SANITA'

Uscita dal commissariamento. Solo due mesi fa «squilibrio strutturale» ma alla politica non importa

Paolucci: «valutazione "asettica" e "rigorosa" dei Ministeri della Salute e delle Finanze»

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Uscita dal commissariamento. Solo due mesi fa «squilibrio strutturale» ma alla politica non importa

Allegria in Consiglio dei Ministri

ABRUZZO. «L'Abruzzo è "tecnicamente" meritevole di uscire dal commissariamento perché ha risanato i conti economici ma, soprattutto, perché è riuscita a raggiungere il fatidico parametro di 160 che attesta la qualità dei livelli essenziali di assistenza».

Lo ha detto ieri l’assessore Silvio Paolucci in una rilassatissima conferenza stampa nella quale la sanità abruzzese è diventata quasi la migliore del mondo.

Le parole dell’assessore sono, però, importanti e degne di essere sottolineate e ricordate.

«Questo si traduce in servizi di qualità e capacità di risposta alla domanda di salute dei cittadini», ha detto, «già oggi riscontrabili. Ora si guarda al futuro e si volta pagina, ponendo al centro la cura del paziente e delle loro famiglie» .

Paolucci ha aggiunto: «è la fine di un decennio di risanamenti, investimenti e confronti competitivi con la valutazione "asettica" e "rigorosa" dei Ministeri della Salute e delle Finanze. Dopo dieci anni, l'Abruzzo può vantare oggi il titolo di benchmark per tutte le altre regioni che devono ancora completare il loro percorso di risanamento».


«Abbiamo azzerato tutti i debiti pregressi della sanità abruzzese costato 245 milioni di euro; il piano di prevenzione 2014-2018; l'istituzione del registro tumori, il percorso nascite che – come ha rimarcato - non è stato di tagli ma di maggiori investimenti in sicurezza e, soprattutto, il nuovo Piano di riqualificazione del servizio sanitario regionale 2016-2018 che tratteggia il volto della sanità regionale, attraverso una forte semplificazione e opportuno snellimento del ricorso ai presidi ospedalieri, prevalentemente vocati alle acuzie».

Insomma un quadro a tinte forti, anzi fortissime, quasi abbaglianti e per questo si spera che non sia un vero e proprio abbaglio quello di Paolucci che ha voluto quasi rispondere ai tanti dubbi che aleggiano su questa uscita dal commissariamento.

Dubbi che partono dai tanti annunci disattesi per più di due anni, ai quali si aggiunge quello della uscita annunciata a luglio, data come cosa già fatta e la improvvisa accelerazione dopo il tavolo di monitoraggio che prevedeva ulteriori scadenze e controlli almeno fino a dicembre prossimo.

E quando Paolucci dice che i ministeri hanno avuto una «valutazione asettica e rigorosa» dice una cosa importante e pesante che esclude completamente ogni pressione politica, magari eccessiva, per accelerare, controllare con maggiore fretta o minore incisività. Tutto escluso.

Se quello che dice Paolucci è vero, allora, bisogna per forza di cose ammettere che i tecnici che hanno scritto la pagina 69 dell’ultimo verbale del tavolo di monitoraggio (ne prendiamo solo una tra le tante) avessero un tasso alcolemico sopra la soglia.

Ecco cosa scrivono:

«il servizio sanitario della regione Abruzzo presenta una situazione di squilibrio strutturale che nel 2015 non emerge in relazione alla presenza di entrate una tantum per l‟utilizzo delle quote accantonate degli obiettivi di piano e di quote di payback relative all‟attuazione del decreto legge n. 179/2015, e hanno pertanto invitato la Struttura commissariale alla predisposizione di un nuovo documento che recepisca le osservazioni rese. Hanno ricordato inoltre che i valori di riferimento relativi al IV trimestre 2015 sono stati ridepositati sulla banca dati del NSIS e che pertanto le relative informazioni riportate nel programma operativo 2016-2018 devono conseguentemente essere aggiornate»


La data del verbale è il 19 luglio 2016, cioè meno di due mesi fa, ed i ministeri «asettici e rigorosi» dicevano che non c’è un equilibrio strutturale, il che significa una sola cosa: l’equilibrio (eventuale) non si è raggiunto con operazioni reali e sostenibili che abbiano ridotto la spesa e reso più forte e migliore la sanità ma si è trattato di aggiustamenti economici e finanziari, per di più straordinari e non ripetibili, il che significa che il prossimo anno le cose saranno diverse.

