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La proposta di legge: 1000 biciclette per il bike sharing. A chi non piace?

L’Abruzzo indietro di molti anni su questo versante

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La proposta di legge: 1000 biciclette per il bike sharing. A chi non piace?

ABRUZZO. Mille biciclette, trenta postazioni di prelievo e deposito, otto potenziali comuni interessati. Sono questi i numeri del progetto di legge presentato dal Consigliere regionale Leandro Bracco (Sinistra italiana) che intende promuovere il "Bike sharing" in Abruzzo: un sistema di trasporto sostenibile da anni diffuso in Europa e nelle maggiori città italiane. Un'opportunità per i cittadini di usufruire di un mezzo ecologico e a costi ridottissimi per compiere brevi spostamenti urbani.

Il bike sharing prevede la presenza di stazioni in diversi punti della città dove sono collocate le biciclette, bloccate a sostegni fissi.

La bicicletta può essere liberamente utilizzata dai cittadini dopo aver ottenuto un dispositivo sbloccante fornito dal gestore del servizio, allo scopo di scoraggiare i furti e registrare gli utilizzatori.

La proposta di Bracco impegnerebbe la Regione all'acquisto di mille biciclette da concedere gratuitamente ai comuni che intendano attivare il servizio la cui popolazione sia superiore ai 30000 abitanti.

L'impegno complessivo di spesa richiesto è di 110mila euro. Le amministrazioni interessate dovrebbero occuparsi della manutenzione dei mezzi e delle rastrelliere e prevedere l'attuazione di un regolamento di utilizzo con la previsione dell'eventuale tariffa oraria.

«In Abruzzo il bike sharing è ancora una realtà quasi sconosciuta – spiega Bracco – con questa legge potrebbero usufruire di questo servizio le città dell'Aquila, Pescara, Chieti, Teramo, Montesilvano, Avezzano, Vasto e Lanciano. E' essenziale che le Istituzioni promuovano servizi di mobilità sostenibile, con la bicicletta al primo posto – sottolinea il Consigliere di Sinistra Italiana – in maniera da limitare l'utilizzo dell'auto privata e consentire ai cittadini di raggiungere con facilità quei luoghi dove il mezzo pubblico non arriva o non può arrivare».

ANCHE IL M5S PROPONE LA SUA LEGGE


Anche il M5s propone la sua legge.

La proposta di Legge si sostanzia in numero otto articoli. Prevede, per la sua realizzabilità, una collaborazione con Unioncamere Abruzzo, nella fase di concessione dei contributi in favore dei privati. Se la proposta del M5S venisse approvata, ai cittadini sarebbe elargito un contributo pari al 30% del prezzo di acquisto, comprensivo di IVA, fino a un massimo di 200 euro una tantum, per  l'acquisto  di  una bicicletta nuova di fabbrica.

I contributi sono cumulabili con altre agevolazioni o misure a sostegno dell’acquisto di bici elettriche a pedalata assistita, eventualmente previste e contenute in norme vigenti all’atto di avvio dell’iter per la richiesta di contributo.

ECCO IL PROGETTO DI LEGGE BRACCO


Art. 1

(Definizione)

1.    Si definisce:
a)     “Bike sharing” un servizio di condivisione di biciclette di proprietà pubblica, delle quali si può usufruire dietro pagamento di una tariffa oraria o di un abbonamento con l’obbligo di riconsegnarle, al termine dell’utilizzo, presso uno qualsiasi dei vari punti di distribuzione;
b)    Stazione di “Bike sharing” è il punto dove è possibile prelevare la bicicletta per gli spostamenti o dove è possibile depositare la bicicletta dopo l’utilizzo.
c)     “Rastrelliera” è la struttura alla quale viene agganciata la bicicletta.
d)    “Utente” è il soggetto abilitato all’utilizzo del servizio, come definito alla lettera a) del presente articolo, mediante sottoscrizione di adesione.
 
Art. 2
 
(Oggetto e finalità)
 
1.    La Regione Abruzzo, in ossequio all’articolo 32 della Costituzione della Repubblica italiana che tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, al fine di migliorare la tutela della salute della popolazione abruzzese, con la presente legge:
a)     promuove e sostiene il “Bike sharing” quale metodo alternativo di muoversi in città per contribuire a diminuire il traffico e a ridurre l’inquinamento;
b)    promuove e sostiene un sistema di mobilità che individua misure per la riduzione dei gas serra e dell’inquinamento acustico nonché per il progressivo abbandono del modello incentrato sull’utilizzo dell’automezzo privato.
 
Art. 3
 
(Acquisto di beni)
 
1.     La Regione Abruzzo, al fine di garantire e rendere effettive le finalità della presente legge come individuate al precedente articolo 2, acquista:
a)    N° 1.000 biciclette da destinarsi all’effettuazione del servizio di “Bike sharing” come meglio definito alla lettera a) dell’articolo 1;
b)    N° 30 stazioni di “Bike sharing” come meglio definite alla lettera b) dell’articolo 1;
c)    N° 30 rastrelliere come meglio definite alla lettera c) dell’articolo 1.
 
