'unanimita' la proposta di modifica della legge regionale per il riordino delle funzioni provinciali, promossa dalla Regione Abruzzo, e su cui ha relazionato il presidente della Provincia di Chieti, Mario Pupillo.

Il disegno di legge andra' a modificare la precedente legge regionale entrata in vigore a novembre 2015 (l.r. n 32 del 20 ottobre 2015) con cui la Regione Abruzzo ha dato attuazione alla Riforma Delrio, riattribuendo la titolarita' della materia di Energia e di Controllo degli impianti termici nuovamente in capo alle quattro province abruzzesi.

Tutto questo sebbene sul controllo degli impianti termici le Province di Chieti, Pescara e Teramo avevano continuato fino ad oggi - gioco forza - a svolgere la funzione sui rispettivi territori attraverso le societa' partecipate pur non avendone la titolarita'.

Su questo punto è stata molto forte la pressione del Governatore Luciano D’Alfonso e della Giunta in questa direzione, ben accolta dalle espressioni delle autonomie locali presenti a L'Aquila e in particolare dai rappresentanti delle quattro province abruzzesi, che con questo provvedimento «vedranno recuperare la legittimita' in un ambito operativo importante, dove hanno maturato esperienza e competenze tecniche necessarie».

«Nessuna nota stonata nei rapporti tra Provincia di Pescara e Regione – assicura il presidente dell'Unione province abruzzesi Antonio Di Marco, che qualche giorno fa aveva inviato una diffida alla Regione e ieri ha garantito che su questo progetto c'e' stata la totale intesa con il presidente Luciano D'Alfonso».

Entrando nel merito del provvedimento Di Marco ha ringraziato la Giunta regionale che con questo passaggio al CAL ha provveduto «a riconfigurare l'assetto istituzionale impostato a suo tempo con la legge regionale n. 32 ponendo maggior attenzione all'individuazione dell'ambito ottimale di gestione dei servizi che in questa ipotesi coincide con le province stesse».

Lo step successivo avverra' in Consiglio regionale, dove verra' messa ai voti la proposta avallata dal CAL.

«Tutto questo per le Province abruzzesi significa molto di più», chiarisce Di Marco: «significa avere una riconferma del ruolo istituzionale in concreto mai perso, nonostante la Riforma Delrio che ha ridefinito le funzioni fondamentali delle province senza affatto ridurle. Al contrario, la legge Delrio ha anche creato spazi operativi interessanti che come Province italiane abbiamo ora intenzione di implementare non appena si ripristineranno le condizioni finanziarie di ordinari eta', su cui attendiamo dal Governo risposte nella legge di bilancio 2018».

Resta da capire come sciogliere i problemi che restano sul tavolo e che Di Marco aveva raccontato nella diffida inviata alla Regione. Come quella che ruota intorno alla convenzione che c'è al momento tra la Provincia di Pescara e la società partecipata per le funzioni di controllo degli impianti termici che scade il 31 dicembre prossimo ( e così anche a Chieti e Teramo). La procedura per il rinnovo prevedeva l'approvazione del nuovo piano industriale entro il mese di giugno.

Approvazione che non c’è stata perché la Provincia non ha più la titolarità della funzione e non può procedere ad alcun approvazione del piano industriale.

Bisognerà aspettare probabilmente aspettare il sì del Consiglio regionale e poi recuperare anche questo aspetto. Il tutto entro la fine dell’anno, prima che la convenzione scada.