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Arap, dov’è il piano di rilancio?

La lettera dei sinacati al commissario Leombroni

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Arap, dov’è il piano di rilancio?

ABRUZZO. Tutto tace all’Arap ed i sindacati cercano risposte e confronti.

Così  la Cisl Funzione Pubblica ha inviato una lettera al Commissario Straordinario ARAP Abruzzo, Giampiero Leombroni, al Direttore Generale, Antonio Sutti, al Presidente della Giunta Regionale Abruzzo, Luciano D’Alfonso, al Vice-Presidente, Giovanni Lolli, e al Presidente della Commissione di Vigilanza, Mauro Febo, per sollecitare un incontro perché fino ad oggi non ci sono state costanti relazioni sindacali con il legale rappresentante dell’Ente.


Nei pochi tavoli d’incontro dovevano essere tratte tutte quelle materie previste dalla contrattazione, ma tutto ciò non è stato possibile per l’indisponibilità temporale di codesto Ente e non vi è stato il tempo materiale di approfondire le molteplici tematiche e i numerosi problemi inerenti l’azienda. Spesso non è stato possibile un confronto per mancanza degli interlocutori.

L'ARAP è ente strumentale della Regione e svolge le attività finalizzate a favorire lo sviluppo e la valorizzazione delle attività produttive in coerenza con la programmazione regionale.

Il 30 settembre è in scadenza il mandato del Commissario straordinario e, a distanza di quasi un anno, non è stato prodotto un Piano industriale aziendale che possa rilanciare le attività dell’ente. Purtroppo a pagare questi ritardi sono solo i lavoratori, che vivono un senso di smarrimento e di precarietà. L’insediamento del commissario avrebbe dovuto comportare un programma stringente per realizzare alcuni obiettivi.


L’organizzazione del lavoro, l’andamento economico e produttivo dell’ente, lo sviluppo di iniziative societarie di rilievo per gli assetti occupazionali, l’andamento dell’occupazione con riferimento ai programmi operativi di rilevanza per lo sviluppo occupazionale, sono alcune delle materie che devono essere oggetto di  confronti sindacali  attraverso gli istituti della informazione, concertazione e contrattazione.

La CISL FP denuncia la politica perché non ha adottato «i provvedimenti nei tempi giusti e congrui e i consulenti esterni che continuano ad assumere decisioni senza conoscere le realtà, i territori, screditando il personale che vive in un clima di terrorismo psicologico e a volte umiliati nella loro dignità di lavoratori».

«Entro sei mesi, salvo proroga di altri sei, il commissario dovrà enucleare il progetto di riorganizzazione adeguato alla mission dell’Arap. Il percorso di riorganizzazione deve coinvolgere le forze sociali sindacali, imprenditoriali, i sindaci, e i lavoratori, - ricorda la CISL. Rimangono, ancora, irrisolti alcuni problemi collegati alla situazione gestionale ed i rapporti tra gli ex Consorzi industriali e i rispettivi enti di ambito. Ad oggi una cosa è certa : l’ARAP fornisce dei servizi agli enti gestori e questi non pagano. Non siamo a conoscenza dell’organigramma dell’ente. La CISL FP ritiene che la prima cosa da fare dal giorno dell’atto di fusione era la ricognizione delle risorse umane a disposizione e puntare alla valorizzazione delle stesse attraverso la motivazione ed il coinvolgimento. Non sono state consegnate le buste paga (cedolini) e, da alcuni mesi, neppure i buoni pasto, e i premi di produttività non sono stati erogati. Ad alcuni dipendenti che sono stati posti in quiescenza non risultavano versati tutti i contributi».