SVALUTAZIONI

«Valutazioni al ribasso», dirigenti regionali insorgono: «grande confusione, noi disprezzati»

Le contestazioni del Direr: «nessuna spiegazione sulle mancanze»

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«Valutazioni al ribasso», dirigenti regionali insorgono: «grande confusione, noi disprezzati»

ABRUZZO. Mortificati, nonostante il duro e faticoso lavoro svolto in condizioni ‘estreme’. Ma combattivi, decisi a far valere le proprie ragioni e ribaltare le valutazioni ottenute.

E così che si sentono i dirigenti della regione Abruzzo ai quali qualche giorno fa la giunta regionale ha notificato le schede di valutazione dell’anno 2015.

Il procedimento, a differenza che per il restante personale, è stato chiuso con un grande ritardo, basti pensare che solo pochi mesi fa è stata definitivamente conclusa la valutazione del 2014, manca ancora quella del 2016 e non si conosce quando il sistema potrà essere riallineato nei tempi ordinari.

«Il 2015» spiega Silvana De Paulis del sindacato Direr, «è stato un momento di grande confusione ordinamentale che ha visto la riorganizzazione interna della struttura regionale ed il conferimento dei nuovi incarichi dirigenziali senza l’ attribuzione di risorse umane e strumentali avvenuta quasi alla fine dell’anno. Anche il conferimento degli obiettivi operativi per ogni struttura è avvenuto in mancanza di qualsiasi momento di confronto e condivisione. Ciò nonostante nessuno si è tirato indietro dai propri compiti, facendosi carico anche delle disfunzioni e dei ritardi dovuti alla riorganizzazione in atto; molti dirigenti hanno dovuto svolgere anche incarichi ad interim, portando avanti il lavoro con sacrificio e spirito di servizio».

Poi, però, qualche giorno fa l’amara sorpresa. «All’atto della valutazione», conferma De Paulis, «invece di vedere premiato il merito e l’abnegazione, la dirigenza si è sentita vessata e disprezzata nella professionalità, peraltro sempre riconosciuta in passato».
Le valutazioni relative all’anno 2015, infatti, contengono punteggi numerici assai bassi, specie se confrontate con la media degli anni passati.



UN DIVERSO METRO DI GIUDIZIO?

Secondo il Direr questo sarebbe un diverso metro di giudizio proposto dall’Oiv (l’organismo di valutazione) che ha portato i Direttori a rimodulare al ribasso le schede già in precedenza compilate.

Dal verbale della Conferenza dei Direttori del 19 settembre 2016, svela De Paulis, risulterebbe suggerito, a posteriori quando già le valutazioni erano state fatte, un appiattimento dei giudizi per le competenze organizzative e gestionali di default su un punteggio di media pari a 2 su 4, senza bisogno di riscontri oggettivi o di motivazione.

«Non si è neanche tenuto conto delle specificità dei servizi con dei risultati che paiono attribuiti a caso», sottolineano dal sindacato.

L’accusa è precisa: «anche per il 2015 si è proceduto ad una valutazione della dirigenza senza oggettività, per assiomi e livellamenti e soprattutto immotivatamente, senza dare indicazioni utili al valutato sulle mancanze, né sulle modalità di miglioramento. Non c’è niente di più odioso che bluffare sulla meritocrazia, perché deprime le energie migliori. Una pubblica amministrazione meritevole genera dipendenti meritevoli».
I dirigenti stanno preparando le loro opposizioni e sono determinati ad andare fino in fondo per avere il giusto riconoscimento del loro merito e del lavoro fatto.