L'UOMO SOLO AL COMANDO

D’Alfonso: meno delibere ma è ancora record di proposte tra mille impegni

La giunta che dice, la giunta che fa: solo Paolucci si avvicina ai numeri del presidentissimo

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Interviene D’Alfonso ed i tagli al San Liberatore di Atri spariscono

Luciano D'Alfonso

 

ABRUZZO. Nei primi 6 mesi del 2017 il super presidente della Regione Luciano D’Alfonso si è dimostrato ancora una volta il più stakanovista della giunta.

E’ lui, governatore che si è tenuto per sé anche le deleghe ai Trasporti, Cultura ed Energia, il vero motore (quasi l’unico) di questo governo regionale: lo dicono pure i numeri.

Delle 317 delibere di giunta pubblicate sul sito ufficiale della Regione nei primi 6 mesi dell’anno (sulle 340 votate, dunque ne mancano 23 all’appello) ben 122 sono state proposte dal presidentissimo (quasi 5 a settimana).

A pari merito l’assessore alla Sanità e Bilancio, Silvio Paolucci, che sicuramente a differenza di D’Alfonso ha meno impegni. Per tutti gli altri ben poca roba: appena 21 le delibere proposte dell’assessore Donato Di Matteo, 18 quelle dell’assessore al Sociale Marinella Sclocco,  15 per l’assessore all’Agricoltura Dino Pepe, 14 quelle del vice presidente Giovanni Lolli, 5 per Andrea Gerosolimo.

 

Arrivati a metà anno si può dire anche che statisticamente il rendimento propositivo sembra sceso rispetto all’anno scorso quando in 12 mesi la giunta ha proposto in totale 953 delibere (ma ne sono state pubblicate solo 946, dunque ne mancano 7 all’appello).

Se anche nella seconda metà del 2017 si dovesse seguire lo stesso andamento infatti si chiuderebbe l’anno con circa 650 delibere, quasi 300 in meno rispetto all’anno precedente. Ma potrebbe anche essere che l’autunno darà una ventata di proposte.

Di sicuro il proponente delle delibere non è colui che redige materialmente l’atto, o meglio si avvale della collaborazione di tecnici: c’è l’estensore, il responsabile dell’Ufficio, il dirigente del servizio e il segretario della giunta, ovvero l’avvocato Daniela Valenza che oggi lavora al fianco di D’Alfonso e che in passato ha collaborato strettamente con lo studio Milia nella efficace difesa nel processo Housework dell’ex sindaco di Pescara.

Ma è ovvio che è il politico che dà la spinta propositiva per una delibera.

E come mai gli altri assessori spingono poco?

C’è poco da fare?

Ad esempio, da febbraio scorso, ovvero da quando D’Alfonso ha passato la sua delega al Turismo nelle mani del vice presidente Giovanni Lolli, non sono state proposte delibere sull’argomento, di certo non secondario per una regione che vorrebbe puntare anche su questo settore.

L’ultimo atto sul tema, infatti, risale a gennaio, quando la delega era ancora di D’Alfonso. Il presidente ha esaurito tutto sull’argomento presentando il piano triennale?

Probabilmente sì.

Il 2016, tanto per cambiare,  si era chiuso comunque con il predominio decisionale assoluto del presidente D’Alfonso con 462 delibere. Paolucci aveva chiuso a 263, Lolli a 73, Sclocco a 55, Di Matteo a 46, Pepe a 38, Gerosolimo 15.

Per raggiungere questi numeri anche nel 2017 sembra palese che gli assessori dovranno inventarsi qualcosa di grosso, magari raccogliendo le istanze dei territori.

Ancora di più si era fatto nel 2015, il primo anno ‘intero’ per la giunta dalfonsiana, piena di entusiasmo perché ancora all’inizio della grande corsa faticosa della regione veloce che dice e che fa.

