INCARICHI E DANNI

Abruzzo. Nomine e spoil system, assolti Del Turco e D’Amico

Ribaltata la sentenza di primo grado

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OTTAVIANO DEL TURCO

Ottaviano Del Turco

ABRUZZO. In attesa della importantissima sentenza di Cassazione per il processo Sanitopoli che dovrebbe arrivare il prossimo dicembre, l’ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, può tirare un sospiro di sollievo.

Nei giorni scorsi, infatti, lui e il suo ex assessore alle Risorse Umane, Giovanni D’Amico, sono stati assolti in appello dalla Corte dei Conti per la revoca di un incarico per effetto dello spoil system.

E’ stata dunque ribaltata la sentenza di primo grado.

La vicenda è quella relativa alla revoca, nel luglio del 2005, dell’incarico a Isabella Napolione, allora responsabile del servizio di collegamento con l’Unione europea a Bruxelles.

Nonostante un contratto blindato in scadenza solo a settembre 2007 la giunta Del Turco decise di rimuovere la responsabile per affidare l’incarico a Sara Zatta invocando la legge sullo spoil system.
La storia è finita così in tribunale: Napolione ha impugnato il provvedimento di licenziamento e ha vinto in primo grado e anche in appello proprio grazie alla scadenza del contratto: non poteva essere rimossa prima della data stabilita. Alla dirigente il tribunale ha riconosciuto un risarcimento di 292.241 euro. Mentre la Regione ha impugnato in Cassazione la sentenza la vicenda si è spostata anche alla Corte dei Conti.

In primo grado Del Turco, D’Amico e anche il dirigente Antonio Iovino sono stati condannati al pagamento di quasi 300.000 (120 mila euro ciascuno addebitati a Del Turco e Iovino e 52.241 neuro a D'Amico).



Nei giorni scorsi è arrivata la sentenza d’appello che ha assolto i due (Iovino ha presentato un ricorso separatamente).

Secondo i giudici contabili le procedure adottate con il parere degli uffici e dei dirigenti responsabili e dell’Avvocatura regionale erano coerenti con le norme della regione e con il contratto sottoscritto dalla stessa Napolione nel 2004 con la precedente Giunta regionale, che prevedeva la clausola di decadenza.

L'incarico venne affidato alla donna nel 2001, dalla giunta Pace, e ci fu poi un rinnovo.

Entrambi i contratti risultano sottoscritti dal dirigente Iovino « previe conformi deliberazioni adottate dalla Giunta» della quale non facevano parte né Del Turco né D’Amico.


Secondo i giudici l'assenza di colpa dei due ex amministratori regionali è avvalorata dalla circostanza che il presidente è l'assessore si trovarono ad operare nel 2005 e quindi in periodo successivo alla stipula del 2004 del nuovo contratto sottoscritto dal direttore Iovino, contratto che nella clausola concernente la durata triennale dell'incarico faceva riferimento alle disposizioni «dell'articolo 20 comma 6 della legge regionale numero 77 del 1999».

«In pratica» sostengono i giudici «Napolione sapeva bene che il suo incarico poteva cessare prima della scadenza del triennio, essendo soggetto alla decadenza in caso di insediamento di nuovi organi elettivi. Tanto è vero che il risarcimento è stato riconosciuto dal giudice civile alla ex dirigente previa declaratoria di nullità di quella clausola contrattuale».

a.l.