IL COSTO

Elisoccorso Abruzzo, «26 milioni sono uno sproposito»

Conapo torna a chiedere l’affidamento del servizio con una concessione ventennale

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Elisoccorso Abruzzo, «26 milioni sono uno sproposito»

ABRUZZO. 26 milioni di euro sono «uno sproposito»: sulla vicenda dell’elisoccorso in Abruzzo, e in particolare sui costi del servizio che la Regione deve sostenere il Conapo, sindacato autonomo dei Vigili del fuoco, torna a ribadire che affidando il servizio ai ‘Draghi’ costerebbe meno di un terzo.

Secondo alcuni però i Vigili del fuoco non potrebbero effettuare tale servizio non essendo titolari di licenza di trasporto aereo.

Ma questo punto viene smentito dal Conapo: «il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco», spiegano Daniele Sbarassa ed Elio D’Annibale, rispettivamente componente della segreteria nazionale del Conapo e segretario provinciale dell’Aquila dello stesso sindacato, «è una autorità aeronautica ed i suoi velivoli sono sottoposti alla regolamentazione dei velivoli di Stato, come quelli di tutte le forze di Polizia e delle Forze armate. Questo, ovviamente, non sta a significare che sono sottoposti a minori controlli o che offrono minori garanzie ma che, al contrario, la normativa tecnica è particolarmente restrittiva. Inoltre il Corpo dei Vigili del fuoco collabora regolarmente con ENAC e adegua i propri velivoli anche alle normative internazionali. Basti pensare che i nostri elicotteri volano sempre con due piloti mentre quelli civili con uno solo. Non esiste, in definitiva, alcun problema relativo all’ENAC, diversamente non voleremmo».

A turno - puntualizzano i due rappresentanti sindacali del Conapo - tutte le aziende private di lavoro aereo, in sede legale, hanno tentato a più riprese di affermare che il Corpo dei Vigili del fuoco non poteva stipulare convenzioni con le Regioni. In realtà il Consiglio di Stato ha sempre rigettato tali ricorsi perché non sussisteva alcuna delle motivazioni addotte.


IL CASO SARDO

A dimostrazione di ciò, il Conapo ricorda che l’elisoccorso dei Vigili del fuoco è attivo in convenzione sia in Sardegna che il Liguria. Quest’ultima regione, addirittura, ha ritenuto conveniente ed opportuno acquistare un elicottero (A 109) e affidarlo in gestione ai Vigili del fuoco.

Per quanto riguarda la Sardegna, però, è pur vero che a fronte di costi molto contenuti c’è la disponibilità di un solo elicottero per tutta la regione (a differenza, ad esempio, dei 2 per l’Abruzzo), e il servizio affidato ai Vigili del Fuoco è solo temporaneo.

Infatti come ricostruisce il quotidiano La Stampa la Sardegna è l’unica regione italiana che non ha ancora attivato l’elisoccorso. Il piano delle Regione è quello di creare due basi: una al sud e una al nord dell’isola. Ci sono 20 milioni ma l’appalto è bloccato da anni e le emergenze si ripetono. A luglio scorso una donna si è sentita male mentre stava trascorrendo qualche giorno di vacanza nel sud ovest dell'Isola e ha partorito su un traghetto mentre cercava di raggiungere l’ospedale, ma la neonata data alla luce non è riuscita a sopravvivere: si sarebbe potuta salvare se solo fosse stato attivo il servizio di elisoccorso.

«NOI ABBIAMO 4 ELICOTTERI»

Il Conapo fa sapere che la disponibilità di elicotteri del nucleo di Pescara è di 4 elicotteri e non di uno come affermato da alcuni. Peraltro il Corpo dei Vigili del fuoco assicura la copertura del servizio con l’intera flotta aerea e con l’imminente transito dei velivoli della Forestale al Corpo avremo la più imponente flotta aerea fra le amministrazioni civili dello Stato».

«Riguardo all’autorità sulla concorrenza - incalzano Sbarassa e D’Annibale - va chiarito che i vari contenzioni legali aperti dalle ditte private nei confronti della Regione Liguria e del Ministero dell’Interno per cercare di impedire la stipula di convenzioni per l’elisoccorso, si sono tutti risolti a favore di questi ultimi».

Infatti la Corte Europea di Giustizia, interrogata da una ditta di lavoro aereo, ha chiarito che la normativa europea sulla concorrenza non è applicabile agli accordi in questione perché si tratta di convenzioni operative fra amministrazioni pubbliche.

Ma il Conapo cita anche l’articolo 24 del D. Lgs. 8.03.2006 n. 139, come modificato ed integrato dall’art. 8, comma 6 della Legge 30 ottobre 2013 n. 125 di conversione del D.L. n. 101 del 30 agosto 2013, che stabilisce in modo chiaro ed incontestabile che possono essere stipulati accordi fra il Ministero dell’Interno e le Regioni per l’organizzazione di servizi di soccorso pubblico integrato mediante gli elicotteri dei Vigili del fuoco.
«Ci sono ancora molti altri aspetti che andrebbero sviscerati ma preferiamo non entrare ancora di più in tecnicismi che evidentemente non rappresentano la sostanza di questa querelle. E’ infatti evidente - terminano Daniele Sbarassa ed Elio D’Annibale - come la differenza sia solo politica ed è di quest’ultima la responsabilità dello sperpero di denaro pubblico cui assistiamo da anni. Fondi utili a scongiurare la chiusura di alcune Guardie mediche e reparti ospedalieri in alcune realtà della regione, come anche lamentato recentemente dal SIM (Sindacato Medici Italiani), e che gli abruzzesi dovranno continuare a digerire laddove l’elisoccorso regionale non sarà affidato ai Vigili del fuoco».

M5S SBALORDITO

«È ovvio che si decide di affidare l’elisoccorso a ditte private, che necessariamente perseguono fini di lucro, il costo del servizio sarà sempre più elevato rispetto ad una gestione da parte di una pubblica amministrazione», ha commentato il consigliere regionale del M5S, Riccardo Mercante. «Senza dimenticare, poi - ha proseguito Mercante - che i Vigili del Fuoco sono in grado di offrire garanzie di sicurezza e di intervento che un operatore privato non possiede. Lascia, quindi, un po’ sbalorditi il fatto che la Regione continui a difendere una scelta che non trova alcuna giustificazione ed anzi va ad aggravare pesantemente le casse pubbliche.  Vedremo cosa risponderà Paolucci in Consiglio ma è chiaro che se dovesse continuare su questa falsariga sarà chiamato a spiegare ai cittadini abruzzesi perché si spendano soldi tanto inutili da un lato e si taglino persino i servizi essenziali dall’altro».