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Bando giovani agricoltura, caos negli uffici: 700 domande e manca il personale

«Una ristrutturazione nata male che causerà danni al mondo agricolo»

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ABRUZZO. «Necessità di costituire un gruppo di lavoro interservizi che possa curare l'istruttoria delle domande Pacchetto Giovani unitamente al personale già assegnato…al fine di ridurre notevolmente i tempi di istruttoria che altrimenti sarebbero di gran lunga superiore ai 12 mesi».

Questa la richiesta inserita in una comunicazione interna scritta e inviata ai responsabili degli Uffici del Dipartimento agricoltura dove si evidenziano chiaramente sia la difficoltà nel reperire personale presso la stessa Direzione sia i probabili ritardi che graveranno su questo e futuri bandi del Programma di Sviluppo Rurale.

Il caso emerge dal presidente della Commissione vigilanza e consigliere regionale Mauro dopo aver appreso le difficoltà che attraversa la struttura dell’agricoltura.

Dopo i ritardi del bando Pacchetto Giovani, le ‘corrispondenze bollenti’ sui Gal, adesso viene fuori che la struttura non è pronta e idonea ad affrontare le oltre 700 domande arrivate.

«Questo – contesta Febbo – è il risultato della ristrutturazione voluta dal Presidente D’Alfonso che doveva servire proprio per fare le istruttorie del PSR così come aveva risposto l’assessore Pepe durante un Consiglio regionale ad una mia interrogazione. Invece assistiamo ad un Direttore, Di Paolo, che oggi elemosina personale per le istruttorie, domani per le ristrutturazione e dopodomani per tutte le altre misure. Un vero e proprio caos quello che vive oggi la struttura regionale dell’agricoltura che si ripercuoterà sicuramente sul mondo agricolo causando gravi danni».

Febbo chiede che l’assessore regionale intervenga per definire al più presto i tempi della chiusura dell’istruttoria del Pacchetto Giovani altrimenti molti di essi  rinunceranno.

«Per un probabile nuovo giovane insediato aspettare un anno per una risposta significherebbe o fallire o rifiutare il contributo. Pertanto – conclude Febbo – mi aspetto chiarimenti in merito e soprattutto una rapida soluzione al problema poiché non è più concepibile che gli imprenditori agricoli subiscano la mala gestione dei fondi europei e, soprattutto, i ritardi di una ristrutturazione nata male che, se non modificata, si ripercuoterà sull’economia regionale».