IL CASO

Orso investito sulla Ss17, «strada da mettere in sicurezza al più presto»

«Si aspetta la morte di qualche automobilista per intervenire?»

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Orso investito sulla Ss17, «strada da mettere in sicurezza al più presto»

L'orso investito

ABRUZZO. «Caro D’Alfonso, la Strada statale 17 continua ad uccidere orsi , lupi, cervi e rischia di uccidere prima o poi anche gli utenti che la percorrono… Cosa aspetta a metterla in sicurezza?»

Stefano Orlandini dell’associazione ‘Salviamo l’Orso’, dopo l’ennesimo incidente, ha preso carta e penna e scritto una lettera al presidente della Regione con la richiesta di intervento immediato.

Due notti fa un orso marsicano è stato investito ed ucciso alla porte di Roccaraso. Si tratta dell’ennesimo investimento di un animale registrato sulla SS17, l’arteria a maggior rischio di episodi del genere sul territorio regionale.

L’associazione ‘Salviamo l’Orso’ che si è impegnata negli ultimi anni in prima persona nella mitigazione di questo fenomeno che mette a rischio l’esistenza degli ultimi orsi dell’Appennino e la sicurezza di coloro che percorrono le strade regionali di montagna, ha speso fondi propri per alcuni interventi che sono evidentemente insufficienti a risolvere il problema.

Per questo ha scritto più volte agli organi regionali competenti ed al prefetto de L’Aquila invocando interventi adeguati «ma i nostri appelli», spiega Orlandini, «raccolti dal prefetto Alecci ed inviati ad Anas e Regione sono stati completamente ignorati e continuano ad esserlo con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti».

E Orlandini si fa sempre più critico: «che al presidente della regione Abruzzo , D’Alfonso , poco importi dell’orso come dei parchi o delle Riserve abruzzesi è cosa nota, ma il fatto che tale comportamento possa avere gravi ricadute sulla sicurezza stradale regionale è cosa che dovrebbe preoccupare non poco non solo D’Alfonso stesso ma anche il prefetto dell’Aquila e tutti gli utenti delle nostre strade».


TROPPI EPISODI

Coloro che percorrono la SS17 tra Sulmona e Roccaraso, sottolinea Orlandini, rischiano quotidianamente la vita; solo negli ultimi 10 giorni ben 2 cervi , bestie che arrivano a pesare più di 200 kg sono stati investiti da veicoli ridotti in lamiere contorte dopo l’ impatto. I conducenti si sono salvati per miracolo come per miracolo si salvo’ il guidatore che lo scorso gennaio investì un intero branco di cervi che attraversava la carreggiata della SS17 all’uscita della galleria che immette sul Piano delle 5 miglia.

«Eppure», contesta ancora l’associazione, «nonostante il ripetersi di questi episodi l’unico intervento sull’arteria stradale sono i pochi cartelli installati a cura della Riserva regionale del Monte Genzana , benchè sia già disponibile da tempo un progetto completo di messa in sicurezza della strada redatto dai tecnici della riserva e da Salviamo l’Orso, progetto che richiederebbe solo un modesto investimento (circa 50.000 Euro)».

Nel 2014 fu la volta di un orso ad essere investito e due notti fa è accaduto di nuovo, un esemplare della popolazione piu’ minacciata di estinzione al mondo è stato ucciso: «non ci sentiamo di condannare chi l’ha investito», continua Orlandini, «poichè non possiamo ricostruire la dinamica dell’incidente ma possiamo, questo sì, ritenere responsabile senza tema di dubbio chi non ha mai tentato di rendere la viabilità in questo tratto piu’ sicura per tutti , fauna ed utenti, vale a dire l’Anas in prima battuta , la giunta regionale di cui D’Alfonso (dipendente Anas) è presidente e i competenti uffici regionali che per anni hanno ignorato e continuano ad ignorare gli inviti ad agire di Mattm, prefetto, enti parco ed associazioni».

L’ultima domanda dell’associazione è rivolta a D’Alfonso ed è a futura memoria: «Caro D’Alfonso, preferisce raccogliere un cadavere sul bordo della SS17 in un prossimo futuro, insieme ad una carcassa di orso o di cervo, o crede sia giunto il momento di procedere alla messa in sicurezza di questo tratto di strada?»


IL PATOM BLOCCATO

Intanto l’ex consigliere regionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, ricorda che dal 2010 è stato approvato dalla Regione Abruzzo il Patom (Piano di azione per la tutela dell'orso marsicano) che contiene le misure per la salvaguardia di questa specie.

«Purtroppo con questa come con la precedente giunta regionale», spiega Acerbo, «si assiste a una fortissima distrazione e siamo di fronte a un grave ritardo nell'attuare gli interventi finalizzati all'eliminazione della mortalità per cause antropiche. Invece di fare il lobbista a Roma per conto di Toto o altre imprese amiche il presidente D'Alfonso si dedichi a quella che dovrebbe essere una priorità identitaria della nostra Regione. La popolazione di orsi è di poche decine: questa latitanza e lentezza sono inaccettabili».