BUCHI NERI

Come il “fantasma Dedalus”: ecco Cadra progetto Arit non pervenuto

Solita storia, soliti personaggi, solita noncuranza: dal 2004 sparito. Costato oltre 4 mln di euro

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Come il “fantasma Dedalus”: ecco Cadra progetto Arit non pervenuto

 

ABRUZZO. Più di qualcosa non torna, anzi proprio non… Cadra.

Certi progetti milionari, magari finanziati dall’Europa vengono presentati in pompa magna accompagnati da promesse roboanti tipo «soluzione all’avanguardia», «un progetto che permetterà di risolvere e snellire la pubblica amministrazione» e cose del genere.

Poi passano i decenni e qualcuno stupidamente aspetta che le parole diventino realtà.

Stupidamente, invece,  quell’iniziaiva -magari davvero buona e all’avanguardia all’epoca- si perde nei meandri delle stanze poco trasparenti della pubblica amministrazione o di qualche sua partecipata, diventando un incubo e una spesa di denaro inutile.

Roba del passato? Certo vecchia e stravevcchia ma non sepolta perchè il conto da pagare arriverà a breve ma non sarà affatto una “resa dei conti”.

 

Il Consigliere regionale Luciano Monticelli (PD) ha presentato una interrogazione a risposta orale per chiedere al Presidente della Regione  di conoscere lo stato di avanzamento delle attività relative al progetto “CADRA”.  

Si tratta di un progetto finalizzato alla realizzazione di un “Centro Servizi per l’Archiviazione Elettronica e Documentale” della Regione Abruzzo, gestito direttamente dalla Regione, con lo scopo di offrire diversi servizi per la Regione e gli Enti locali come: archiviazione elettronica dei documenti e relativa gestione, de- materializzazione dei documenti cartacei dei vari enti ed innovazione delle modalità di lavoro.

Si tratta di una interrogazione “telefonata” visto che già in diverse occasioni è stato lo stesso presidente Luciano D’Alfonso a parlare per la prima volta di questo sconosciuto e costoso progetto, adombrando misteri e inviando messaggi criptici a presunti responsabili. Una vicenda descritta come oscura che sembra si sia persa nella nebbia e nel buio delle stanze regionali.

Sempre D’Alfonso lo ha accostato in più di una occasione proprio al Fantasma Dedalus, un’altra vicenda incredibile per come si è trascinata ma ancor di più per come è scemata…

 

Ecco l’ennesima lista di siti vuoti e progetti informatici sconosciuti

LA GRANDE BEFFA TECNOLOGICA. ABRUZZO. Si è arrivati a pensarne di tutti i colori pur di intercettare i finanziamenti finanche «a riattivare il “Sistema di Avvistamento” medioevale». E’ ancora lunga la lista di progetti e siti la cui utilità resta sconosciuta e difficilmente verificabile.

Progetti inutili per 100mln. Castiglione:«sui siti vuoti è tutto ok»

LA GRANDE BEFFA TECNOLOGICA. ABRUZZO. Dopo l’inchiesta di PrimaDaNoi.it sugli investimenti milionari in tecnologia dai risultati sconosciuti, ieri l’assessore regionale Alfredo Castiglione ha dato finalmente una «risposta tecnica» all’interrogazione del consigliere regionale Carlo Costantini (Idv).

Castiglione tre metri sopra il cielo:«Informatica: sfida vinta»

PESCARA. Parole, grandi propositi, termini tecnici per fare chic. Il primo seminario sui temi dell’informatica voluta dall’assessore Castiglione si è tenuto ieri e hanno partecipato un gruppo di esperti e sostenitori.



CADRA, MISTERO MA NON PER TUTTI

 

Il punto è che molti dei progetti tecnologici che da 20 anni dovevano essere realizzati in Abruzzo (cifra stimata circa 1 miliardo di finanziamenti pubblici in gran parte europei) sono stati gestiti tutti dall’Arit, agenzia regionale per l’informatica, totalmente pubblica e in teoria controllata attentamente dalla Regione,  dove però molti dei progetti per centinaia di milioni si sono arenati e dove  sono successe troppe cose che la classe politica ha mai voluto vedere e chiarire.

