IL RECORD

Sbarchi e accoglienza: in Abruzzo 1 immigrato ogni 353 residenti

Nel 2017 si stimano in tutta Italia 200 mila arrivi contro i 63 mila del 2011

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Sbarchi e accoglienza: in Abruzzo 1 immigrato ogni 353 residenti

ABRUZZO. Sono 137.218 gli immigrati presenti in Italia nelle strutture di prima accoglienza: 3.500 in Abruzzo (il 2,6% del totale).

Praticamente in regione c’è un immigrato ogni 353 residenti.

La questione è di quelle spinose: da ultimo è stata la sindaca di Roma, Virginia Raggi, a parlare di saturazione del suo Comune nell’accoglienza di stranieri per motivi umanitari. Nel Lazio le persone accolte all’inizio del 2017 sono 14.886, di cui 4.231 nei Centri Sprar, 9.824 nei Centri di Accoglienza Straordinaria e 831 nei Centri di Prima Accoglienza.

Nella Città Metropolitana di Roma gli ultimi dati disponibili contano 2.769 posti disponibili nei Centri Sprar e 1.782 nei Centri di Accoglienza Straordinaria. Ad essi si aggiungono 4.000 o più persone (le stime sono variabili), per lo più interessate a trasferirsi in altri paesi europei, che vivono in strutture autogestite con il supporto del volontariato.

La questione continua a essere dibattuta e il Centro Studi e Ricerche Idos ritiene opportuno fornire un contributo presentando in maniera organica dati e considerazioni contenute nel Dossier Statistico Immigrazione e nell’Osservatorio Romano sulle Migrazioni.

Rispetto a qualche anno addietro, in Italia i richiedenti asilo sono notevolmente aumentati: 63.000 nel 2011 (anno delle “Primavere arabe”), scesi momentaneamente a 43.000 nell’anno successivo e a 13.000 nel 2013, per poi passare a 170.000 nel 2014, 154.000 nel 2015, 181.000 nel 2016, mentre si stima possano essere 200.000 nel 2017.


L’EMERGENZA GIURIDICA

L’emergenza, oltre che numerica, è anche di natura giuridica. Secondo il parere espresso in occasione di una causa ancora in corso dall’Avvocato Generale della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, di fronte ad arrivi così consistenti nel Mediterraneo, non è accettabile limitarsi all’applicazione della vigente normativa europea, addossando l’onere dell’accoglienza ai paesi di primo ingresso (Italia e Grecia in primis) senza pensare a una più equilibrata ripartizione.

La Corte, se si pronuncerà in tal senso, anticiperà la modifica che il Parlamento Europeo sta per proporre al Consiglio, il vero scoglio sulla via della riforma del Regolamento Dublino III e dell’attuazione del principio di solidarietà previsto dal Trattato di Lisbona del 2007 sul funzionamento dell’Unione Europea.

Al momento, però, l’accoglienza così regolata è obbligatoria e non può essere disattesa.

L’Italia, se non avesse istituito i cosiddetti hotspot o punti di crisi per la fotosegnalazione delle persone sbarcate e il loro inserimento nei centri di accoglienza, come disposto da una decisione del 2015 del Consiglio dell’UE, sarebbe stata passibile di un procedimento di infrazione, che invece ora pende sulla Repubblica Ceca, l’Ungheria e la Polonia, che non hanno ritenuto vincolanti le pur limitate ricollocazioni (170.000) dei nuovi arrivati per sgravare l’Italia e la Grecia.


LA DISTRIBUZIONE NELLE REGIONI

Al 31 dicembre 2016 sono stati 176.554 i richiedenti accolti: 137.218 nei Centri di Accoglienza Straordinaria (che fanno capo alle Prefetture), 820 negli hotspot, 14.694 presso i Centri di Prima Accoglienza e 23.822 nei Centri ordinari dello Sprar - Sistema per l’Accoglienza dei Richiedenti Asilo (che fa capo all’Anci su incarico del Ministero dell’Interno). L’incidenza dei Centri di accoglienza Straordinaria (oltre 3.000) è del 72% sull’insieme dei posti disponibili, con valori anche più elevati in alcune regioni.

In media, a tale data, è stata accolta per motivi umanitari una persona ogni 344 residenti.

A segnalarsi per una maggiore disponibilità è stato il piccolo Molise (1 immigrato accolto ogni 90 residenti) seguito, in maniera decrescente, da altre 6 Regioni di medio-piccola grandezza (Basilicata, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Sardegna e Umbria). Caratterizzate da 1 richiedente asilo ogni 300 residenti sono l’Abruzzo, l’Emilia Romagna, il Lazio, le Marche, il Piemonte, la Puglia, la Sicilia, la Toscana, il Veneto e le Province Autonome di Bolzano e Trento. Invece, la Campania, la Lombardia e la Valle d’Aosta contano 1 persona accolta ogni 400 abitanti.

Il Ministero dell’Interno ha concordato con l’Anci che l’accoglienza nelle grandi città, incrementando i posti Sprar, sia basata sul criterio di 2,5 richiedenti accolti ogni 1.000 abitanti per cui a Roma, un comune con quasi 3 milioni di residenti, servirebbero altri 2.800 posti.