Art. 4
(Cessione dei beni a titolo di comodato gratuito ai Comuni)
 
1.     I Comuni abruzzesi interessati ad attivare un servizio di Bike sharing all’interno del proprio territorio comunale possono, previa richiesta alla Giunta regionale, ottenere in comodato gratuito i beni indicati all’articolo precedente.
2.     Il contratto di cui al comma precedente è a tempo indeterminato e le eventuali spese derivanti dallo stesso sono a carico del comodatario.
3.     Possono sottoscrivere il contratto di comodato gratuito previsto dal comma precedente, solo i Comuni abruzzesi aventi una popolazione residente superiore alle 30.000 persone.
4.     I Comuni abruzzesi devono allegare, alla richiesta di cui al comma 1 del presente articolo, un progetto particolareggiato in cui deve essere indicato il numero di biciclette, di stazioni di “Bike sharing” e di rastrelliere richieste.
5.     La Giunta regionale, entro 60 giorni dalla ricezione della documentazione di cui ai commi precedenti, decide se sottoscrivere, con il Comune interessato, il contratto con cui cede in comodato gratuito i beni indicati al precedente articolo 3.
 
Art. 5
(Obblighi dei Comuni)
 
1.     I Comuni che hanno sottoscritto il contratto di comodato gratuito per ottenere i beni indicati all’articolo 3 devono emanare, prima dell’attivazione del servizio di Bike sharing, un regolamento per la disciplina dello stesso recante:
a)    le modalità di adesione dell’utente al servizio di Bike sharing;
b)    le condizioni economiche del servizio e i termini di utilizzo dello stesso;
c)    gli obblighi e le responsabilità cui è tenuto l’utente durante la fruizione del servizio di Bike sharing;
d)    gli obblighi e le responsabilità del gestore del servizio.
2.     I Comuni di cui al comma precedente possono stipulare contratti con agenzie private  attraverso i quali è consentito utilizzare le biciclette del sistema di Bike sharing per l’effettuazione di campagne pubblicitarie.
3.     Gli introiti derivanti dalla sottoscrizione dei contratti di cui al comma precedente devono essere reimpiegati prioritariamente per la manutenzione delle biciclette, delle stazioni di Bike sharing, delle rastrelliere e di tutti quei beni collegati al servizio offerto.

 

Art. 6

(Casi di revoca del contratto di comodato gratuito)

1.    La Regione Abruzzo può in qualsiasi momento revocare il contratto di comodato gratuito previsto dall’articolo 4 comma 1 qualora:
a)     il Comune non attivi il servizio di Bike sharing entro due anni dalla sottoscrizione del contratto di comodato gratuito;
b)    il Comune non emani prima dell’attivazione del servizio di Bike sharing il regolamento previsto dal comma 1 dell’articolo precedente;
c)     il Comune non utilizzi gli introiti eventualmente derivanti dalla stipula dei contratti previsti dal comma 3 dell’articolo precedente per l’effettuazione dei lavori di manutenzione delle biciclette, delle stazioni di Bike sharing, delle rastrelliere e di tutti quei beni collegati al servizio offerto.
 
Art. 7

(Disposizioni finanziarie)

1.     In fase di prima applicazione, agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge è autorizzata per l’anno 2016 la spesa complessiva di euro 110.500,00, cui si fa fronte con le risorse di apposito e nuovo stanziamento denominato “Spese per la promozione del Bike sharing”, istituito nello stato di previsione della spesa del bilancio regionale 2016-2018, alla Missione 13 “Tutela della salute”, Programma 08 “Politica regionale unitaria per la tutela della salute”, Titolo 1.

2.     Ai fini della copertura della spesa di cui al comma 1, al bilancio di previsione 2016-2018 è apportata, per l’anno 2016, la seguente variazione per competenza e cassa di uguale importo:

a)     in aumento parte Spesa: Titolo 1, Missione 13 “Tutela della salute”, Programma 08 “Politica regionale unitaria per la tutela della salute”, per euro 110.500,00 del nuovo  stanziamento denominato “Spese per la promozione del Bike sharing”;

b)    in aumento parte Entrata: Titolo 1 “Entrate correnti di natura tributaria, contributiva e perequativa” Tipologia 101 “Imposte, tasse e proventi assimilati”, Categoria 50, stanziamento denominato “Tassa automobilistica riscossa a seguito di attività di accertamento e controllo”, per euro 110.500,00.

3.    Per le annualità successive al 2016, gli oneri derivanti dall’attuazione delle disposizioni della presente legge trovano copertura finanziaria nell’ambito dello stanziamento del Titolo 1, Missione 13, Programma 08 dello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione Abruzzo, annualmente determinato e iscritto, nel rispetto degli equilibri di bilancio, con la legge di bilancio, ai sensi dell’articolo 38 del D.Lgs. n. 118/2011.
 
