LA SCOMMESSA

Abruzzo, lo sviluppo industriale affidato all’Arap e Leombroni

D’Alfonso: «ci convince la sua professionalità maturata nelle imprese»

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Abruzzo, lo sviluppo industriale affidato all’Arap e Leombroni


PESCARA. «E' necessario avviare una nuova stagione in Abruzzo per 'decartaceizzare' gli enti regionali ed elevare il profilo della produzione di decisioni a favore della vita delle imprese».

Lo ha detto il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, intervenendo alla presentazione del bilancio consuntivo dell'azienda regionale delle attività produttive (Arap), avvenuta questa mattina nella sede di Pescara della Regione Abruzzo.

La società, guidata dal commissario Giampiero Leombroni, ha registrato nel 2015 un fatturato complessivo di 13 milioni di euro e una perdita di esercizio di 6 milioni.

Sul bilancio pesa soprattutto il costo del personale (85 dipendenti, di cui 15 tra dirigenti e quadri) che incidono per il 53% sul costo di gestione (5,6 milioni di euro) dell'azienda.

L’Arap è l’ente regionale che ha fuso in sè i vari consorzi industriali ed è attualmente commissariato dalla Regione ed ha lo scopo di promuovere lo sviluppo industriale.

Al momento gli unici organismi in carica rimangono i revisori dei conti (Massimo Milazzo, Giulia Giancaterino, Luciana Cunicella) .

Nell’ultimo consiglio regionale è passata la seconda proroga dell’incarico per Leombroni tra qualche polemica poichè  c’è stato chi ha sottolineato che la legge impediva una seconda proroga che giunta e consiglio hanno motivato per «ragioni di urgenza» anche se la scadenza era ben nota.


«Abbiamo pensato alla figura di Giampiero Leombroni», ha spiegato D’Alfonso, «perché ci convince la sua professionalità acquisita nelle imprese: è un uomo che ha condiviso esperienze di vita imprenditoriale».


La conoscenza di Leombroni è indiscussa essendosi occupato di tantissime cose specie nell'area chietina e pescarese. Solo da un anno è commissario all'Arap che si occupa degli insediamenti industriali ma anche dei servizi come viabilità o fibra ottica. Sempre di recente si è occupato poi del Consorzio di Bonifica sud di Vasto procedendo al «risanamento».

Nella sua vita professionale, cominciata nel 1969 con la Toto spa e divisa con gli incarichi pubblici, si è occupato della discarica di Bussi per l'insediamento del cementificio poi sfumato, è esperto di parchi eolici e di trasporto ferroviario.

Tra il 1998 ed il 2003 è stato dirigente del settore patrimonio, edilizia scolastica e viabilità e si è anche occupato di interventi di sistemazione idraulica sul fiume Pescara ma è stato anche commissario prefettizio del Comune di Spoltore (2001-2002).

Ma è agli albori della sua carriera che ha collezionato obiettivi importanti: tra il 1971 e il 1998 ha esordito come impiegato tecnico nel consorzio di Bonifica Alento-destra Pescara Chieti seguendo la costruzione soprattutto di strade.

Ha partecipato come tecnico alla realizzazione di strade di bonifica, scoli e fossi e curato il progetto finanziato dalla Cassa del mezzogiorno per  l'irrigazione.

Si è occupato del depuratore di San Martino di Chieti ma anche del potabilizzatore, sfortunata opera incompiuta costruita e mai utilizzata per qualche svista non proprio insignificante .

 

In parte ha avuto anche un ruolo nel collaudo a freddo del cosiddetto Fangodotto, altra incompiuta costata 30 miliardi di lire e che, se il caso vorrà, proprio Leombroni ritroverà tra le incombenze da sbrogliare dopo una quindicina di anni grazie agli oltre 100 mln di euro che la Regione Abruzzo ha già stanziato per i nuovi depuratori. Anche perchè da tempo ci sono spinte affinchè proprio lui diventi commissario straordinario anche per la realizzazione dei depuratori, un super lavoro che in quetso caso dovrebbe garantire celerità e lavori a regola d'arte.

Per il commissario Leombroni, invece, l'Arap «ha un nuovo obiettivo: aprire la fase di marketing territoriale che porti a conoscere la realtà industriale abruzzese. Realtà - rivela Leombroni - che rappresenta il primo nucleo industriale a livello europeo sia per densità di industrie presenti, soprattutto nell'area della provincia di Chieti che sta fornendo ottimi segnali di ripresa, sia per qualità del tessuto imprenditoriale. Arap - conclude Leombroni - ha poi un'altra ambizione: appaltare e gestire lavori pubblici; deve diventare una stazione appaltante evoluta per fare ciò che la Regione non riesce a realizzare, penso a porti, impianti sciistici o bonifiche di siti inquinati. L'Arap ha cambiato volto».


«Noi - ha proseguito D'Alfonso - poniamo solo un'asticella di ambizione per quanto riguarda il futuro: le strutture deputate alla mobilitazione economica in Abruzzo devono rivelarsi come agenzie di attrazione di investimenti. Il territorio deve essere capace di meritare nuove scommesse di produzione di ricchezza anche per chi viene da lontano. Abbiamo in Abruzzo circa 127mila imprese, frutto, nella parte più rilevante, di investimenti risalenti agli anni tra il 1960 e 1980 - ha osservato il presidente della Giunta. Pertanto, dobbiamo attrarre nuovi investimenti e, in questo contesto, i nostri enti regionali dovranno agevolare questa fase. Il cambiamento di passo non riguarda solo l'Arap, ma interessa anche Fira e Abruzzo Sviluppo; più che costruire nuove scatole da esercizio accademico di figure della finanza come commercialisti o equipollenti, bisogna chiedersi come migliorare la vita delle imprese».