I rigorosi ed asettici ministeri dicono anche che sono state imposte delle prescrizioni da attuare e, dunque, tale ricetta sarebbe dovuta essere controllata nei prossimi mesi mentre prima di quelle verifiche l’Abruzzo è già uscito grazie al governo amico targato Renzi…

E sono molti i punti di quel verbale che rimandano a successivi appuntamenti proprio per la verifica delle prescrizioni emanate in quella sede.

Pare a tutti gli effetti una bella stranezza.

Tanto per avere una idea, nello stesso verbale, si quantificano gli aggiustamenti esclusivamente contabili e una tantum per il 2015 per una cifra che oscilla tra i 50 e gli 80 mln di euro. Significa che senza quegli aggiustamenti il disavanzo sarebbe stato di quella entità.


M5S: «MIGLIORARE LA SANITA’»   

Il Consigliere regionale del M5S, Riccardo Mercante, ha detto: «Dire che l’uscita dal commissariamento sia un risultato di cui essere soddisfatti mi sembra assolutamente fuori luogo visto che l’Abruzzo non è di certo una Regione nata commissariata ma lo è diventata, con il tempo, grazie ad una gestione della sanità pubblica, da parte dei governi di centro destra e di centro sinistra, non proprio esaltante. Uscire dal commissariamento - ha continuato Mercante - era il minimo che questo Governo regionale potesse e dovesse fare. Da adesso in poi si vedrà quali saranno i veri risultati di D’Alfonso e Paolucci, visto che, fino ad oggi, abbiamo assistito solo a drastici tagli di servizi, come i punti nascita, la rete dell’emergenza-urgenza, le guardie mediche, e ad un malfunzionamento generale della sanità pubblica accompagnato, per di più, da un aumento della pressione fiscale, di cui hanno fatto le spese soltanto i cittadini».

COMITATO ORTONA: «I SOLDI CI SONO E VENGONO SPESI MALE»  

Critico anche il comitato ortonese che si batte per la salvaguardia del nosocomio locale: «il grande dispendio di energie speso nel tentativo piuttosto maldestro di difendere un’assistenza sanitaria che ha solo penalizzato il nostro territorio attraverso una programmazione sanitaria locale votata verso l’ ”eccellenza” e non piuttosto verso anche i servizi essenziali, che devono essere sempre garantiti, non può e non deve essere sottaciuto. Tutte le valutazioni possibili diventano incomprensibili quando non si riescono ad evitare spiacevoli situazioni come quella che sta accadendo all’ospedale di Ortona senza approvvigionamento farmaceutico da diversi giorni. In rappresentanza dei cittadini il Comitato non può dare risposta alle numerose domande poste quotidianamente che riguardano la salvaguardia della salute di tutti i cittadini. Sono domande semplici che vogliono vedere risposte concrete ai bisogni di salute e che vedono solo chiudere i servizi e ridurre i livelli essenziali di assistenza.

Sicuramente i 120 mila euro spesi per inaugurare il servizio di Lungodegenza ad Ortona potevano essere dirottati alla farmacia dell’ospedale di Ortona che per mancanza di disponibilità economica, non può approvvigionarsi dei prodotti necessari. Tutto ciò penalizza fortemente anche i reparti di eccellenza, tanto osannati dall’Assessore alla Sanità, che prima di organizzare interventi chirurgici, diagnostici e terapeutici, anche se programmati, devono verificare la disponibilità dei farmaci».


Anche per quanto riguarda la chiusura del Punto  Nascita di Ortona con delibera n. 206 del 3 agosto 2015 si delibera la ristrutturazione del Punto Nascita di Lanciano con un investimento di 5.800.000,00 finanziato con fondi di bilancio aziendale.

«A questo punto ci chiediamo ma questi soldi non potevano essere spesi diversamente e garantire i livelli di assistenza minima? Questa è la nuova programmazione sanitaria che ha avuto solo l’obiettivo di uscire dal commissariamento a spese del diritto alla salute di ciascuno di noi garantito dalla Costituzione . Chiudendo anche guardie mediche in paesi di montagna, dove un ambulanza impiega minimo 45 min ad arrivare, chiudendo servizi essenziali, non fornendo neanche quelli ambulatoriali, chiudendo ospedali e pronto soccorso, abbiamo sicuramente centrato l'obiettivo di abbassare l'aspettativa di vita media abruzzese! Chi arriverà a 70 anni sarà un predestinato»

TAVOLO DI MONITORAGGIO SANITA' ABRUZZO- Verbale 19 Luglio 2016