PANTANI AVVELENATI

Bussi, appalto da 40 mln partito male ora continua con il “rischia Toto”

Silenzi, ritardi e responsabilità coperte per mancata vigilanza. Procure assenti?

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Bussi, appalto da 40 mln partito male ora continua con il “rischia Toto”

Stratificazione dei rifiuti

ABRUZZO. Non c’è nessuna voglia di capire, comprendere i perchè e soprattutto di fare in fretta per bonificare le discariche di Bussi dai veleni. Gli enti pubblici hanno già dato prova della propria posizione e capacità mentre le procure non sono state in grado fino ad ora di contribuire a fare luce su una catastrofe senza fine dove i veleni, oltre a contaminare una vastissima area del Pescarese, sono arrivati fin dentro i palazzi pubblici del potere.

Dopo l’ultima conferenza di servizi il Forum H2o ha espresso giudizi impietosi: «molti annunci, pochissimi e insignificanti passi in avanti, molti indietro. Provincia di Pescara e quasi tutti i comuni della Valpescara assenti: una vergogna. Arta e Regione Abruzzo in difficoltà. Dopo 5 ore di discussione, in sintesi può essere definita come l'avvenuta certificazione che le Istituzioni ai massimi livelli hanno finora fallito. Dopo 8 anni, possiamo commentare solo la vista sulle macerie. Sul cumulo di omissioni, inadempienze, errori ora prova a salire… Edison e, forse, anche Toto».

Nella riunione al ministero dell’altro giorno, infatti, la dirigente Laura D’Aprile ha confermato che sull’appalto da 45 mln di euro per la bonifica delle discariche 2A e 2B si va avanti con il bando pubblicato a suo tempo dal Commissario Goio.

Sulla procedura, però, si annidano molte ombre perchè si è detto senza troppi particolari che il Rup originario è stato rimosso perchè sfornito dei necessari requisiti. E’ stato nominato un nuovo Rup che però si è dimesso dopo un mese per motivi di salute.

Da alcune settimane la Regione pare stia cercando un nuovo Rup ma non sembra ci sia la fila per ricoprire questo ruolo che evidentemente è molto delicato.

Ma secondo il Forum H2o il Rup dovrebbe essere nominato dal Ministero e non dalla Regione.

Proprio su questa vicenda è intervenuta anche la Toto Holding che già alcuni anni fa aveva espresso e proposto un progetto per la reindustrializzazione, con cementificio e cave ma anche la bonifica di una parte dell’area.

Il rappresentante del gruppo ha espresso anche dubbi sulla legittimità dell'operazione ed ha chiesto spiegazioni sul perchè si sia fatto ricorso all'appalto, visto che loro avevano depositato, reiterandola a luglio 2016, una proposta di bonifica e reindustrializzazione.

Intervento cruciale poichè il commissario che si era espresso criticamente verso la Toto aveva avviato l’appalto scartando la proposta del privato. Questo significa che gli enti pubblici si sono accollati il rischio di spendere risorse pubbliche (45 mln di euro) dopo aver scartato (ma senza fornire motivazioni scritte) una proposta privata che dunque avrebbe potuto far risparmiare fondi pubblico e raggiungere comunque un obiettivo di interesse pubblico.

Ma anche su questo aspetto il buio è pesto.


IL MINISTERO SPINGE EDISON

Nel frattempo la Edison, sempre nella riunione dell’altro giorno, ha presentato il suo progetto per la caratterizzazione di due aree del sito di Bussi.

Il Ministero ha spiegato che questa è «la novità di maggior rilievo emersa nella conferenza di servizi. In particolare la Edison ha confermato la disponibilità ad attivarsi per l'esecuzione degli interventi di caratterizzazione e l'adozione di misure di prevenzione nell'area "Tremonti" di proprietà della stessa Edison, nel comune di Bussi, e nell'area "Ex Montecatini", oggi di proprietà della società Moligean, nel comune di Bolognano, per la quale la Provincia di Pescara ha emesso a settembre 2015 una ordinanza nei confronti di Edison riconoscendola quale soggetto responsabile della contaminazione».

Il Ministero ha chiesto alla Edison di concludere entro 90 giorni le operazioni di caratterizzazione che dovrebbero quindi essere ultimate entro l'inizio di marzo. Scadono invece il 10 dicembre i termini assegnati dal Ministero agli altri soggetti privati che stanno svolgendo le attività di caratterizzazione negli altri siti.

La conferenza di servizi ha inoltre approvato Piani di caratterizzazione delle aree di RFI-Gruppo Ferrovie dello Stato e quello relativo all'area dello stabilimento "Isagro SpA”.

La Regione Abruzzo ha comunicato di aver in corso di predisposizione uno schema di convenzione con ARTA Abruzzo per il finanziamento dell'esecuzione delle indagini previste nel Piano di caratterizzazione delle aree pubbliche.

«Il Ministero dell'Ambiente», ha commentato Augusto De Sanctis del Forum H2o, «sta cercando di mettere la sordina su un fatto clamoroso che riguarda direttamente lo Stato e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, visto che è stata fatta una prima disamina del lavoro decennale svolto dal Commissario di Governo. Il Ministero ha sostenuto che è difficile reperire la documentazione, perchè in larga parte cartacea e solo in parte elettronica, con un singolo funzionario che sarebbe "depositario" delle varie conoscenze sulle procedure attivate dal Commissario negli anni. Addirittura ci è stato detto che sono venuti in possesso della caratterizzazione sulla discarica Tremonti, pagata dal Commissario delegato 980.000 euro, il 28 novembre 2016, cioè 2 giorni prima della conferenza dei servizi suddetta. Nonostante i tempi ristretti per valutare il lavoro commissariale, come se nulla fosse, è stato invitato il rappresentante di Edison per parlarci, con tanto di presentazione in power point, della loro proposta di Piano di caratterizzazione con l'illustrazione da parte della multinazionale di tutte le criticità dell'attività svolta dal Commissario del Governo».

Secondo De Sanctis il Ministero deve prendersi la responsabilità di mettere nero su bianco che il lavoro del commissario è, in tutto o in parte, inservibile, spiegandone le ragioni.

Inoltre qualsiasi misura di prevenzione da parte di Edison sul sito della Tremonti, il cui dissequestro è stato richiesto dal Ministero lo scorso 18 novembre nonostante produca ancora inquinamento all'esterno e nonostante la legge consenta di poter comunque operare in un sito sequestrato previo parere della Procura, «deve tener conto che ci sono questioni non secondarie legate sia ai processi penali in corso sia ad eventuali altri procedimenti che potrebbero scaturire in futuro».