Di quel passato restano sentori di bruciato e tonnellate di cenere in bella vista: quella dei soldi bruciati per progetti non funzionanti, inutili mai portati a termine e non utili.

L’inizio del millennio per l’Abruzzo doveva essere una occasione di sviluppo delle infrastrutture tecnologiche che avrebbero portato industrie, lavoro e benessere per tutti, ma si è deciso di farla andare diversamente ed oggi ne paghiamo le conseguenze dirette (centinaia di milioni spesi inutilmente) e indirette (chi investe in Abruzzo?...)  

Della grande abbuffata da 100mln di euro per (non) realizzare siti vuoti, inutili o mai messi on line ne parlammo con inedito stupore quasi 10 anni fa.

Poi abbiamo scoperto la grande beffa tecnologica e ne abbiamo riparlato tra il 2008 ed il 2012 senza che la classe politica si scomodasse nè desse il suo contributo di spiegazioni

l’avesse fatto almeno oggi non solo parleremmo d’altro.

 

Invece siamo ancora qui a “cercare di capire” che cosa è successo e con clamore e furbizia politica si tirano fuori dal cilindro casi eclatanti che non trovano praticamente mai riscontro nè in corrispondenti azioni delle procure, nè della Corte dei conti, quasi a dimostrazione che si tratti solo di esagerazione politica e/o giornalistica…

Così è stato per le vicende inerenti Abruzzo Engineering, i progetti farlocchi sul tracciamento dei rifiuti, l’anello della banda larga (oggi siamo già alla ultra larga…ma gli slogan sono gli stessi) .

Così è stato per il fantasma Dedalus dove lo stesso presidente  D’Alfonso dopo 10 anni ha   fatto esplodere un petardo travestito da bomba atomica che lui stesso ha abilmente disinnescato ma il progetto tecnologico ancora nessuno lo ha visto, sono stati spesi altri soldi, nessun responsabile è stato individuato nè allontanato dalla pubblica amministrazione  (è solo scemato il clamore...)

 

 




Che tutto il sistema ed il groviglio si sia replicato anche con Cadra?  


«Parliamo di un progetto che è parte di una serie di interventi contenuti in un Accordo Quadro tra Regione e Governo risalente al 2004 – afferma Monticelli nella sua interrogazione che ha l’aria di una minaccia – Tale progetto doveva essere gestito dalla Regione tramite l’Arit e doveva concretizzarsi nella realizzazione fisica del CADRA nello stabile regionale sito in località Salvaiezzi in provincia di Chieti. Nel giugno del 2006 l’Arit aggiudica in via definitiva la gara per il CADRA ad un raggruppamento di imprese per un importo complessivo di 4.090.050,00 euro. Da allora, sono emerse numerose criticità, tra le quali: il raggruppamento di imprese ha avuto uno slittamento dei tempi di esecuzione del progetto, lo stabile di Salvaiezzi che doveva accogliere il Cadra necessitava di lavori adeguamento, il progetto iniziale doveva essere rivisto e riprogettato alla nuova normativa del 2008. In sostanza- spiega Monticelli – il CADRA non è stato realizzato, ma sono state liquidate a due distinte società, una fattura di euro 157.344,73 ed una seconda di euro 48.095.00. Visto che è oggettivamente difficoltoso ricostruire una vicenda  permeata da oggettivi  ritardi, ho chiesto a D’Alfonso di conoscere lo stato dell’arte del progetto CADRA, quali sono ad oggi gli adempimenti previsti in capo all’Arit e se vi sono state inosservanze, infine di avere notizia della tempistica con cui la Giunta regionale ritiene di organizzare il procedimento di definitiva attuazione del CADRA».

 

 

ARIT, UNA CERTEZZA

 L’appalto per il progetto Cadra venne avviato  nel 2004 e il 20 marzo 2006 (piena era Del Turco) la gara denominata SI-II-11 «Centro servizi per archiviazione documentale» è stata aggiudicata al raggruppamento di imprese composto da


1) Alea Network srl (ex Tecnoconsud srl)

2) Corvallis spa (già Eds Informatica e Cultura srl. Inform srl e Infracom Italia srl spa)
3) Euroinformatica srl
4) Cyborg srl 

per un importo poi rimodulato di 4.090.050 mln

 

Il contratto d’appalto è stato stipulato il 28 marzo 2006 tra Arit e raggruppamento di imprese.

