L'INCONTRO

Cinema, anche Bollywood sbarca a L’Aquila

Ogni anno in India si girano quasi mille film

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

185

Cinema, anche Bollywood sbarca a L’Aquila

ABRUZZO. Anche Bollywood sbarca a L’Aquila.

Due giorni di riprese in varie location sopra il Gran Sasso (Rocca Calascio, Capestrano, Caporciano e Bominaco le location scelte) ad opera di una produzione indiana che si è rivolta alla Film Commission L’Aquila e Gran Sasso per organizzare le proprie riprese in terra abruzzese, tra Principesse orientali e centurioni romani in un clima, insomma, completamente bollywoodiano.

Dunque anche il cinema indiano (che produce più fil al mondo) sbarca in Abruzzo.

Il 30 settembre sono iniziate le riprese del film “Sarabha” della Aks Enternainment, casa di produzione indiana con sede a Dubai, nelle location del Gran Sasso, tra Capestrano, Caporciano e Rocca Calascio, per la regia di Narasimha Rao Nukala.

E’ presente la troupe di circa 30 unità, compresi i protagonisti del film Aakash Sehdev e Indrani Chakrborty, il produttore esecutivo Ali Sajjad, il responsabile dei rapporti internazionali Prabhakar Rao e il capo operatore, italiano, Sebastiano Malpasso. A questi si sono aggiunte dieci comparse locali (tra cui anche Simone Coccia Colaiuta, fidanzato della senatrice Stefania Pezzopane) e i responsabili della Film Commission L’Aquila e Gran Sasso, incaricati di agevolare lo svolgimento delle riprese e del casting.

«Si tratta di una produzione bollywoodiana che potrebbe far scoprire l’Abruzzo al più grande mercato cinematografico mondiale: se infatti questo film stava finora seguendo alcuni tra i luoghi più noti del nostro Paese (Napoli, Verona e la Valle d’Aosta) questa imprevista visita nella nostra Regione sta riuscendo a mettere in luce anche le nostre bellezze», dicono dalla Film Commission.


Ogni anno in India si girano quasi mille film, distribuiti regolarmente in oltre 70 nazioni, più o meno quante quelle (come l’Italia) dove si vedono quasi solo i film americani. Ma esistono anche televisioni satellitari come B4You (cioè “Bollywood per voi”) che mandano in onda soltanto film indiani e vengono captate in oltre 100 nazioni.

Nell’anno 2010 (ultimo dato disponibile) per vedere i film indiani sono stati venduti quattro miliardi di biglietti in tutto il pianeta, mentre per vedere i film americani ne sono stati venduti solo tre miliardi.

Da qualche anno si sta assistendo proprio al fenomeno di registi che girano alcune scene in Europa; una delle scenografie di maggiore frequentazione è il paesaggio alpino. Il motivo ha anche a che fare con la voglia di inserire elementi che possano risultare esotici per il pubblico indiano, ma in realtà il motivo principale consiste nella impossibilità di girare scene con quel tipo di paesaggi nello stato del Kashmir, da molto tempo scenario di guerra, dove non è più possibile garantire condizioni di sicurezza.

Una notizia così particolare non poteva che essere un buon auspicio per gli argomenti in fase di discussione nel corso dell’ultima riunione della Film Commission che tra molti sforzi e poco sostegno, sta riuscendo ad attrarre le produzioni; in attesa che una Film Commission regionale prenda il via seguendo la rotta indicata nella proposta di legge regionale Pietrucci a L’Aquila, per una volta, non si resta a guardare.

I sindaci presenti hanno confermato la loro adesione al progetto L’Aquila e Gran Sasso Film Commission (progetto che, per la sua ambizione ad unire, ha ricevuto il sostegno dello stesso Consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci e della Senatrice Stefania Pezzopane), assicurando la partecipazione dei propri Comuni e la disponibilità a collaborare fattivamente per tutto il progetto presentato, ovvero anche per il discorso “Promozione turistica attraverso il Festival del Gran Sasso”: le Amministrazioni comunali e le Pro Loco aderirebbero formalmente al Festival del Gran Sasso, lavorando per una promozione unitaria degli eventi estivi del 2017: un solo grande cartellone per far conoscere il Gran Sasso anche fuori Regione, tutti insieme per ricordare che questa Montagna è viva e vuole poter continuare a vivere.