Art. 8

(Entrata in vigore)

1.    La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Abruzzo in versione telematica (BURAT).

 

 


RELAZIONE


Presidente, Colleghi

Il bike sharing (traducibile come "condivisione della bicicletta" o anche “servizio di biciclette pubbliche”) è uno degli strumenti di mobilità sostenibile a disposizione di quelle amministrazioni che intendono limitare l’utilizzo dell’auto privata a favore dei mezzi di trasporto pubblici (autobus, tram e metropolitane) integrandolo con l'utilizzo delle biciclette condivise per i viaggi di prossimità dove il mezzo pubblico non arriva o non può arrivare. È quindi una possibile soluzione al problema dell'"ultimo chilometro", cioè quel tratto di percorso che separa la fermata del mezzo pubblico alla destinazione finale dell'utente .

Il bike sharing  prevede la presenza di stazioni in diversi punti della città dove sono collocate le biciclette. Le biciclette sono ovviamente bloccate a sostegni fissi, onde evitare furti, e sono quindi utilizzabili solo dopo averle sbloccate o con una chiave o con una tessera apposita.

Il servizio non è quindi generalmente usufruibile da tutti ma richiede una registrazione per la consegna delle chiavi o della tessera: in questo modo si scoraggiano i furti poiché si è a conoscenza di chi ha utilizzato la bicicletta in un dato momento.

A seconda del sistema utilizzato, alla fine dell'utilizzo, la bicicletta può essere riportata in un'altra stazione od obbligatoriamente nella medesima stazione di partenza. Generalmente la prima mezz'ora od ora è gratuita, poi il servizio è a pagamento e più si usa la bicicletta (e quindi non la si condivide) più il costo aumenta; questi sistemi possono prevedere anche abbonamenti mensili o annuali. Esistono anche sistemi, installati soprattutto nelle città più piccole, completamente gratuiti.

Tale servizio può essere finanziato attraverso accordi con compagnie private, come accade in molte città europee come Parigi, Lione, Stoccolma, Barcellona. Infatti in queste realtà le compagnie pubblicitarie forniscono alle municipalità, gratuitamente o a un prezzo di favore, le biciclette e in cambio possono apporre della pubblicità sia sulle biciclette che in altri punti della città.

Questo servizio è ampiamente diffuso in molte nazioni. Tra queste ricordiamo:

- il “Velib” (abbreviazione di vélo libre service) che a Parigi vede la presenza di 1.451 stazioni con più di 20.000 biciclette ivi depositate;

- il Bicing di Barcellona;

- il Barclays City Hire di Londra.

In Italia le città dotate di condivisione di biciclette sono 132.

Il servizio è attivo sia nelle aree metropolitane (Milano,  Torino,  Napoli), sia nelle grandi città (Bari, Brescia, Bergamo, Verona) sia in città medio-piccole (ad es. Trani e Busto Arsizio).

Nella zona centro-occidentale della provincia di Torino, dal 20 settembre 2008, è attivo il sistema BiciinComune, coordinato dal Patto Territoriale Zona Ovest di Torino che ha all'attivo 22 stazioni di distribuzione sul territorio tra Collegno, Grugliasco, Rivoli, Venaria Reale, Alpignano e Druento, che raggiungono un bacino di utenza di quasi 200.000 residenti. È possibile prelevare e riconsegnare le biciclette in uno qualunque dei Comuni aderenti e in una qualsiasi stazione, anche se diversa dal Comune di partenza, ed è attivo un portale web con informazioni sul servizio. Il bike sharing di Milano (BikeMi) con 280 stazioni attive e oltre 4.650 biciclette (di cui circa 1.000 elettriche e alcune decine per bambini) è il sistema più esteso e utilizzato d'Italia. Nel 2015 sono stati effettuati 3,1 milioni prelievi e gli abbonamenti annuali sono 44.682.
Al Sud, Salerno, da maggio 2012, ha avviato un sistema di bike sharing in collaborazione con gli esercizi commerciali cittadini. Il bike sharing dal 2012 è presente anche nella città di Cagliari: il servizio è stato creato in concomitanza alla creazione delle prime piste ciclabili della città sarda. (fonte Wikipedia).

In Abruzzo il bike sharing è ancora realtà quasi sconosciuta. Con la presente legge ci si prefigge lo scopo di introdurre un sistema integrato di bike sharing almeno nelle città con più di 30.000 abitanti quindi L’Aquila, Pescara, Chieti, Teramo, Montesilvano, Avezzano, Vasto e Lanciano.

Questo progetto di legge è composto da 8 articoli;
-        l’articolo 1 contiene le definizioni dei termini utilizzati;
-        l’articolo 2 stabilisce l’oggetto e le finalità;
-        l’articolo 3 disciplina l’acquisto dei beni necessari per le finalità;
-        l’articolo 4 prevede la cessione dei beni a titolo di comodato gratuito ai Comuni;
-        l’articolo 5 definisce gli obblighi dei Comuni in materia;
-        l’articolo 6 regolamenta i casi di revoca del contratto di comodato gratuito;
-        l’articolo 7 contiene le disposizioni finanziarie;
-        l’articolo 8 disciplina l’entrata in vigore della legge.