LA SVOLTA?

Porto Pescara, Forza Italia chiede a D’Alfonso una operazione verità

Quale futuro per lo scalo dopo l’addio delle petroliere?

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Porto Pescara, a rischio i 3 milioni di euro. Si lavora su una variante al progetto

PESCARA. Verrà discussa martedì prossimo in Consiglio regionale l’interpellanza del consigliere regionale Lorenzo Sospiri (Forza Italia) sul ‘caso’ del porto di Pescara.

Dopo la fuga da parte delle navi-passeggero, anche le navi-merci e petroliere stanno abbandonando il porto di Pescara a causa dello stato di criticità dei fondali completamente insabbiati, che rendono inaccessibile l’approdo da parte delle imbarcazioni.

Infatti l’ultima imbarcazione petroliera approdata nel porto del capoluogo adriatico era da mesi costretta a viaggiare a mezzo carico, trasportando 3.000 tonnellate di merci in stiva invece delle 6.000 consentite proprio a causa delle pessime condizioni dei fondali del porto.

A settembre scorso il Presidente D’Alfonso e il sindaco di Pescara Marco Alessandrini hanno reso noto che il Consiglio Superiore dei Lavori pubblici avrebbe definitivamente licenziato, seppur con qualche prescrizione, il Piano regolatore portuale proprio entro il mese di settembre, consentendo l’avvio del cantiere per l’apertura della diga foranea.

«Invece», denuncia Sospiri, «questa previsione è stata clamorosamente smentita dai fatti in quanto settembre è passato e il Piano non è stato licenziato dal Consiglio, ma la città nel frattempo ha speso quasi 100mila euro di soldi pubblici in consulenze affidate dal Comune di Pescara».

«Inutile anche l’annunciato dragaggio di 15mila metri cubi che sarà come togliere con un cucchiaio l’acqua dall’oceano», denuncia Sospiri.

A questo punto Forza Italia pretende un’operazione verità: vuole sapere quali azioni intende intraprendere il Governatore D’Alfonso per risolvere subito la problematica e che fine hanno fatto il Piano regolatore portuale, ancora impantanato al Consiglio Superiore dei Lavori pubblici, e l’apertura della diga foranea. «Dopo due anni di chiacchiere, dove sono i fatti?», chiede Sospiri.

Non resta in secondo piano la decisione ormai già assunta dal Ministro Delrio, ovvero il passaggio dei porti abruzzesi sotto l’Autorità portuale di Ancona, sebbene il governo regionale lasci intendere che si virerà verso Civitavecchia: su questo fronte persistono scontri interni al Pd sia sul fronte nazionale, con i deputati marchigiani che si lamentano della posizione espressa dal Presidente della Regione Abruzzo contrastando il decreto legislativo votato dal Pd e la proposta del ministro Pd Delrio, sia su quello regionale e locale.