LO SCANDALO

Parco Nazionale della Costa Teatina. Melilla: «Renzi firmi subito perimetrazione»

Il deputato di Sel: «è uno scandalo, cosa si aspetta?»

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Parco Nazionale della Costa Teatina. Melilla: «Renzi firmi subito perimetrazione»

Matteo Renzi

ABRUZZO. Il deputato di Sel, Gianni Melilla, è tornato oggi a chiedere al Presidente del Consiglio dei Ministri Renzi di firmare la proposta di perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina depositata il mese di maggio del 2015 dal commissario ad acta Giuseppe De Dominicis.

Sono passati 16 mesi «senza nessuna logica se non un sotterraneo e illegale ostruzionismo di fatto», denuncia Melilla, tutto è fermo. La legge nazionale istitutiva del Parco della Costa Teatina è stata approvata nel lontano 2001.

«Siamo in presenza di uno scandalo, di un furto alla legalità, di una ingiusta penalizzazione delle popolazioni interessate e dell'intero Abruzzo», insiste il deputato. «Dopo 15 anni, ancora siamo all'anno zero per il quarto Parco Nazionale della nostra regione».

Il Governo dovrà rispondere tra una settimana alla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati.

«Non faremo sconti ad una condotta istituzionale inqualificabile ed illegittima che configura un reato di abuso di potere», assicura Melilla.

Già nei mesi scorsi proprio il Ministero aveva spiegato che l'unica perimetrazione giuridicamente legittima del Parco della Costa Teatina è quella presentata dal Commissario del Governo Giuseppe De Dominicis. Le modifiche apportate dai sindaci, insomma, non potevano essere validate.

Come si ricorderà l’elaborato dell’ex presidente della Provincia di Pescara non aveva convinto alcuni amministratori locali che avevano fatto fronte comune e chiesto l’intervento del presidente D’Alfonso.

Da qui un taglia e cuci che ha di fatto delegittimato quanto realizzato dal commissario, nominato

(non senza polemiche) proprio per occuparsi della questione.

Si disse che era stata usata una cartografia vecchia (1956): «è falso», replicò De Dominicis. «Al contrario è stata usata una D.B.T.R. (Data Base Territoriale Regionale) edizione 2007, a disposizione regolarmente sul sito Regione Abruzzo».

E il commissario spiegò anche che ai Comuni era stata data la proposta di piano e chiesto una loro controproposta: «alcuni lo hanno fatto e altri no. Basterebbe chiedere ai sindaci, di Ortona, San Vito, Fossacesia, Rocca San Giovanni».

Inoltre De Dominicis spiegò che erano stati raccolti suggerimenti (22 incontri) «preziosissimi» da parte di associazioni e organizzazioni di categoria, e contenuti nella normativa così come quelle per esempio della Capitaneria del Porto di Vasto che riguardavano le banchine del porto.

E gli emendamenti dei sindaci non erano piaciuti neppure agli ambientalisti che fin da subito hanno parlato di modifiche destinare a «svilire» il Parco.

Nella proposta modificata tra le altre cose erano previsti l'esclusione dei piani di lottizzazione dai divieti imposti nelle misure di salvaguardia e la possibilità di realizzazione di opere stradali da parte di Comuni e Anas.