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Blackout, Enel risarcisce i danni ma è l’ennesima beffa per gli abruzzesi

La disponibilità della società si trasforma in una serie di disagi per 600mila

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Blackout, Enel risarcisce i danni ma è l’ennesima beffa per gli abruzzesi


ABRUZZO. L’Enel “concede” agli abruzzesi il ristoro dei danni materiali. E’ l’annuncio fatto ieri dalla società  nel quale si specifica che tutti gli utenti abruzzesi che hanno avuto danni materiali dal prolungato e senza precedenti blackout elettrico possono richiedere alla società il ristoro delle spese.

La ‘concessione’ riguarda anche le Marche e nel comunicato ufficiale si legge che

«Enel si impegna a corrispondere ai clienti, oltre agli indennizzi automatici previsti dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (Delibera AEEGSI 646/15), ulteriori indennizzi per i danni subiti a seguito dell’interruzione di energia elettrica.

Presso gli sportelli di e-distribuzione di Pescara (Via Conte di Ruvo, 5), Teramo (Viale Bovio, 40), Chieti (Via Auriti, 1) e Ascoli Piceno (Viale Treviri, 192),  aperti dalle 8,30 alle 13,00 e dalle 14,00 alle 15,30 dal lunedì al venerdì, è possibile ricevere e presentare il modulo per richiedere l’indennizzo aggiuntivo e/o il risarcimento danni, allegando per quest’ultimo la documentazione idonea (fatture, relazione del tecnico intervenuto, ecc.). Per garantire una presenza più capillare sul territorio, l’azienda sta già disponendo l’apertura di ulteriori canali di contatto con i clienti nelle sedi di Vasto (Via del Porto, 16) Lanciano (Zona Industriale, località Follani, 30) e Giulianova (Via Galilei, 102)».




Dunque, riordinando le cose: gli indennizzi automatici previsti dalla normativa verranno corrisposti direttamente in bolletta - attraverso i venditori di energia elettrica - senza necessità di alcuna richiesta.

L’entità varia in base alla durata dell’interruzione, alla tipologia e all’ubicazione della fornitura.

 


Secondo la “Carta dei servizi” di Enel e la delibera dell’Autorità dell’Energia elettrica, per le famiglie, cioè i titolari di contratti domestici, il tetto massimo del risarcimento in caso di blackout è di 300 euro, pari a 50 euro per ogni giorno trascorso al buio e al freddo.

L’indennizzo è fissato a 30 euro per il distacco, più 15 euro per ogni 4 ore successive ma la carta fissa il tetto massimo a 300 euro.

Stessa elemosina se si considerano le utenze business, cioè delle aziende, che riceveranno al massimo 6mila euro per più di una settimana intera di stop forzato della produzione.



L'ENNESIMA OFFESA

Per quanto riguarda, invece, ‘lo sforzo aggiuntivo’ di Enel annunciato ieri la proposta avanzata sembra a dir poco davvero disagevole, anacronistica e oltremodo gravosa le modalità con le quali è concepita.


Infatti calcolando che almeno 600mila persone hanno avuto disagi e danni si tratterebbe di fatto di una migrazione di mezza regione nei tre uffici regionali di Enel.

Una sorta di esodo, di deportazione forzata di massa di consumatori che non dovrebbero essere costretti ad altri disagi per ottenere il giusto risarcimento.
A parte l’enorme disagio per lo spostamento, il tempo sottratto in orario di lavoro, si possono prevedere ulteriori disagi da file e attese nei tre punti vendita (o sei promessi) senza contare che la popolazione vessata dal blackout che non si trova sulla costa dovrà intraprendere un ulteriore viaggio per prelevare i moduli richiesti e poi per ripresentarli.
Un totale di una giornata lavorativa (permessi o ferie) per andare nel punto vendita Enel e prendersi il modulo ed una giornata per riportarlo compilato e con i documenti richiesti.
Non esattamente una organizzazione di una azienda che vuole sembrare aggiornata e all’avanguardia che decide di vincolare gli utenti ancora ai moduli cartacei persino da ritirare, quando un semplice modulo potrebbe benissimo essere scaricato dal web abbattendo della metà soldi, tempo e disagi agli abruzzesi.
Ma pare che l’idea non sia balenata nella mente di nessun super manager infliggendo così un ulteriore addendum di disagio ai cittadini già molto provati.
Nel merito l’Enel non aggiunge particolari e così pure l’informazione è particolarmente scarsa e superficiale limitandosi ad un semplice annuncio pubblicitario.
Ma siccome nel comunicato si citano ad esempio «fatture e relazione del tecnico intervenuto» sembra di capire che la società sia pronta a risarcire i soli danni materiali provocati dal blackout e in seguito alla riattivazione dell’energia non sempre costante e adeguata che in tantissimi casi ha ‘bruciato’ apparecchi, computer ed elettrodomestici.
Non si capisce che tipo di controllo sarà effettuato sulle richieste avanzate e che tipo di guasti o spese verranno di fatto risarciti e in che arco di tempo (la rottura si deve essere verificata quanto tempo dopo il blackout?).


Naturalmente restano fuori da ogni ristoro i danni immateriali cioè l’enorme disagio sopportato da 600mila persone per almeno 10 giornate della loro vita trascorse senza poter utilizzare alcun apparecchio elettrico, senza potersi riscaldare durante la nevicata del secolo, senza poter utilizzare le linee telefoniche interrotte per l’altro blackout colossale.
Per tutto questo un massimo di 30 euro al giorno come già detto è e rimane un’offesa non accettabile.


LA NOSTRA PROPOSTA

Consigliamo vivamente alle forze politiche e alle istituzioni pubbliche e al Presidente Luciano D’Alfonso che ha dimostrato di avere una interlocuzione agevole con il colosso elettrico a differenza di tutti gli altri abruzzesi (compresi sindaci) di dare un segnale concreto e fattivo e proporre di portare eccezionalmente l’indennizzo giornaliero automatico (cioè senza alcun aggravio per gli utenti) almeno a 100 euro al giorno (invece dei 30 euro).
Si dimostrerebbe così, se non altro, che almeno i soggetti istituzionali stiano dalla parte dei cittadini e all’azienda si potrebbe concedere almeno la buona volontà di voler riparare davvero i danni prodotti per cause ancora ignote e sconosciute ufficialmente.
Si tratterebbe, intanto, di un immediato ristoro che tamponerebbe i disagi ’morali’ sopportati, un anticipo ottenuto in tempi brevi che non precluderebbe nessuna delle iniziative giudiziarie che saranno intraprese -azioni singole o class action- per il risarcimento che si riterrà congruo e oltre tutti gli investimenti che dovranno essere imposti alla società che dovrà inoltre essere sottoposta a rigido e attento controllo nei suoi interventi sul territorio regionale (e non come si è fatto fino ad ora).

Buio pesto ancora sulla fine dell'emergenza e dei guasti elettrici.

Altrettanta incertezza anche sulla fine dei disagi telefonici e sui risarcimenti da quel versante.