Il buco dura ben 9 anni, nel frattempo si procede lentamente con i lavori e stati di avanzamento.

Così Alea Network il 7 gennaio 2015 trasmettendo il XIII stato di avanzamento ad Arit chiede anche un collaudo in corso d’opera per le attività eseguite secondo quanto stabilito dal progetto esecutivo.

Poco dopo l’Arit certifica che tra i propri dipendenti ci sono professionalità adeguate per comporre una commissione di collaudo.

 

Poi del collaudo non si sa più nulla.

Manco a dirlo il mistero si infittisce dalla solita trasparenza che all’Arit è sempre stata una ipotesi e proprio all’agenzia che dovrebbe essere la più tecnologica l’albo pretorio proprio on line  non funziona, soprattutto se si cerca nell’archivio, soprattutto se si vogliono leggere documenti su Cadra. Niente da fare ma tanto non interessa a nessuno.

 

Siccome il progetto Cadra non è pronto, la Regione ha comunque dovuto affidare il servizio all’esterno svariate volte per cifre che in totale sono consistenti.

Soldi che si potevano probabilmente risparmiare e che ricadono sull’ignoto ritardo accumulato per cause fino ad ora ignote, ma non chiamatelo danno erariale….

 

 

Appalti informatica: l'Arit, le Asl e… la ditta teramana

TERAMO. La Regione apprezza l’Arit e l’Arit… apprezza Euroinformatica.



LE DITTE CHE LAVORANO SU CADRA


1) Tecnoconsud
è una ex società di progettazione poi fusa in Alea Network (anche nota come Anw Venture Consulting) che fa capo all’architetto Giuseppe Luciani, molto vicino al centrosinistra di Del Turco a poi a D’Alfonso, sindaco e futuro presidente della regione, e Alessandrini. Si occupa oggi di svariati settori dagli investimenti immobiliari, quelli finanziari, la progettazione, l’informatica e la comunicazione. Ha il pallino delle lobbies e preferisce lavorare in sinergia con grandi gruppi in associazioni e consorzi anche con pubbliche amministrazioni.
Nel 2016  risulta aver citato al tribunale de L’Aquila proprio l’Arit magari proprio per il caso Cadra.

 


2) Corvallis spa
(già Eds Informatica e Cultura srl. Inform srl e Infracom Italia srl spa) è una holding internazionale con diverse sedi in Italia e si occupa anche di informatica ad altissimi livelli

 


3) Euroinformatica srl.
di Mosciano Sant’Angelo. Se ci fosse un premio questa società potrebbe vincere quello per il maggior numero di appalti vinti con l’Arit (oltre agli affidamenti diretti) e in 15 anni (praticamente da quando è nata) sono stati davvero tantissimi  e l’ultimo appena pochi mesi fa. Nonostante i successi non sono mancate anhe piccole ombre e sospetti partiti persino da autorevoli esponenti mentre l’Arit continuava ad affidare appalti pur riscontrando sospette anomalie nelle offerte.

 Nulla ha impedito alla Euroinformatica di crescere e svilupparsi stringendo rapporti con i grandi colossi dell’informatica e continuando a lavorare per la “piccolissima” Arit.  

 

 


4) Cyborg srl
ha viaggiato spesso in compagnia di Euroinformatica e potrebbe ben competere con quest’ultima per il numero di appalti che è riuscita ad aggiudicarsi da sola o in compagnia. Dagli inizi del millennio sembrava essere la migliore società informatica a cui affidare progetti costosissimi e vitali per lo sviluppo regionale.

Con Arit la storia è molto lunga e si è occupata molto spesso di quelle opere e infrastrutture informatiche costosissime (un sito internet per metterlo su aveva bisogno di un milione di euro…) magari poi non portati a termine e dunque inutili.