E l’entusiasmo era palpabile anche dai freddi numeri: 1133 delibera approvate (3 ne mancano all’appello tra quelle pubblicate) e, non c’è neanche bisogno di dirlo, il più produttivo fu anche allora il presidente con 437 proposte di delibera. A ruota Paolucci con 347. Netta differenza tra ieri e oggi per l’assessore all’agricoltura Dino Pepe con 73 proposte (l’anno successivo la metà). Più lavoro ‘propositivo’ anche per Sclocco con 76 delibere e Di Matteo con 75, Mario Mazzocca 67 e Andrea Gerosolimo 4.

E che dire dell’annata 2014? Nei primi 6 mesi di attività (da giugno a gennaio) D’Alfonso ha fatto subito capire di che pasta è fatto : 139 delibere sue, 128 per Paolucci, 53 per Sclocco (lo stesso numero dell’intero 2016), Pepe a 27, Di Matteo 23, Lolli 27, Mazzocca 44.

Forse la stanchezza sta avendo la meglio e almeno dal punto di vista della produzione delle delibere si nota il calo di tensione, forse più dovuto a distrazioni che altro...

 



NON CALANO GLI IMPEGNI TRA ISTITUZIONI E AMICI

Sono infatti tante le cose da fare e che si fanno tra incontri, eventi, interviste, conferenze stampa e non si può dire che gli assessori si chiudano in ufficio a scrivere delibere.

Lo stesso dicasi per D’Alfonso  che continua a mantenere un ritmo di impegni elevatissimo preferendo incontri istituzionali di altissimo livello e per lo più finalizzati e concreti anche se non disdegna comparsate variegate e fini a se stesse.

Basta scrutare ogni giorno la sua agenda che rimbalza puntualmente  anche sul profilo Facebook. Giorni intensi, girovagando per tutto Abruzzo per impegni più o meno istituzionali. Capatine a Roma, senza sosta «pattinando tra trappolette, denuncette e "colichette contrarianti" messe in campo appositamente», come ha scritto qualche giorno fa riferendosi ai suoi avversari politici.

La sveglia suona presto, alle 8-8.30 solitamente è già in pista. E giugno è stato decisamente duro tra elezioni e ballottaggi (e delusioni). E poi l’inaugurazione dell’amato Ponte Nuovo che gli ha consentito di tornare a fare il “sindaco di Pescara”, tra una biciclettata con il ministro Delrio, taglio del nastro e passeggiate sull’asfalto nuovo di pacca.

E poi ancora telefonate con la Boschi per questioni per ora top secret e impegni più o meno gravosi.

Domenica scorsa si è concesso «60 minuti di mare»: è arrivato in moto, la sua passione, e poi con il rumore delle onde che riecheggiava ancora nelle orecchie è andato a Villa Badessa di Rosciano, in rappresentanza del Governo di Edi Rama, «a salutare la comunita' albanese».

C’era stato già due volte anche nei giorni precedenti: per l’inaugurazione della nuova cantina dell’azienda Marramiero e poi pure per un incontro con alcuni amministratori con tanto di visita al Castello medioevale e alla Chiesa bizantina Santa Maria Assunta: tanti sorrisi e abbracci a favore di telefonini con le foto apparse pure su Facebook.

Qualche giorno prima ha partecipato anche all’inaugurazione di una concessionaria automobilistica a San Giovanni Teatino che ha poi donato al Comune di Pescara un’auto ibrida.

Presente anche il titolare ufficiale di Palazzo di Città, Alessandrini.

Martedì era a Roma, dal premier Gentiloni, e la sua assenza è stata talmente ingombrante che la maggioranza ha deciso che fosse meglio sospendere la seduta del Consiglio regionale, rimandata al prossimo 4 luglio.

La minoranza ha parlato di fuga del Pd a poche ore dal ballottaggio ma loro negano: «non c’entra niente».

Irraggiungibile presidente. Inarrestabile.

 

Alessandra Lotti