IL TRAGUARDO

L’Abruzzo è fuori dal commissariamento (questa volta davvero)

I ministri sconfessano il tavolo di monitoraggio: è prevalso l’accordo politico

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L’Abruzzo è fuori dal commissariamento (questa volta davvero)

Paolucci e D'Alfonso


ABRUZZO. Come anticipato nei giorni scorsi il Consiglio dei Ministri, nella seduta di oggi pomeriggio, ha deliberato l'uscita dell'Abruzzo dal regime commissariale della sanità.

In mattinata la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome aveva dato parere favorevole all'uscita dal commissariamento.

Lo annuncia l’ennesima nota della Regione che di fatto replica quella di luglio nella quale si diceva: «l’Abruzzo è uscito dal commissariamento».

Falso allora, più vero oggi, visto che un documento ufficiale dovrebbe essere stato sottoscritto da diversi ministri.  

Nel frattempo si registrano trionfi bipartisan ed inizia la battaglia per accaparrarsi i meriti.

L’uscita dal commissariamento («la prima regione a farcela», dice la nota) dovrebbe significare che, finalmente, dopo gli eccessi del passato, la sanità locale è finalmente risanata, ha una struttura forte, in grado di sopportare scossoni, un bilancio in pareggio, uscite controllate ed un servizio sanitario efficiente.

Forse, però, non è esattamente così e a dirlo non siamo noi ma l’ultimo verbale del tavolo di monitoraggio di luglio che aveva persino stabilito le tappe dei futuri controlli; prova inevitabile che la politica con un colpo di mano è riuscita a sopraffare i tecnici quelli che guardano i bilanci ed i conti e che valutano se, per esempio, le distrazioni di denaro da capitoli vincolati siano o meno operazioni possibili.

   

Oggi, invece, è il momento del “trionfo”: «Tra il 2014 e il 2016», ha spiegato Silvio Paolucci che finalmente dopo due anni di pronostici ne azzecca uno, «l'assessorato regionale alla sanità ha collaborato con la struttura commissariale, operando principalmente su 5 ambiti di intervento: la programmazione sanitaria, la riorganizzazione delle reti del servizio sanitario regionale, la definizione dei percorsi assistenziali, l'aspetto economico-finanziario, il miglioramento dei livelli essenziali di assistenza (i Lea). Per quanto riguarda la programmazione sanitaria, negli ultimi tre anni, oltre al piano di riqualificazione del sistema sanitario regionale (che ridisegna completamente l'architettura dell'organizzazione abruzzese), la Regione ha approvato il piano di prevenzione 2014-2018, i protocolli Sten e Stam, oltre all'istituzione del registro regionale dei tumori. Accanto a questi strumenti, sono state varate misure che hanno contribuito al miglioramento della gestione, come la dematerializzazione delle prescrizioni farmaceutiche, il contenimento della spesa per il personale, l'erogazione dei farmaci "off label" per le malattie rare».

Sul fronte della riorganizzazione delle reti, l'Abruzzo «è stata la prima Regione a varare il riordino della rete ospedaliera», continua Paolucci fiero del lavoro fatto frutto anche di tagli lacrime e sangue non poco contestati dai vari territori, «secondo le prescrizioni del DM 70/2015 (il decreto "Lorenzin"). Un atto che era stato preceduto dalla rimodulazione dei punti nascita, dalla riorganizzazione della rete dei servizi territoriali, di quella della salute mentale e dell'emergenza-urgenza. Sono stati punti - continua Paolucci - su cui lo scontro politico è stato duro, ma oggi possiamo dire con certezza che riconsegniamo all'Abruzzo una sanità che può competere con gli standard di quelle Regioni italiane, da sempre considerate esempi da seguire e imitare».


«PARTICOLARE IMPEGNO NEI CONTI»  

Paolucci anche questa volta è chiaro e non lascia dubbi o zone d’ombra.

«Un particolare impegno», dice, « è stato riservato, naturalmente, ai conti della sanità: i Ministeri delle Finanze e della Salute hanno certificato che il sistema sanitario abruzzese è in equilibrio. Nel 2014 e nel 2015, sono stati destinati al ripiano totale delle perdite pregresse delle Asl, oltre 415 milioni di euro e sono stati contestualmente migliorati i tempi di pagamento dei fornitori. Gli ultimi due dati salienti riguardano il punteggio dei Lea, passato da 145 del 2012 a 163 del 2014, e la riduzione dell'inappropriatezza dei ricoveri, scesa al 14 per cento del 2015, a fronte del 25 per cento del 2012».

«E' un risultato che ci riempie d'orgoglio», aggiunge, «frutto di un lungo lavoro, che negli ultimi due anni ha visto questa amministrazione regionale lavorare senza sosta per restituire agli abruzzesi la gestione della sanità. E un ringraziamento va al presidente Luciano D'Alfonso e alla struttura commissariale per la fiducia che hanno riposto in me. Oltre, naturalmente, al prezioso lavoro di accompagnamento, indirizzo e monitoraggio reso dai ministri dell'economia, delle finanze e della salute, e delle strutture tecniche competenti. Ci sono stati momenti difficili, ma tutte le scelte che sono state prese, avevano l'unico obiettivo di migliorare la qualità dell'offerta sanitaria ai nostri utenti».


LA NUOVA FASE  E LA PROMESSA DI ABBASSARE LE TASSE

A risultato ottenuto c’è un nuovo pronostico che tutti gli abruzzesi sperano non sia come quello dell’uscita dal commissariamento e riguarda l’abbassamento delle tasse.
E’ questo l’unico effetto che gli abruzzesi attendono da troppo tempo a fronte di sacrifici enormi sul depauperamento di strutture e servizi.

Le tasse saranno abbassate sul serio subito?