(INDI)GESTIONE

Ruzzo Reti, ancora spese per comunicazione, reputazione on line e digitalizzazione bollette

Chiesta anche una consulenza all’Istituto Superiore di Sanità. Spiccioli anche per estintori e ringhiere

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Ruzzo: conti in rosso e il conguaglio sulla bolletta è un salasso per i cittadini

TERAMO. Capire la Ruzzo Reti, società pubblica che gestisce il servizio idrico pubblico nella provincia di Teramo, non è sempre una cosa semplice.

Anche ad analizzare i tanti documenti pubblicati (talvolta infarciti di troppi omissis random che ne limitano fortemente la comprensione) non si riesce da avere una idea chiara sulla gestione della distribuzione dell’acqua potabile anche perchè molte delle spese riguardano aspetti che non afferiscono direttamente alla gestione degli acquedotti.

Sole nell’ultimo anno e mezzo si parla di oltre mezzo milione di euro per consulenze esterne.

L’ultima in ordine di tempo quella da 18 mila euro per il consulente della comunicazione Nicola Catenaro: un anno e mezzo di attività che, come ha spiegato il professionista a PrimaDaNoi.it, fino ad una settimana fa non era ancora partita e che invece oggi inaugura la sua prima comunicazione istituzionale.

Comunque Catenaro non è l’unico esperto di comunicazione che la Ruzzo ha deciso di assoldare. Già perché subito dopo l’emergenza idrica e l’allarme sull’acqua non potabile (poi in qualche modo smentita ufficialmente dalle analisi di qualche ora dopo) il cda ha capito che c’era molto di più da fare dei semplici comunicati stampa per informare la popolazione.

Il presidente Antonio Forlini fin da subito ha parlato di «credibilità ai minimi storici» e danno di immagine rilevante: da qui la decisione di chiamare ben 3 professionisti, direttamente, per affidare loro un incarico di appena 15 giorni, da 14 mila euro (dal 12 al 31 maggio).

Il compito?

Di quelli importanti: gestire «la comunicazione di crisi» ma anche monitorare «social media e piattaforme online (blog e siti)». Una sorta di monitoraggio per capire cosa si dice della Ruzzo e che reputazione abbia on line.

Che fosse necessario un pool di esperti in questo senso è stato deciso nella riunione del cda dello scorso 1° giugno ma la delibera è stata pubblicata on line solo 16 giorni dopo.

I nomi degli esperti sono stati forniti dalla Burson- Marsteller S.r.l., «leader nel settore», spiega il cda.

La società si presenta sul proprio sito come dedita alla «consulenza di comunicazione e relazioni pubbliche globale con oltre 100 uffici nelle principali città del mondo». In Italia ha due sedi, una a Roma e un’altra a Milano. Le altre sparse tra Ne Work, Miami, Hong Kong…

Si tratta di una delle società più importanti del mondo che si occupa proprio di crisi aziendali e sempre sul sito internet si spiega: «spesso i clienti ci coinvolgono durante un periodo di crisi, in occasione di un lancio di un brand o in altre fasi che prevedano un cambiamento o una transizione rilevante. Si rivolgono a noi per ottenere soluzioni di comunicazione specifiche e noi identifichiamo per loro sfide e opportunità, monitoriamo lo scenario, progettiamo campagne mirate e ci impegniamo a farlo con onestà, integrità ed eccellenza».

I tre consulenti sono tutti interni alla società stessa. La prima: Delia Ciccarelli che, come spiegato nella delibera del cda, si sarebbe dovuta occupare in prima persona delle relazioni con i media e la preparazione di incontri con le istituzioni, «garantendo servizi e consulenze in modalità 7x24», ovvero sempre reperibile. Ciccarelli è esperta di «comunicazione in stato di crisi per clienti multinazionali e PMI, spaziando in diversi settori, con particolare esperienza nel food & retail».

E poi ancora Fabio Caporizzi, amministratore Delegato di Burson-Marsteller, chiamato «per la preparazione dei messaggi ed elaborazione delle strategie di comunicazione» e il giornalista Daniele Zibetti responsabile del monitoraggio media e della segreteria per le relazioni con i media.

Che cosa abbiano realmente prodotto in 15 giorni non è noto.

Di sicuro la Ruzzo Reti ora sa con certezza quale reputazione abbia nel mondo; poi un giorno potrebbe affidare anche una nuova consulenza legale per capire di chi sono eventualmente le responsabilità di una (eventuale?) reputazione zoppicante: di qualche giornale antipatico che pubblica documenti e verità o di qualche amministratore refrattario alla vera trasparenza?



LE BOLLETTE NON RECAPITATE

Ma nelle ultime settimane c’è stata anche un’altra emergenza da affrontare in casa Ruzzo come quella delle bollette non recapitate e la loro gestione. Si calcola che ad ogni ciclo di bollette almeno 3 mila non arrivino a destinazione.

