LA VIGILIA

Sanitopoli. Venerdì processo in Cassazione: finisce vicenda giudiziaria per Del Turco & Co

Grande attesa per la sentenza e la verità giudiziaria definitiva

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Del Turco e Quarta in aula

Del Turco e Quarta in aula

ABRUZZO. Approda domani in Cassazione il procedimento su presunte tangenti nel mondo della sanita' abruzzese, che vede coinvolto, tra gli altri, l'ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco.

A fare ricorso e' stato tra gli altri l'avvocato Giandomenico Caiazza per chiedere di annullare la condanna a quattro anni e due mesi di carcere per associazione per delinquere e induzione indebita, ovvero la vecchia concussione cosi' come rimodulata dalla legge Severino, emessa un anno fa dalla Corte d'Appello dell'Aquila nei confronti di Del Turco.

In primo grado l'ex governatore era stato condannato a nove anni e sei mesi.

Il grande accusatore di Del Turco, l'ex titolare della clinica Villa Pini di Chieti, Vincenzo Maria Angelini, in appello e' stato invece assolto dall'accusa di corruzione (in primo grado era stato condannato a tre anni e sei mesi).


«CARENZE E CONTRADDITTORIETA’»

Nel ricorso in Cassazione l'avvocato Caiazza parla sostanzialmente di carenze, contraddittorieta' e illogicita' della motivazione e di violazione della legge soprattutto rispetto alle norme che riguardano la verifica dell'attendibilita' delle dichiarazioni rese da Angelini.

Del Turco fu arrestato il 14 luglio 2008 insieme ad altre nove persone, tra le quali assessori e consiglieri regionali. L' ex presidente fini' in carcere a Sulmona per 28 giorni e trascorse altri due mesi agli arresti domiciliari.

A seguito dell'arresto Del Turco il 17 luglio 2008 si dimise dalla carica di presidente della Regione e con una lettera indirizzata all'allora segretario nazionale Walter Veltroni si autosospese dal Pd, di cui era uno dei 45 saggi fondatori nonche' membro della Direzione nazionale.

Le dimissioni comportarono lo scioglimento del consiglio regionale e il ritorno anticipato alle urne per i cittadini abruzzesi.

Il giorno degli arresti la Procura di Pescara dispose il sequestro preventivo di 28 tra beni mobili e immobili, per un valore totale di oltre 10 milioni di euro, riferiti ad alcuni indagati. A Del Turco sono stati sequestrati due immobili, uno a Roma e l'altro in Sardegna.


COSI’ LA SENTENZA DI PRIMO GRADO

Del Turco è stato condannato in primo grado a luglio 2013 a 9 anni e 6 mesi.

Il tribunale lo aveva dichiarato interdetto dai pubblici uffici durante la pena ed incapace di contrattare con le pubbliche amministrazioni per la stessa durata della pena principale.

Con l’ex governatore condannati a nove anni l’ex capogruppo del Pd in regione Camillo Cesarone, stessa pena per Luigi Conga, ex manager dell’Asl Chieti. Sei anni e mezzo per Lamberto Quarta, all’epoca dei fatti segretario della presidenza Del Turco, quattro anni all’ex deputato Pdl Sabatino Aracu e all’ex assessore Pd Antonio Boschetti e due all’altro ex assessore alla sanità Bernardo Mazzocca.

Assolti invece l'ex assessore Vito Domenici (erano stati chiesti 4 anni) l'amministratore delegato della Humangest Gianluca Zelli («il fatto non costituisce reato»), Marco Panna («per non aver commesso il fatto»), l'ex segretario di Mazzocca, Angelo Bucciarelli («per non aver commesso il fatto»), Mario Romano. Pierluigi Cosenza per il capo 11 è stato assolto per «non aver commesso il fatto», Domenica Pacifico («non ha commesso il fatto»), Giacomo Obletter («non ha commesso il fatto»).



COSI’ LA SENTENZA DI SECONDO GRADO

La Corte d’Appello ha condannato a novembre 2015 Del Turco a quattro anni e due mesi per associazione per delinquere per induzione indebita, ovvero la vecchia concussione così come rimodulata dalla legge Severino. La Corte, in particolare, ha contestato all'ex presidente di aver ricevuto sei dazioni di denaro da Angelini, e non le 26 che gli erano state contestate in primo grado. I giudici, inoltre, hanno stabilito per Angelini un risarcimento danni pari a due milioni di euro.

Ad accusare Del Turco era stato l'ex titolare della clinica Villa Pini, Vincenzo Angelini, che nel 2008, in sette interrogatori fiume, rivelò ai magistrati di aver pagato tangenti per un totale di 15 milioni di euro ad alcuni amministratori regionali.

L’ex consigliere regionale del Pd Camilllo Cesarone è stato condannato in appello a quattro anni e l’ex segretario generale della presidenza della Giunta regionale Lamberto Quarta a tre anni, con l’accusa di associazione a delinquere per induzione indebita. I due, insieme a Del Turco, sono accusati di essere promotori della associazione. All’ex direttore generale della Asl di Chieti Luigi Conga sono stati inflitti 3 anni perché l’associazione a delinquere per induzione indebita è prescritta, tranne un episodio, con la pena condonata in quanto commessa prima del 2 maggio 2006.

L’ex assessore regionale alla Sanità Bernardo Mazzocca è stato condannato a due anni e un mese per essere stato partecipe dell’associazione a delinquere per induzione indebita: stessa accusa per l’altro ex assessore regionale Antonio Boschetti, condannato a un anno e 8 mesi. L’ex collaboratore di Mazzocca Angelo Bucciarelli è stato condannato a due anni con la stessa accusa di Mazzocca, ma in concorso. Gianluca Zelli, ex dirigente di Villa Pini, è stato assolto, ma la corte d’appello ha trasmesso gli atti alla Procura di Chieti. L’ex parlamentare di Forza Italia Sabatino Aracu è uscito dal processo per prescrizione, ma dovrà risarcire perché condannato in primo grado.