SFORBICIATA

Regione. Ciao ciao, D’Alfonso saluta i prepensionati ed è già pronto alle assunzioni

Le sforbiciate sono state contestate da molti ma la legge dice che non si può assumere (subito)

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Regione. Ciao ciao, D’Alfonso saluta i prepensionati ed è già pronto alle assunzioni

 

 

 

ABRUZZO. «Qualcuno è felice, qualcuno sta soffrendo. Per la Regione è il momento del turn over e di nuove assunzioni».

Così questa mattina il presidente della Regione ha salutato e ringraziato una rappresentanza dei 169 dipendenti della Regione Abruzzo collocati in pensione con i requisiti ante riforma Fornero alla data del 31 dicembre scorso.

Come dire: ciao a tutti, ci mancherete ma sarete ben presto rimpiazzati.

Si tratta di dipendenti oltre i 60 anni di età, il quali hanno maturato il diritto di lasciare il lavoro secondo le regole precedenti alla Fornero.

La Regione ha messo in atto il provvedimento dopo aver chiuso il quadro dei trasferimenti di personale dalle Province a causa della Riforma Delrio.

Una manovra che consentirà un risparmio annuale stimato dagli uffici in 4,5 milioni di euro tenendo conto della retribuzione tabellare comprensiva di oneri riflessi a cui vanno aggiunte anche le voci accessorie e quelle che non hanno carattere ripetitivo e ricorrente.

E’ anche vero, però, che la Regione dovrà corrispondere 6 mensilità di indennità aggiuntiva ai 162 dipendenti uscenti per il mancato preavviso.  

La spesa da sostenere per questa voce secondo la Regione si aggira tra i 3 e i 4 milioni di euro (una tantum).

Ma c’è chi non ha digerito la manovra tra l’altro scoperta ad inizio dicembre, dunque con un mese utile per digerire il cambio radicale di vita: niente più ufficio e a casa dal 1 gennaio nel 2017.

Il presidente D'Alfonso, nel ringraziare gli ex dipendenti per il lavoro svolto in tanti anni di servizio, si è rammaricato di non aver potuto conoscerli tutti personalmente per via delle numerosissime sedi regionali (ben 132) disseminate sul territorio ma ad ognuno di loro ha lasciato aperta la porta di una possibile collaborazione con un supplemento di riconoscimento sull'esempio dei volontari della Protezione civile.

«Per alcuni, questo momento - ha detto il Presidente - si è rivelato come una opportunità da intercettare, ad altri ha generato sofferenza. Una cosa è certa - ha sottolineato - avete svolto un lavoro estremamente prezioso sia per l'Ente che per i cittadini abruzzesi. Il legislatore ha, comunque, concepito uno strumento che permetterà a molti di voi di continuare a fornire il proprio contributo di esperienze e di conoscenze. Il mio auspicio è di potervi incontrare di nuovo, magari quando saranno maturi i tempi per l'inaugurazione della sede unica della Regione a Pescara.

D'Alfonso saluta personale regionale collocato in pensione

Pubblicato da Regione Abruzzo su Lunedì 9 gennaio 2017


NUOVE ASSUNZIONI?

Intanto ora, secondo D’Alfonso, si aprirà una stagione nuova che darà spazio al turn-over «e quindi, dopo tanti anni, a nuove assunzioni».

Al presidente brillavano gli occhi al pensiero di poter assumere finalmente “giovani braccia” e magari anche qualche mente ma sarà così?

La Regione nei mesi scorsi aveva garantito ai sindacati che la sforbiciata dei profili eccedenti (stimati a novembre in 146) non avrebbe potuto portare a nuove assunzioni per i prossimi tre anni nemmeno a tempo determinato.

Lo dice la legge e questo per motivi chiari che mirano a stroncare sul nascere burocrati schizofrenici: prima ti dico che un tot di mansioni e dipendenti non servono e poi ti dico che mi servono di nuovo per assumere. Non funziona così.

Fu il dirigente Fabrizio Bernardini -smentendo nettamente D’Alfonso- a confermarlo nella riunione sindacale del 15 novembre scorso non citando in particolare il numero di legge ma chiarendo un aspetto che pare quasi elementare. Che bisogno c’è di fare nuove assunzioni se i posti liberati sono stati dichiarati eccedenti?

Dunque di certo per questi profili dichiarati eccedenti non potranno essere riempiti, quelli rimasti vuoti per i ‘semplici’ prepensionamenti, invece sì.

Ma allora se è così il reale risparmio calcolato potrebbe essere di gran lunga inferiore e ad oggi sovrastimato.

Chiarezza e verità sembrano proprio una meta irraggiungibile anche nel 2017.