Dunque dopo che si sono accumulati scatoloni interi di bollette non recapitate per anni ed anni ed anni il Ruzzo che fa? Sigilla i contatori di quelle utenze? No, decide di spendere 29.760 euro oltre IVA per la digitalizzazione delle fatture che secondo alcuni essendo state emesse dall’azienda stessa non dovrebbero essere digitalizzate di nuovo, in quanto inviate già, in forma digitale alle agenzie che si occupano della stampa e dalla spedizione.


LA SICUREZZA DELL’ACQUA, CONVENZIONE DA 50 MILA EURO

Costerà, invece, 50 mila euro la convenzione di 18 mesi con l’Istituto Superiore di Sanità per la stesura del Piano di Sicurezza delle Acque di cui si parla già dall’inizio del 2017.

E’ stata richiesta alla Regione, alla ASL di Teramo, all’ARTA, all’Istituto Superiore di Sanità, all’Università degli studi dell’Aquila, a Strada dei Parchi e all’ Istituto Zooprofilattico di Teramo, la disponibilità di una o più figure competenti in materia di tutela della salute e salvaguardia ambientale, proprio per supportare la redazione e implementazione del PSA.

Il gruppo di lavoro dovrà identificare e controllare tutti i pericoli relativi alla potenziale contaminazione dell’acqua, «in ogni fase interna alla filiera idropotabile».

Gli esperti indicati dagli Enti coinvolti, saranno coordinati da «un team leader, scelto nell'ambito dei dirigenti aziendali, dotato delle competenze necessarie ad interagire con tutte le professionalità coinvolte nel team».

L’Istituto Superiore di Sanità il 18 maggio scorso via email ha inviato alla Ruzzo una proposta di Contratto di Ricerca tra i due Enti, per formalizzare le attività relative alla realizzazione del Piano. La convenzione regola tra l’altro i rapporti economici ed amministrativi derivanti dal supporto tecnico scientifico che sarà fornito dall’Istituto Superiore della Sanità.

E qui scatta la spesa di 50 mila euro: 20 mila da versare alla stipula del contratto, 25 entro i 12 mesi successivi e 5 mila euro entro 18 mesi dalla stipula.

L'Istituto Superiore di Sanità dovrebbe essere tra l'altro l'ente che dovrebbe controllare la Ruzzo nella sua gestione della risorsa idrica.

Da questa richiesta si evince con assoluta certezza che la Ruzzo non ha al suo interno e magari non ha vuto in passato figure competenti in materia di tutela della salute e salvaguardia ambientale.


LE SPESUCCE E GLI IMBARAZZI

Insomma un’altra bella fuoriuscita che coincide anche con piccole ‘spesucce’ che la società ha affrontato negli ultimi mesi per piccoli e grandi problemi negli uffici.

Come i 3.300 euro spesi per la sostituzione delle ringhiere dei balconi delle stanze del servizio fognatura e depurazione nella sede centrale in via Dati, a Teramo.

Praticamente dopo un sopralluogo si sono accorti che le ringhiere erano pericolose e che non avrebbero assicurato «la protezione delle cadute dall’alto». Un pericolo evidente, dunque, dovuto «all’altezza e al pessimo stato di conservazione».

I lavori si dovranno concludere entro il 10 luglio con una penale di 3,21 euro per ogni giorno di ritardo.

Altri 700 euro, invece, sono stati spesi per la riparazione delle porte antipanico rotte e 10 mila euro per la sostituzione di 130 estintori. Sono serviti invece 480 euro per riparare il condizionatore al piano terra dove ci sono gli uffici finanziari. E poi ancora 2 mila euro per toner stampanti (26 in totale) acquistati da una ditta di Milano perché dopo una comparazione con i prezzi dei fornitori locali quello assicurato dalla società del nord è stato ritenuto «particolarmente vantaggioso».

E che Ruzzo preferisca ‘acquistare’ fuori dall’Abruzzo lo confermano anche le consulenze legali. Spesso, infatti, si va a pescare nella capitale.

Delle consulenze legali esterne abbiamo già parlato ampiamente: una scelta ‘obbligata’ non solo perché non c’è personale interno, come si chiarisce in un verbale del cda del 24 aprile corso.

Qualche mese fa, infatti, il responsabile del Servizio Legale interno, Vincenzo Di Marco, ha chiesto ai vertici il supporto di un avvocato esterno. Perché? Da solo non ce la faceva? No, perché la materia da trattare era legata a contenziosi promossi dai dipendenti nei confronti della società.

Dunque per risolvere «spiacevoli situazioni in ragione del rapporto di colleganza instauratosi con i colleghi» si è deciso di rivolgersi all’avvocato romano Marco Giardetti.

Un costo di 15 mila euro, così, per risolvere l’imbarazzo della «colleganza».

Alessandra Lotti