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Leombroni, nuovo incarico da commissario Ersi ma le carte sono top secret

Nuovo scontro Febbo-Regione sull’accesso agli atti

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Leombroni, nuovo incarico da commissario Ersi ma le carte sono top secret

Giampiero Leombroni




ABRUZZO. Giampiero Leombroni è stato nominato anche commissario dell’Ente Regionale per il Servizio Idrico Integrato (ERSI). La nomina regionale è di alcune settimane fa ma le carte non sono ancora state concesse al consigliere di Forza Italia, Mauro Febbo già alla sua terza richiesta.


L’Ersi è l’ente d’ambito unico che sovrintende alle vicende del servizio idrico e di depurazione che dovrà valutare gli appalti da 200mln di euro in arrivo stanziati dalla Regione.

«Tramite i miei  uffici», ha spiegato Febbo, «ho provveduto ad inoltrare all’attenzione del Segretario Servizio Verifica Atti della Presidente della Giunta,  Valenza,  ben tre specifiche e distinte richieste (il 13, 19 e 23 settembre) al fine di ricevere e visionare copia dell’atto di nomina del geometra Giampiero Leombroni in seno all’Ersi. Del perché l'atto sia secretato non riusciamo a capirne le motivazioni, sta di fatto che a tutt’oggi le richieste sono rimaste inevase e prive di risposta. Dopo le nostre sollecitazioni vorremmo capire se e quando la Regione Abruzzo ha provveduto a nominare il nuovo Commissario dell’Ente. Il neo commissario Leombroni – commenta Febbo – già commissario del Consorzio Bonifica Sud (dove ha aumentato il tributo consortile del 57 %) attuale commissario dell’Arap e presidente in pectore dell’Aca (così dicono le cronache giornalistiche) dovrebbe essere stato investito nel ruolo di commissario dell’Ersi sostituendo proprio Daniela Valenza, ex lavoratrice precaria del Comune dell’Aquila che in passato ha gestito il contenzioso per il terremoto ma soprattutto è stata consulente di D’Alfonso nel processo Housework ed oggi, guarda caso, ricopre proprio il ruolo di segretario della Giunta regionale alle dipendenze del presidente della Regione».

Una nomina, quella di Leombroni all’Ersi che, se dovesse corrispondere al vero, secondo Febbo «creerebbe non poco imbarazzo ed uno scenario sul quale vi sono più ombre che luci. Intanto all’interno della stessa maggioranza, dove da mesi si assiste al tira e molla con  il presidente della Commissione Bilancio Maurizio De Nicola che invece preme per nominare l’ex assessore della giunta di centrodestra Angelo Di Paolo. Mettersi contro il presidente della Commissione, che ha più "poteri" nei lavori Consiliari, per D'Alfonso non è poca cosa.  Allo stesso tempo il fidato Leombroni, sempre disponibile nel ricoprire i ruoli chiavi di ogni Ente regionale importante, oggi viene chiamato anche a dirigere l’Ente d’ambito unico, quindi la gestione dell’acqua e dei suoi nuovi depuratori con tutti i fondi del Masterplan: un affare da centinaia di milioni di euro».


«Pertanto – conclude il Presidente della Commissione vigilanza - vorremmo capire come mai il Presidente D’Alfonso intende lanciare una vera e propria Opa sulla partita dell’acqua e di tutti i prossimi investimenti attinenti alle ATO provinciali. Una gestione verticistica, del tutto riconducibile ad una sola testa, in Abruzzo non si è mai verificata e spero che la stessa maggioranza di centrosinistra ( se esiste ancora la Sinistra in Abruzzo ) intervenga al fine di chiarire e dipanare una matassa che col passare dei giorni diventa sempre più intrigata e ingarbugliata».