 Poi la società è inciampata nell’inchiesta Caligola e sono emersi anche altri legami importanti con poteri e uomini di potere e amicizie giuste

 

 

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L’AQUILA. Nonostante la fatica di inserire in un apposito sito internet la documentazione inerente la gestione dell’emergenza post terremoto non mancano le polemiche sui costi sostenuti dalla struttura.ARIT: TUTTO IN REGOLA

 

All’Arit era consuetudine cambiare i progetti dopo l’appalto

LA GRANDE BEFFA TECNOLOGICA ABRUZZO. Una lettera di una società che in qualche modo si riteneva danneggiata chiedeva spiegazioni all’Arit perchè aveva cambiato i componenti di un progetto andato a gara ed aggiudicato.

 


LA CONSUETUDINE: DOPO L’APPALTO SI CAMBIAVANO I PROGETTI

Nelle nostre vecchie inchieste datate e ignorate documentammo persino una pratica non del tutto corretta sui maggiori appalti informatici gestiti dalll’Arit, cioè quella di cambiare i capitolati tecnici dopo l’aggiudicazione.

Alcune volte i cambiamenti erano talmente profondi da stravolgere il progetto iniziale. A parte rilievi giuridici, tecnici o di opportunità, nella migliore delle ipotesi ci si ritrovava lavori e opere ben diverse da quelle andate a gara.

Dall’altro lato, più di qualche aziende, fece notare che questo era un modo per aggirare la concorrenza in quanto nemmeno l’Arit poteva certificare che, se fosse andato a bando il progetto definitivo, avesse vinto sempre la stessa ditta.

Qualcuno ci vedeva anche dell’altro.

Sarà un caso ma poi alla fine anche con le modifiche postume i progetti sembravano avere falle o portati a termine con estrema difficoltà.  

 

Solo per fare alcuni esempi si può ricordare il progetto di "ampliamento servizi regionali a larga banda del SPC - Sviluppo dei servizi regionali a larga banda per la COMNET-RA (NET-HEALTH)", un progetto da € 1.506.750,00 Iva esclusa affidato alle ditte GFI Ois S.p.A, Hiteco S.r.l., Micso S.r.l. La gara si è conclusa nel 2005, negli anni successivi ha avuto diversi aggiustamenti e chissà come e dove è finito.

«Con questo progetto», si legge tra i documenti, «la Regione Abruzzo intende erogare servizi e fornire beni connessi all’estensione del sistema pubblico di connettività alle Asl regionali, ai presidi ospedalieri, all’amministrazione regionale, all’assessorato alla sanità, all’Arit e all’Università dell’Aquila. Il presente documento», si legge ancora, «recepisce le indicazioni fornite dalla Regione Abruzzo relativamente alle modalità di realizzazione dei servizi relativi al progetto e sostituisce i contenuti tecnici dell’offerta tecnica con la quale il raggruppamento temporaneo d’imprese si è aggiudicata la gara».

Stessa sorte per i milioni destinati poi alal creazione dei siti vuoti ed inutili.

Chissà se è un caso che dentro questo sistema ci è finito anche il “fantasma Dedalus” noto alla burocrazia come  "Rete di Medici di Medicina Generale MMG" 4,2 mln di euro iniziali poi lievitati a oltre 7.

Nella lista dei progetti esecutivi che in piccola o grande parte differisce dalle offerte tecniche vi sono anche: "Servizi di Telemedicina Specializzata EDU-HEALTH" (€ 1.119.750,00 assegnato a Cyborg S.r.l.) e il  "Centro Servizi per l'archiviazione documentale CADRA".

La Regione ha comunque concesso ulteriori fondi di finanziamento, la sede dell’intervento è il parco tecnologico e scientifico di Chieti in località Salvaiezzi (zona tra l’altro a rischio esondazione).

 

 Aspettiamo ora la versione del presidente D’Alfonso sul caso che dovrà rispondere all’interrogazione del collega Monticelli.

Possiamo scommettere già da ora che anche questa volta tutto verrà sistemato, il passato dimenticato così come i milioni ed i responsabili.

L’Arit?

“Cadra” in piedi anche questa volta e tutto sarà scaricato sulla collettività.

Come sempre.

 

a.b.