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Comunità Montana Majelletta, Carulli si dimette (con polemica finale)

Il Commissario liquidatore ha terminato il suo lavoro

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Adamo Carulli

Adamo Carulli

ABRUZZO. Adamo Carulli ha presentato le dimissioni da Commissario Liquidatore a conclusione di tutte le procedure delle fasi di chiusura definitiva dell'ente montano della Majelletta.
«Tale atto finale consentirà alla Regione Abruzzo un risparmio economico di 200.000 euro all'anno», sottolinea Carulli che ribadisce che restano ancora in piedi altre 11 Comunità Montane con funzioni e servizi molto limitati e ridotti, in attesa di decisioni politiche regionali.

«Lascio l'incarico», scrive Carulli nella sua lettera inviata al presidente D’Alfonso e al sottosegretario all’Ambiente, Mario Mazzocca, «con animo sereno e la consapevolezza di aver svolto fino in fondo i compiti che mi erano stati affidati gratuitamente. A partire da oggi la sede stessa di Pennapiedimonte è scollegata da qualsiasi utenza e costo, nella piena disponibilità da parte della Regione di definire il passaggio di proprietà».

Il personale? «E’ stato messo nella reale condizione di procedere alla richiesta di pensionamento», assicura Carulli, «mentre l'istruttore tecnico è già da oltre 10 mesi in servizio presso l'Assessorato all'Ambiente. Dunque la virtuosa Comunità Montana della Maielletta finisce qui».

Infine il dimissionario esterna un personale pensiero: «senza questo ente, purtroppo già ridotto all'inattività da parte della precedente giunta regionale, resta un vuoto su questa area troppo spesso abbandonata dalle istituzioni sovracomunali».

Carulli è certo che le Comunità Montane abbiano svolto «un ruolo e una funzione utile al territorio interno».

Adesso «si tratta di capire quali nuovi indirizzi si vuole dare alla parte più debole dell'Abruzzo ma anche quella con le potenzialità ambientali, turistiche e paesaggistiche più interessanti. A ciò si aggiunge l'evidente difficoltà di aggregazione istituzionale dei piccoli Comuni che senza di esse avranno più difficoltà ad erogare servizi per i propri residenti.

Aver portato questi enti alla chiusura è stato di una cecità politica da parte del governo regionale passato».

Secondo Carulli sarebbe auspicabile che la nuova Compagine regionale decidesse anche per le altre realtà cosa intende fare: «o si ricostituisce qualcosa di utile o si provveda alla chiusura anche delle altre».

E sulle altre Comunità montane ancora in piedi interviene Giovanni Savini, direttore del Dipartimento della Presidenza della Regione Abruzzo che in parte contesta lo stesso Carulli: «da luglio scorso è in vigore la legge regionale n. 20 che fissa al 31 dicembre 2016 il termine entro il quale i commissari straordinari delle comunità montane abruzzesi devono predisporre i piani di successione di ciascun ente. Si tratta di 12 comunità che possiedono complessivamente 57 unità di personale e che presentano diversi milioni di debiti, contratti direttamente o attraverso le proprie società partecipate». Al momento alcune comunità non hanno individuato l’esatta entità del debito, mentre il ricollocamento del personale deve attendere il completamento della medesima operazione in corso per le Province.

Il trasferimento del personale e delle passività dalle comunità montane alla Regione Abruzzo va affrontato in maniera globale, sostiene Savini, «con un approccio che sia uguale per tutti e che non crei disparità di trattamento tra un ente e l’altro; su questo aspetto il Servizio Regionale Enti locali sta lavorando alacremente. Di tutto ciò Carulli è perfettamente al corrente, in quanto sono state effettuate diverse riunioni con la struttura tecnica della comunità montana Maielletta».