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Arap. Uil Fpl firma denunce a Procure e Anac: «incarichificio e mala gestio»

«Dobbiamo tutelare dipendenti e territorio»

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Abruzzo, lo sviluppo industriale affidato all’Arap e Leombroni

D'Alfonso e Leombroni

ABRUZZO. «Siamo costretti a rivolgerci, purtroppo, alla Procura della Repubblica, alla Procura Corte dei Conti e all’Anac per far cessare una gestione economica e finanziaria impropria da parte degli attuali vertici dell’Arap Regione Abruzzo».

Lo annuncia il segretario della Uilfpl Teramo, Alfiero Di Giammartino.

L’Arap, Azienda Regionale Attività Produttive, è nata nel 2011: è un ente pubblico economico saltato fuori dalla fusione dei Consorzi per lo Sviluppo Industriale.

Il sindacato prima di tutto contesta la nomina del commissario straordinario Giampiero Leombroni: «già capocantiere della ditta Toto, protagonista di una fulgida carriera», sottolinea Di Giammartino, «è uno dei pochi geometri ad aver assunto diversi incarichi da Dprigente per i quali dovrebbe essere previsto il possesso del titolo di studio di Laurea.



«SITUAZIONI INVEROSIMILI»

«Durante il periodo di gestione Commissariale», riferisce la Segreteria Uilfpl, «abbiamo assistito a delle situazioni inverosimili. Da un lato, sulla scorta di un nuovo piano industriale tendente a ridurre la spesa del personale, si propone il licenziamento collettivo di 31 unità e il demansionamento di altri, dall’altro sono stati spesi oltre 1,3 milioni di euro per incarichi, consulenze esterne e spese inutili o futili. Un vero Bancomat -sotto forma di “incarichificio”».

Il sindacato propone anche una lunga serie di esempi: «nonostante lo statuto dell’azienda non lo prevedesse è stato nominato un Direttore Generale per un costo annuo di 120.000 euro; nonostante le numerosi sedi esistenti sul territorio regionale è stata affittata una nuova sede a Cepagatti di Pescara per un costo di oltre 60.000 euro l’anno (probabilmente per facilitare la logistica del Direttore Generale che risiede a Cepagatti?)».

E poi ancora: «a Teramo nonostante il conferimento alla nuova ARAP da parte dell’ex Consorzio Industriale di circa 6,8 milioni (di cui 800.000,00 in contanti e 6 milioni attraverso la vendita di un appezzamento di terreno in località Gammarana -ex autocentro militare, demanio militare-), è in atto lo smantellamento dell’intera struttura impiegatizia -formata da oltre 25 addetti-, attraverso licenziamenti, dequalificazioni e trasferimenti».

Il sindacato ha dunque deciso di presentare una denuncia alla procura ordinaria e contabile.

In via amministrativa, oltre ad investire gli Organi Istituzionali della Regione Abruzzo, mediante l'invio di una relazione contenente, fra l'altro, una richiesta di apposita ispezione sulle attività svolte dal Commissario, provvederà ad interessare l'Autorità Nazionale Anticorruzione «per prevenire situazioni ritenute anche potenzialmente portatrici di conflitto di interessi».