SANITA'

Servizi sociali e nuovi ticket, il centrosinistra sconfessa (per ora) D’Alfonso e Paolucci

In V Commissione non approvano quanto già stabilito dalla giunta

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

300

Paolucci: «Ora costruiremo il nuovo ospedale di Avezzano»

Al centro Paolucci

ABRUZZO. Qualcosa è cambiato. E’ inutile negarlo da quando -si dice- che l’Abruzzo è uscito dal commissariamento la barra del timone ha oscillato più volte facendo perdere acqua preziosa.

Ieri l’ennesimo indizio: la maggioranza, sposando le posizioni della minoranza, si è astenuta all’unanimità sulla Delibera di Giunta Regionale numero 552/P del 25 agosto scorso. Si tratta dell’atto di “indirizzo applicativo per l'attuazione omogenea nel territorio della Regione Abruzzo nel settore dei servizi sociali e socio-sanitari della disciplina prevista dal DPCM 159/2013 - Indicatore della situazione economica equivalente ISEE - Modifica parziale degli artt. 5 e 6”, cioè uno dei punti dolenti del riordino dei servizi sanitari in regione.

Il parere della stessa Commissione, peraltro, è vincolante.

Dunque in questo caso il centrosinistra con il non voto ha di fatto sfiduciato quanto stabilito dalla giunta D’Alfonso proprio su una materia fondamentale.

«L’attuale maggioranza consiliare», è la lettura di Forza Italia, «rendendosi conto della gravità e dell’efficacia dell’atto, scarica all’esecutivo (Paolucci/Sclocco) la responsabilità politica e amministrativa di introdurre il pagamento dei ticket su alcune prestazioni socio-sanitarie.

Sul tavolo c’è il pagamento del ticket anche per le fasce più deboli.

Con l’entrata in vigore delle norme stabilite dalla giunta si fissano gli scaglioni ISEE di compartecipazione dell’utente anche per i redditi più bassi (da 15 a 18 mila euro) per un importo del 20%.

Per le prestazioni sociali la soglia per l'esenzione totale è stata innalzata a 8mila euro di reddito Isee, a fronte dei precedenti 5mila; per quelle socio-sanitarie da 5 a 15mila euro.

Contestualmente, la giunta regionale ha approvato anche le nuove tabelle per la compartecipazione alle prestazioni socio-sanitarie, che tengono conto delle diverse tipologie di utenza.

Per un adulto disabile non coniugato e senza figli, l'obbligo di compartecipazione scatta oltre i 15mila euro di reddito Isee ed è pari al 20 per cento, per raggiungere il 100 per cento per i redditi oltre i 26mila 501 euro ai fini Isee.

Per adulti disabili o anziani non autosufficienti coniugati e/o con figli, l'obbligo scatta oltre i 24mila euro con una quota del 20 per cento, che raggiunge il 100 per cento oltre i 42mila euro.

Per i minori con disabilità, infine, la soglia per la compartecipazione scatta oltre i 36mila euro, con una quota totale per i redditi oltre 52mila euro a fini Isee.

Inoltre si stabilisce che tutti i Comuni, con una decisione ‘lineare’ debbano applicare lo stesso livello di tassazione.

«Tasse che evidentemente vanno a pesare enormemente sulle categorie più deboli. Inoltre», aggiunge Forza Italia, «c’è il rischio concreto che tale costo sociale finisca per gravare sui Comuni, che non sono in grado di sostenere tale spesa. Questo sicuramente aprira la strada a diversi ricorsi da parte di molti sindaci pronti a ricorrere al Tar. Pertanto – concludono Sospiri, Febbo, Gatti, Iampieri e Chiodi – oggi questo governo regionale, che mostra evidenti frizioni interne, bocciando questa Delibera intende rendere i cittadini e l’utenza più povera e quindi adesso ci aspettiamo che la maggioranza consiliare rifletta e blocchi immediatamente tale atto affinché non diventi mai esecutivo ed efficace».

Più netti i consiglieri Ranieri e Pettinari del M5s.

«Regole ingiuste procedure illegittime», dicono spiegando il loro voto contrario, «alcuni consiglieri del Governo D’Alfonso, messi davanti alla responsabilità, anche giuridica, conseguente all’approvazione di un simile documento, si sono tirati indietro e non hanno sostenuto la linea degli Assessori proponenti. Ormai sono anni che lottiamo in commissione per fermare questa ingiustizia che il PD vuole far passare per cambiamento» spiegano i consiglieri 5 stelle «la compartecipazione alla spesa socio sanitaria è iniqua, soprattutto così come è stata concepita: lo scopo del Governo D’Alfonso è solo quello di uscire dal commissariamento. Per questo sono disposti a tutto, anche gravare ulteriormente sulle fasce deboli della popolazione. Siamo contenti” proseguono Ranieri e Pettinari” che oggi alcuni consiglieri di maggioranza, per timore o per buon senso, abbiamo scelto di darci ragione, rifiutando di accollarsi una responsabilità, sia sociale che giuridica, così evidente. Adesso ci aspettiamo che Paolucci e Sclocco ristabiliscano la legalità eliminando questo provvedimento».


«NON SIAMO ALLO SBANDO»

Il capogruppo del PD in Consiglio regionale, Sandro Mariani, prova a limitare i danni: «la maggioranza non è assolutamente allo sbando. Oggi pomeriggio, semplicemente, alcuni consiglieri non hanno potuto partecipare, per motivi personali non prevedibili, ai lavori della Commissione Sanità. Abbiamo invece condiviso il lavoro portato avanti dall'assessore alle politiche sociali Marinella Sclocco, che è riuscita a elevare al massimo le soglie di esenzione, consentendo di fatto a gran parte degli utenti di non dover pagare nulla, a differenza di quanto previsto dal vecchio piano sociale, approvato dal governo Chiodi nel 2011».