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E’ già cassa integrazione per il nuovo Centro

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‘Il Centro’ ancora in sciopero: altri 4 giorni di sciopero tra rabbia e delusione

 

 

ABRUZZO. Cassa integrazione guadagni "a zero ore e senza rotazione per 24 mesi" (di cui, fra l'altro, solo 12 sono certi)" per nove lavoratori del quotidiano 'Il Centro'. Lo rende noto la Slc-Cgil Abruzzo, che chiede "l'interessamento delle autorita' regionali al fine di sventare un ulteriore calo dell'occupazione che, peraltro, gia' affligge pesantemente la nostra regione".

Appena il tempo per festeggiare il superamento delle 13mila copie nelmese di maggio che arriva la brutta notizia a meno di un anno dal passagigo di proprietà dal gruppo l’Espresso a quello dei quattro cavalieri abruzzesi (Luigi Pierangeli, Cristiano Artoni, Luigi Palmerini e Alberto Leonardis) chiamati a salvare il principale giornale regionale.

 

Il 14 luglio - si legge nel comunicato sindacale- e' stato firmato un accordo tra le parti, che interessera' nove lavoratori.

Una situazione non rosea che arriva per certi versi inaspettata per chi aveva creduto alla forza salvifica del passaggio di proprietà e che ora deve fare i conti con 1,8 milioni di euro di perdite dichiarate.

«La cessione - scrive il sindacato - fu accolta dalle maestranze nella speranza che un giornale locale, retto da imprenditori locali, potesse ricevere quelle attenzioni e quella spinta propulsiva che un grande gruppo editoriale, con pubblicazioni locali e nazionali sparse in tutta Italia, non riusciva ad assicurare. Invece, con la soppressione dell'attivita' di impaginazione, di archivio, di reception (centralino e accoglienza visitatori) e fattorino si sta verificando l'esatto contrario».

«Con l'allontanamento di questi 9 lavoratori - la proprieta' proponeva 15 esuberi su 20 addetti - il giornale sara' piu' povero, piu' standardizzato e con meno servizi resi al personale giornalistico e di conseguenza ai lettori. Ci si aspettava una maggiore attenzione da imprenditori abruzzesi verso un prodotto abruzzese con maestranze quasi interamente abruzzesi, cosi' non e' stato. La nuova proprieta' - sostiene il sindacato - non ha voluto nemmeno prendere in considerazione la proposta di volontaria riduzione d'orario, tramite l'attivazione del part-time per 15 lavoratori per salvare tutti i dipendenti. In tal modo, i lavoratori, con grande senso di responsabilita', volevano contribuire a far fronte alla crisi economica in modo assolutamente non traumatico e di dare la possibilita' alla nuova proprieta' di mantenere integra l'erogazione dei servizi e dare un segnale forte, anche verso l'opinione pubblica, di determinazione nella salvaguardia dell'occupazione locale».

Da settimane si parla anche di ulteriori attività per arginare le perdite e far quadrare i conti limando su spese o tagliando quelle giudicate superflue.

Tra le ipotesi anche un nuovo cambio di sede del giornale ed un avvicinamento per esempio alla “sorella” ritrovata Rete8. Tutto dipenderà dai numeri dei prossimi mesi.

 

A proposito del passato è notizia di ieri riportata da Il Fattoquotidiano di una inchiesta aperta alla procura di Roma  che contesta per ora alla famiglia De Benedetti (proprietaria del gruppo Espresso-La Repubblica che ha ceduto il Centro) di aver usufruito delle provvidenze statali e delle facilitazioni contributive previste dal riconoscimento dello “stato di crisi” nel settore dell’editoria tra il 2012 e il 2015.

In questi giorni i finanzieri del Gruppo investigativo sulla criminalità economica e finanziaria del Nucleo di polizia tributaria di Roma stanno acquisendo documentazione e riscontri testimoniali. L’indagine nasce da un’inchiesta interna avviata dall’Inps rivelata, a partire dall’agosto scorso.